Friday, December 31, 2010

Buoni propositi per l'anno a venire...

- prendersi meno sul serio

- mandare meno facilmente a fanculo determinate persone

- mandare più facilmente a fanculo determinate altre persone

- non fidarsi di nessuno sopra i trenta anni

- non fidarmi più di me stesso a partire dal settembre 2012

- non fidanzarsi con nessuna tipa sotto i 18 anni o sopra i 40

- concedersi almeno un concerto punk al mese

- riprendere in mano i pennelli e ricominciare a pitturare. Anche solo a provarci.

- andarci piano con l'alcool

- andarci particolarmente piano con l'alcool analcolico

- finire la tesi, il dottorato e prendersi un periodo di relax, viaggio, solitudine, riflessione

(e soprattutto)

- perdere meno tempo su questo blog

detto questo...

Buone nuove quattro stagioni a tutti/e! Auguro il meglio, il peggio lo lascio a chi voglio male. E cioè a nessuno. Bella lì!!

2010's last few news from China...

"BEIJING -- A Chinese journalist died Tuesday from injuries sustained in a gang beating that some say was linked to his investigative work, a colleague at his newspaper said"

"A statement posted on the personal blog of convicted milk activist Zhao Lianhai says he is undergoing treatment at a hospital and wants to enjoy life as an ordinary citizen.
Zhao, 38, whose three-year-old child was sickened by melamine-tainted milk powder, was sentenced to 30 months' imprisonment on November 10 for inciting social disorder. He decided not to appeal, and instead applied for medical parole."

"BEIJING (AP) — China’s officially atheist government wants to build a Christian church in the hometown of Confucius to help foster a relationship between an ancient philosophy and the country’s fastest-growing religion. But suddenly, it’s not going so smoothly.
Confucian groups and 10 well-known scholars are demanding that the Gothic-style church not be built in Qufu, saying its size threatens to overshadow the world’s most famous Confucian temple and represents a foreign invasion of a sacred place."

"On Dec. 23, the United Nations International Convention for the Protection of All Persons From Forced Disappearance came into force. China has declined to accede to this convention. My experience that same day is just one of many examples of how the authorities continue to falsely imprison Chinese citizens.
That evening, I was in the Xizhimen area of Beijing chatting with my colleagues Piao Xiang, Xu Zhiyong and Zhang Yongpan. Ms. Piao had been disappeared after she and I went to Dandong on Oct. 7 to argue the court case of Leng Guoquan, a man framed by the police for drug trafficking; she had only been released on Dec. 20. Her abductors had been officers from the state security squad of the Public Security Bureau. I asked her to narrate the entire process of her disappearance in detail."

Thursday, December 30, 2010

新年喜乐! 幸福如意!

Pun, Ngai, and Lu, Huilin, “A Culture of Violence: The Labor Subcontracting System and Collective Action by Construction Workers in Post-Socialist China”, The China Journal, Issue 64 (July 2010), pp.143-158

中国城市面貌的日新月异,离不开数量庞大的建筑工人的血汗付出。一片繁荣的中 国建筑业吸纳了超过 4000 万的劳动力,而他们大多是来自于不发达地区的农民工,近 30%的中国外出务工者集中在这一行业。基于在北京郊区 4 个建筑工地开展的面向 200 多名农民建筑工的访谈和系统的回顾、分析,《暴力文化:当代中国的劳动转包制度与 建筑工人的集体行动》一文认为由于建筑行业普遍存在的政治经济学特性(行业高产出、 高毛利,工程层层转包、层层盘剥,职业高强度、高风险,劳动低回报与经常性的工资 拖欠),这些已经在建筑工人中催生了各种各样的暴力行动——个人的、集体的,外向 的、自残的。而这种所谓的“闹(事)”也意味着某种阶级意识的觉醒。

Song, Geng, and Lee, Tracy K., “Consumption, Class Formation and Sexuality: Reading Men’s Lifestyle Magazines in China”, The China Journal, Issue 64 (July 2010), pp.159-177

尽管中国女性杂志的历史可以最早追溯至 19 世纪晚期,但专门以男性为目标读者 的时尚杂志只是在近10年才涌现于中国。作为今日中国发展最为迅猛的杂志种类之一, 这些杂志价格高、读者群一般只定位于中国城市中的富裕和精英男性,它们见证了男性 气概观念在一个消费主义社会中的变化。通过聚焦“男性文化重大转换的代言者和推动 力”——男性时尚杂志这一新型的大众文化和消费主义形式,《消费,阶层形成与性别: 解读中国男性时尚杂志》一文检视了当代中国信奉消费主义的男性中产阶层的形成,展 示出这一阶层男性主体性的改变。作者分析认为,对于当代中国社会男性特征的解读必 须要考虑其具体的社会分化和阶层形成处境。

Berik, Günseli, Dong, Xiao-yuan, and Summerfield, Gale, eds., Gender, China and the World Trade Organization: Essays from Feminist Economics. (Abingdon, Oxon: Routledge, 2010. 325 pp. ISBN: 978-0-415-49904-0)

2001 年底,中国如愿加入世界贸易组织(WTO),这是经历 20 年改革开放取得经 济根本转型后中国进一步融入全球经济体系的里程碑式的事件。不可否认,中国的变化 已经为很多人带来了财富,但是,严重的性别、阶层、民族,以及区域不平等问题也接 踵而至。从性别方面来看,尽管中国可以算是发展中国家中最少歧视妇女的国家,但女 性地位、女性权利较之于其所宣称的平等目标依旧存在着不小的差距。《性别、中国与 世界贸易组织:女性经济学论文集》一书即是以论文集的形式试图对中国从计划经济到 市场经济转换以及向国际贸易和投资开放过程中的性别关联做出识别。基于一种历史 的、分析的和政策导向的研究,通过审视中国城乡妇女相对于男性在土地权益、劳动力 市场地位、劳动权益、家庭决策、健康医疗、广告代言与选美等方面的差异,全书 11 篇论文多角度地展现了中国妇女在权益、收入、福利等问题上的现实状况。本书所收论 文原是 2006 年在美国莱斯大学召开的研讨会的与会论文,并在同年召开的国际女性主 义经济学协会(IAFFE)年会上发表,后由《女性主义经济学》杂志辑为特刊,其出版 成书得到了莱斯大学和福特基金会的大力支持。

Pictures from a prison in Northern Myanmar, by Lu Nan

La scelta di una giovane tibetana

"Diventare donna a Zanskar"

Un video da Geo&Geo

Wednesday, December 29, 2010

10, 100, 1000 Mirafiori!

"Che cento MIRAFIORI sboccino, che cento scuole rivaleggino, soltanto col metodo della discussione e del ragionamento si possono sviluppare le idee giuste"

Mao Zedong, 1956

Tuesday, December 28, 2010

Io, fiero di vivere in un paese civile, democratico e membro del G8

"Muore un disabile nel carcere di Sanremo
Età mentale tre anni e pesava 186 chili
Fernando Panicci aveva 27 anni e avrebbe terminato di scontare la pena il 31 dicembre del 2011. Era invalido al 100%, affetto da ritardo mentale, epilettico, semiparalizzato, incapace di parlare correttamente. Per la prima volta in cella a 19 anni, per il furto di 3 palloni di cuoio in una palestra"

Fonte: LaRepubblica

Forse quando avremo un figlio di 27 anni, invalido al 100%, affetto da ritardo mentale, epilettico, semiparalizzato, incapace di parlare correttamente e morto in un carcere italiano cominceremo ad incazzarci sul serio. Nel frattempo, buone letture su questo ed altri blog.

Se questo è un incidente allora Obama è un bianco

Il giorno di natale, in una sperduta contea rurale della provincia dello Zhejiang, il capo villaggio Qian Yunhui è morto schiacciato da un camion. La polizia parla di incidente stradale. Ma alcuni che hanno assistito alla scena accusano la polizia di omicidio: il 53enne era infatti impegnato in una battaglia durata sei anni contro le autorità locali, dove reclamava il mancato pagamento per una terra sottratta ai contadini del villaggio.

Nei blog si possono osservare delle immagini shockanti: Qian Yunhui sotto la ruota del camion col collo spezzato e la schiena inarcata, mentre vomita gli intestini.

Uno dei netizen cinesi ha così commentato: "Se questo è un incidente allora Obama è un bianco"

Qui una delle versioni (in cinese):


Riportato, in inglese, su ChinaSmack:

"Village Petitioner Crushed Under Truck, Netizens Suspicious. Petitioning village head allegedly held down by 5 people and crushed"

e sul GlobalTimes:

"Former village head killed in dubious crash"

Monday, December 27, 2010

Umorismo coreano

Vi racconto un indovinello, una storiella simpatica simpatica (spero sia chiaro l'ipocrisia) che ho sentito ieri da un amico coreano. Maschilista sin dall'inizio, questa storiella va raccontata ad una ragazza con la quale vorresti andare a letto. Fa così:

Una coniglietta bianca si innamora di un coniglio nero. Si sposano e vivono insieme per alcuni anni. Improvvisamente il coniglio nero se ne va. La coniglietta si accorge della fuga e decide di andare a cercare il marito.

Incontra un coniglio verde che le fa: “Ho visto tuo marito”. E lei: “Ti prego aiutami a cercarlo, dimmi dove l'hai visto”. E il coniglio verde: “Te lo dico se vieni a letto con me”. La coniglietta bianca accetta, ma dopo l'amplesso il coniglio verde prende e scappa senza darle informazioni sul marito.

La povera coniglietta incontra poi un coniglio rosso che le fa: “Ho visto tuo marito”. E lei: “Ti prego aiutami a cercarlo, dimmi dove l'hai visto”. E il coniglio rosso: “Te lo dico se vieni a letto con me”. La coniglietta bianca accetta, ma dopo l'amplesso anche il coniglio rosso prende e scappa senza darle informazioni sul marito.

Disperata, la povera coniglietta incontra infine un coniglio giallo che le fa: “Ho visto tuo marito”. E lei: “Ti prego aiutami a cercarlo, dimmi dove l'hai visto”. E il coniglio verde: “Te lo dico se vieni a letto con me”. La coniglietta bianca accetta, ma dopo l'amplesso anche il coniglio giallo prende e scappa senza darle informazioni sul marito.

La conglietta bianca torna a casa in lacrime. Poco dopo però il marito torna a casa e i due tornano felici e contenti a vivere insieme. Dopo alcune settimane però la coniglietta scopre di essere incinta. Darà alla luce un coniglietto.

La domanda è: di che colore sarà il coniglietto?

(la risposta la trovi cliccando su “Commenti”)

La storia. Ovvero perché sparare al mittente.

Mi piace riempire questo blog con post dove narro di incontri e disquizioni più o meno filosofiche e intellettuali che vivo in prima persona con giovani, studenti, ricercatori e lavoratori “stranieri” (ovvero dai più svariati paesi del mondo), gente che incontro nel mio quotidiano vivere, nella Pechino del ventunesimo secolo, in una delle tante università cinesi.

Riporto queste storie nel blog per un motivo molto semplice: le trovo interessanti. Interessanti nel senso che mi/ci aiutano (credo) a capire un po' meglio noi stessi e la vita in generale. Perché qui sei costantemente a contatto con il relativismo (culturale e non solo), ovvero a contatto con modi e impostazioni diversi di vedere e conoscere le cose. Non che questo accada solo qui: accade ovunque. Ma probabilmente la casalinga di Voghera ha minori opportunità rispetto al clima internazionale e interculturale che si respira qui. Ed è proprio alla casalinga di Voghera che a me piace dedicare questo blog (certo, conscio del fatto che alla casalinga di Voghera le mie inutili discussioni non interessano affatto).

L'altra sera, ad esempio, chiacchierando con qualche studente asiatico ho riflettuto su quanto segue:

Nel mondo e da sempre, chi / cosa e come ci mette in testa ciò che abbiamo in testa? Beh, nel mondo d'oggi e un po' ovunque credo che i canali principali siano due istituzioni: la famiglia e l'educazione. Ovvero 1) il gruppo più o meno parenterale nel quale nasci e vivi per un certo tempo e 2) la struttura statale che ti insegna come e cosa studiare: la scuola. Mi soffermo a parlare della seconda istituzione.

Riconosciuto il potere che famiglia ed educazione hanno nella nostra formazione umana, culturale e professionale (e senza negare l'esistenza di altre forme di apprendimento, più liberi e indipendenti da famiglia e Stato), è chiaro che governi e nazioni diverse hanno diversi sistemi di educazione e diversi contenuti da passare alle generazioni che nella nazione nascono e crescono. In altre parole, prendendo la storia come materia didattica per illustrare il mio discorso, è chiaro che un paese X avrà interesse ad insegnare ai propri giovani che il mondo è nato per ordine divino, mentre il paese Y dirà ai propri giovani che siamo frutto di un'evoluzione nata da circostanze casuali e proceduta per trasformazioni chimiche; il paese Z spiegherà ai giovani studenti che il condottiero AAA è stato un grande eroe popolare, mentre per gli studenti del paese W lo stesso condottiero AAA è stato un feroce barbaro conquistatore.

Non c'è verità, se non quella che si vuole tramandare. E allora i libri di storia nella Corea del Nord saranno diversi da quelli che si fanno leggere negli Stati Uniti, o in India, o allo Stato del Vaticano. E non è solo un problema di interesse geografico. La storia come un romanzo. A cui credere o meno, a proprio piacimento.

Per fare un esempio davvero banale: vorrei sapere chi cazzo ci ha messo in testa che io in quanto occidentale sono bianco, mentre un asiatico in quanto asiatico è un giallo. La mia pelle non è di colore bianco tanto quanto la sua non è di colore giallo. Si accostano più al rosa pallido. Perché agli africani dobbiamo dare dei neri se la loro pella è al massimo marrone scuro?! E, soprattutto, perché usare il colore della pelle come elemento diversificante tra me e un asiatico quanto ve ne sono altri più evidenti (ad es.: il taglio degli occhi o la grandezza del naso)?!

Nella primavera del 2005 ho partecipato a Pechino ad una manifestazione contro il revisionismo storico dettato del governo giapponese: migliaia di cinesi scesero in piazza minacciando di boicottare i prodotti “made in Japan”. Perché? Perché il governo giapponese aveva appena approvato una riforma dei testi scolastici di storia e in questi si negavano alcune atrocità e responsabilità giapponesi in Asia orientale durante il secondo conflitto mondiale. È come se domani il governo tedesco cancellasse dai libri di storia l'olocausto o l'invasione nazista. Qualche europeo si incazzerebbe, credo.

Eppure questo succede da sempre. Ed è estremamente piacevole osservare due giovani studenti di paesi diversi a cui la storia è stata insegnata diversamente: a tizio hanno insegnato che è A ha fatto il culo a B, invece a caio hanno messo in testa che è stato B a fare il culo ad A. Basterebbe andare a documentarsi. Vero. Peccato che la storia la scrivono i vincitori. E, ad esempio, in Asia orientale l'unica storia pre-moderna è stata scritta dai cinesi, perché solo loro avevano la lingua scritta. Senza scrittura non hai storiografia, senza storiografia la storia è monca. Insomma, gran parte della storia dell'Asia orientale (quello che riguarda anche Siberia, Mongolia, Corea, sud-est asiatico o Tibet per capirci) è stata scritta fina a qualche secolo fa solo dalle dinastie cinesi che si susseguivano di volta in volta ogni due-trecento anni.

Ok, nessuna grande scoperta. Un discorso scontato. Lo sapeva anche la casalinga di Voghera. Il punto che mi lascia shockato è però un altro: la gente si ammazza per questo. E non solo in Asia orientale. Tornando ai due giovani asiatici di prima, entrambi pretendono di avere ragione e di possedere la verità storica dei fatti. Mettici poi dell'alcool e il conflitto si traduce in una scazzotata. Finisce lì. Ma se invece di due studenti hai due popoli di paesi diversi, o due etnie dello stesso paese, o due religioni della stessa area geografica... sapete già come va a finire.

Guerre, guerre sante, guerre per il petrolio, sangue, morti, distruzione... igiene umana dicevano i futuristi. Guerre etniche, di religione, di lingua. L'invenzione della guerra. La guerra per niente. La guerra per loro.
Se mai riceverò una lettera dove mi si chiede di armarmi e partire per il fronte, mi armo e parto sul serio: vado a sparare al mittente.

Sunday, December 26, 2010

Li valori de na orda

《In passato avevo immaginato Hong Kong come una città corrotta e debosciata di capitalisti e prostitute, invece, dopo aver conosciuto A-Mei, mi ero reso conto che manteneva molti valori della tradizione cinese che sulla terraferma avevamo perso. Era molto attaccata alla sua famiglia, mentre io non sapevo le date dei compleanni dei miei genitori e neanche i nomi dei miei nonni》

Ma Jian, "Pechino è in coma"


《"Ho sentito dire che è inumano espiantare gli organi a una persona viva" disse Tang Guoxian dal fondo della stanza.
Wang Fei si spostò davanti. "Al processo di Norimberga i nazisti sostennero che gli ebrei avevano partecipato agli esperimenti di loro spontanea volontà" disse. "I giudici obiettarono che i prigionieri che temono per la loro vita non sono in grado di dare un consenso libero e volontario".
[...] "Prima che la controrivoluzionaria Li Lian fosse giustiziata nel 1971 per aver criticato la Rivoluzione culturale, quattro poliziotti le schiacciarono la faccia contro il finestrino di un camion, le sollevarono la gonna e le tolsero i reni con un bisturi" disse Mou Sen, la faccia impietrita e bianca. "Penso che espiantare gli organi ai detenuti ancora in vita sia troppo. E' contrario a qualsiasi etica"》

Ma Jian, "Pechino è in coma"

Wasn't me...

Lavali col fuoco

"Sempre problemi, sempre molestie, sempre vincoli, sempre litigi tra finestre e finestre, sempre cavilli, sempre giochi di cui pochi direi divertenti. Tu mi rallenti, umano, tu mi rallenti!
Io sono veloce: la mia emozione si infiamma rapida e poi divampa nel rossore. Il tuo pallore generale, umano, non mi induce contrizione, esco di giorno e di notte mescolandomi con le persone. Nelle mie tasche accendini, carta, esche, deodoranti in bombolette. Sulla mia faccia fuliggine e macchie nere: non le detergo perché si deve vedere, lo devi capire, umano!
Tu mi guardavi con distacco ed io per questo mi emozionavo. Il tuo rispetto per gli altri è un lago, io sono una foresta in fiamme che mette al rogo il tuo senso del vago. Non mi hai mai permesso un fremito o un gesto che fosse scomposto o fuori posto, ormai non posso neanche più guardare una ragazza ed essere commosso nel mio sentirmi cotto come un arrosto. Non ho mai abitato nello stesso posto per più di un lustro, e dovunque stessi c’erano gli stessi insistenti umani persi nei mali interpretati dogmi del “bisogna essere sé stessi”. Se io non stessi per dare fuoco ai vostri plexiglass opachi scoprireste ben presto che non sono cristalli, e voi non siete trasparenti tra di voi, perché siete graffiati o scartavetrati.
Siete fermi. Parlate di realtà quando vi si propongono i simboli, shiftate sui simboli quando l’argomento è irreale: siete la gente comune, per voi è solo normale!
È un errore aspettarsi comprensione da chi zittisce le altre persone. Io sono l’imbarazzo di una madre che non punisce il figlio piccolo sentendolo gridare in luogo pubblico, dove qualcuno la potrebbe rimproverare: “piangi, figlio mio! Fa' sentire a questi cretini che i tuoi vagiti sono normali, che sono passaggi necessari per imparare a comunicare con questi stupidi esseri umani”.
Io sono le mani nelle tasche di un dodicenne, il quale subisce molestie al limite tra verbali e fisiche dalle sue compagne di classe più grandi ed impudiche, che si ritengono le uniche ad essersi concesse prima che tutto il loro corpo lo volesse.
Io sono le affermazioni oneste richieste che vengono intese come menzogne dalla stessa persona che te le richiede. Io sono la timidezza di una ragazza che disprezza il termine “timida”, e per questo recita a teatro, nuda veritas, un testo di tragedia. Il suo pubblico, vedendola soffrire, sobbalza sulla sedia. Il suo pubblico tornerà a casa la sera e troverà l’auto bruciata, perché io so che continueranno a provare imbarazzo usando il termine “timida”, dicendole “brava” e non sapendo cosa significa.
Tu opta pure per la lettura psicologica, umano: ti dico subito che la mia non è vendetta. Non brucerei mai un umano, che sia un ragazzo, un impiegato o una vecchietta. Voglio convivere e sorridere con chi mi è differente, voglio circondarmi da persone dinamiche dalle diverse etiche, altrimenti vedrete gli incendi sempre come immagini drammatiche, e non come manifestazioni energetiche dell’accelerazione delle molecole. Ci vuole tempo, ma io confido nel fatto che prima o poi."

Uochi Toki, "Il Piromane"

Confucianesimo postmoderno o menefreghismo globalizzato?

《Yang Yuliang, president of Fudan University, expressed dissatisfaction with the attitude of students as he met student representatives Tuesday and discussed about what has been called the "Huangshan Event."

This refers to the event on December 13, when 18 students - mostly from Fudan - were rescued after getting lost at Huangshan, located in Anhui Province and known as "the loveliest mountain of China".

Zhang Ninghai, 24, a local police officer, was leading the students back down to safety when he suddenly lost his footing and fell to his death.

The incident led to heated online debate, as many members of the public accused the students of being indifferent to the policeman's tragic fate.

Yang said that he is not satisfied with the present moral situation of Fudan students and he hopes that the students would "learn a lesson" from this event.

"You should be calm when accidents happen, but not indifferent," said Yang.》

Source: Global Times

Saturday, December 25, 2010

And so this is Christmas...

Federazione Sinologica Informale. Ovvero come si passa il natale in esilio volontario a Pechino.

Ore otto di sera, come stabilito mi incammino verso la porta opposta del campus, dove gli studenti stranieri hanno organizzato la festa di natale. Fanno undici gradi sotto zero, sono vestito da cima a piedi come babbo natale ma di color verde. E' probabilmente per questo che non ho freddo, se non alla mano destra che uso per portare la bottiglia di birra alla bocca. Per strada incontro alcune amiche spagnole e malesi: mi fermo per qualche foto, per poi continuare da solo il cammino. Osservo le vie del campus vuote. Un po' di neve ci starebbe bene, però. E' chiaro che di santo il natale non ha proprio più niente. E non che ci sia bisogno di dirlo. Ma penso come in un paese come la Cina il natale sia solo ed esclusivamente inteso come palline sugli alberi e un pupazzo con barba bianca e vestito rosso. E' cioè la festa dei commercianti. Quando arriva il natale (non si sa per quale motivo ma) la gente deve correre a comprare. Più di quanto non faccia di solito. Riempire bar e ristoranti e consumare, sentirsi tutti occidentali: un vero spirito di consumismo in festa.

Ricordo quando da piccolo la maestra ci faceva fare quei temi dove dovevi scrivere pensierini come "Il Santo Natale non è il consumismo, dobbiamo riscoprire il vero significato del Natale e ricordarci dei bambini più sfortunati di noi". E quelle minchiate simili che fanno felici bambini, genitori e maestre. Io ancora non ho capito quale sia questo leggendario "vero significato del Natale", ma crescendo ho capito che se alcuni bambini sono più sfortunati di altri è perché i genitori dei secondi possiedono di più e se ne guardano bene dal rinunciare ai loro privilegi.
Morale della favola: a Pechino il natale è davvero triste perché è solo consumismo e berretti rossi col pon pon bianco. Un po' come quell'altra festa yankee che ora si festeggia anche in Italia... halloween mi sembra si chiami.

Ma torniamo alla Federazione Sinologica Informale e al natale nel campus. Raggiungo il bar dove sta per cominciare la festa. Rapito dal silenzio del campus e dagli undici gradi sotto zero mi fermo all'ingresso e penso. "Perché non entri?" mi chiede Teresa, la ragazza neozelandese che ha organizzato la festa. "E' che si sta così bene qua fuori, a meno undici gradi...". Poi vede la bottiglia di birra e intuisce. Ok, entro. Biglietto cinque euro, mangiare e bere fino a scoppiare. A pensare voi in famiglia intenti a strafogarvi di antipasti, lasagne, pollo, salame, panettoni, torroni, torte e dolci natalizi vari, nel vedere quei pop corn e quei tramezzini yankee, un po' di tristezza raggiunge anche me. Ci sta. Ma è natale è dobbiamo essere tutti felici. Quindi non ci penso, birra vino vodka per salire la gradazione, vodka vino birra per farla andare in testa e assicurarti un postsbronza alla Hemingway il giorno dopo. Mi sento già meglio.

Sapete?! Mi fanno cagare di solito queste feste. Invece devo ammettere che Teresa è stata proprio brava! Ha trovato il posto, si è fatta sganciare qualche soldo dall'ufficio studenti stranieri, ha comprato snacks ed alcolici e ha organizzato lo spettacolo che ci ha intrattenuto per tutta la serata: un chitarrista neozelandese, due presentatori (americano e russa rispettivamente), giochi da Fantozzi per la festa di capodanno, due break dancer per pulire il pavimento (un mongolo e un canadese rispettivamente), due dj inglesi e una piccola mascotte vietnamita di tre anni. Brava Teresa!

Son tornato a casa alle cinque, per svegliarmi nel tardo pomeriggio. Apro gli occhi, osservo i miei vestiti sul pavimento e il cappotto verde macchiato di solo dio sa cosa. Mi viene da ridere. Sono già di buon umore. E stranamente non mi fa neanche male la testa. Immobile a letto, divertito, mi sforzo per ricordare come sia andata a finire ieri sera: dunque... ricordo uno studente russo che mi ha chiesto come fare domanda per un dottorato, un inglese triste parlarmi di nichilismo, una signora in strada venderci dei ravioli cinesi, delle foto in un altro bar. Foto. Avevo la macchina fotografica! Sempre divertito, scendo dal letto, alla ricerca della macchina fotografica: eccola qua! E minchia che foto! Sembriamo l'armata dei morti viventi... C'è anche un video dei due break dancer... Ma perché C. ha un cerotto in testa?! Ah sì, ha preso una gomitata, occhiali rotti e taglio vicino al sopracciglio. Incidenti di percorso... Oltretutto l'ho accompagnato io al bagno. Ricordo che gli tenevo un fazzoletto sulla ferita e della birra per pulire il sangue... Mi son proprio divertito ieri sera! Ad un certo punto c'è stato l'assalto alle birre, c'erano talmente tante casse di birra che la gente (o forse ero solo io?) ha cominciato a tirarsi birra in faccia... Diverte, comportarsi da cretini...

E oggi ricevo messaggi di auguri: "Merry Christmas!". Merry Christmas?!? Merry hangover day cazzo.... E gli amici che ti chiamano per raccontarti gli eventi della sera prima. Vi risparmio i particolari... Facciamo finta sia stata solo una serata di prova in vista della più seria e pericolosa festa di capodanno.

Miseria umana. Miserie umane. Felice natale a tutti e felice 2011. Viva la Federazione Sinologica Informale! Viva l'anarchia!

Friday, December 24, 2010

ThinkIN China, 5th meeting


Supplementary Materials


Paul G. Pickowicz & Yingjin Zhang (ed.), From Underground To Independent - Alternative Film Culture in Contemporary China, Rowman & Littlefield, 2006

Zhang Zhen, The Urban Generation - Chinese Cinema and Society at the Turn of the Twenty-first Century, Duke University Press, 2007

Paola Voci, China on Video, Routledge, 2010

Chris Berry , Lu Xinyu & Lisa Rofel, The New Chinese Documentary Film Movement: The Public Record, Hong Kong University Press, 2010

BERRY,Ch., “Getting Real: Chinese Documentary, Chinese Postsocialism”, en ZHANG ZHEN (ed.),TheUrban Generation. Chinese Cinema and Society at the Turn of the Twenty-First Century, Durham:Duke UP, 2007, pp.115-136

DAI JINHUA, Cinema and Desire: Feminist Marxism and Cultural Politics in the work of Dai Jinhua, Londres: Verso, 2002

LU XINYU, Jilu Zhongguo: Zhongguo xin jilupian yundong, Beijing: Sanlian Shudian, 2003

LU XINYU, “Ruins of the Future: Class and History in Wang Bing Tiexi District”, New Left Review, 2005, pp. 125-136

PERNIN, Judith, Filming Space/Mapping Reality in Chinese Independent Documentary Films, 2003, in


Oxhide , by Liu Jiayin

West of the Tracks , by Wang Bin

Taking Father Home, by Ying Liang

Bumming in Beijing, by Wu Wenguang, 1990

Tiananmen Square, by SWYC, 1991

I´ve graduted, Shi Jian, by SWYC, 1992

The other shore, by Jiang Yue, 1995

1966: My time in the red guard, by Wu Wenguang, 1993

Limits of the earth, by Duan Jinchuan, 1997

Demolition and reubication, by Zhang Yuan, 1998

Public Spaces, by Jia Zhangke, 2000

Street Life, by Zhao Dayong, 2006

Fengming: A Chinese Memoir, by Wang Bing, 2007

60, by Zhang Ming, 2009

Disorder, by Huang weikai, 2009

Thursday, December 23, 2010

Sesso con caratteristiche cinesi

Torno ora dalla stanza di un mio amico coreano, che con me vive nel dormitorio del campus universitario. E' appassionato della storia antica di Roma, ha un sacco di libri in lingua coreana sul tema. Tra i libri sulla sua scrivania osservo vari snacks, spaghetti cinesi, dei profumi da uomo. La mia attenzione cade su una strana, piccola, scatoletta di cartone. "Cosa c'è dentro?" chiedo. Il mio amico la prende, tira fuori una piccola boccetta, qualcosa di simile ad un profumo, poi mi spiega: "La spruzzi sul tuo pisello, migliora la prestazione perché evita l'eiaculazione per una ventina di minuti". Osservo la scatoletta... e resto perplesso. Continua: "Praticamente non senti nulla, funziona tipo anestesia. E' un prodotto cinese, l'ho comprato al sexy shop. Se vuoi te lo presto". Ma figurati se vado a mettermi questa merda creata chissà in quale laboratorio clandestino nordcoreano... Poi ci penso e gli chiedo "Ma se non senti nulla a che serve durare venti minuti?!". "Beh... fai felici le donne...". Mmm... non lo facevo tanto generoso :)

La fine del '68

Io non lo so se ha ragione la Gelmini quando dice che questa riforma segna la fine del '68, ma di fatto anche questa è una giornata tristissima per l'Italia. Soprattutto per i giovani che vivono e vivranno in Italia.

Dispiace solo non esser stato in questi giorni tra tutti gli studenti e le studentesse che hanno manifestato e protestato contro l'ennesima riforma vergogna. Complimenti anche a quella senatrice della Lega Nord, tale Rosi Mauro; roba da far invidia a grandi statisti del calibro di Mussolini, Franco, Stalin o Pinochet.

Mi consolo con questa citazione che ho trovato in rete: "Nel maggio del '68 tutte le università, esclusa la Bocconi, erano occupate".

Wednesday, December 22, 2010

Drunk Foreigners in China...

"The video is of a news report featuring mobile phone footage of the incident taken by a passenger. The footage shown first is of some Chinese men beating on the foreigner while some bystanders and a subway worker yell for them to stop. The incident occurred on Guangzhou’s Line 5 Metro, with the foreigner having apparently been uncivil and rude to passengers upon boarding the subway. A young Chinese man is interviewed who explains that the foreigner had a knife confiscated by security inspection personnel at the metro station’s security checkpoint. A passenger interviewed over telephone complains about the subway personnel taking away all of the Chinese passengers involved in the fight while leaving the “crazy foreigner” in the subway.

Minutes later, as the subway approached the Ouzhuang station, the “arrogant foreigner” got in trouble again, provoking another man with the middle finger and swearing at him. The footage then shows the foreigner pointing at other passengers saying they are “whores”. Then, a woman surnamed Xie who understands English intervenes but the foreigner knocks her mobile phone out of her hands, leading to some male passengers surrounding and attacking him. When the subway reached the next stop, Taojin station, the foreigner took his luggage and disembarked.

The young Chinese man interviewed earlier says that someone who was next to him smelled alcohol on him, so maybe he was drunk. Miss Xie wonders on a telephone interview how “bloody” it could have been knowing that the foreigner was drunk and had a knife with his luggage. Finally, the police said the matter was still being handled and could not disclose anything to the public."

Here you are the video and Chinese netizens' reactions:

Tuesday, December 21, 2010

An interview with Jang Jisheng 杨继绳的《墓碑》

"Yang Jisheng is an editor of Annals of the Yellow Emperor, one of the few reform-oriented political magazines in China. Before that, the 70-year-old native of Hubei province was a national correspondent with the government-run Xinhua news service for over thirty years. But he is best known now as the author of Tombstone (Mubei), a groundbreaking new book on the Great Famine (1958–1961), which, though imprecisely known in the West, ranks as one of worst human disasters in history. I spoke with Yang in Beijing in late November about his book, the political atmosphere in Beijing, and the awarding of the Nobel Peace Prize to Liu Xiaobo."

Read all the interview, by Ian Johnson:

Self Image: Woman Art in China (1920 - 2010) “自我画像:女性艺术在中国(1920-2010)”专题展览

"Woman Art in China (1920-2010) Exhibition
Self-Image: Interpreting a Perspective of Chinese Woman Art in the 20th Century

This exhibition is entitled as “self-Image” to summarize and demonstrate Chinese woman art in the 20th century. For the time limit, the works are restricted within the first generation of modern woman artists grown up in 1920s and those grown up in the 21st Century, the time span covers nearly a century. “Self-Image” means both true self-image depicting the artist in the narrow sense, and paintings, sculptures and some combined works of the artists’ images but delivering her own expression and narration. Here the “self Image” is rather referring to the nature of the work, but not emphasizing the type of the Image, i.e. the meaning and method of self-analysis, self-sculpting and self-identification. To some extent, the way of expression of self-Image forms a kind of fundamental style of woman art of the 20th century in China, which accompanies the whole process of Chinese woman art’ development from birth to maturity, to the change of self identity, as well as to the upgrade of media and subject. To review the almost a hundred year of development of Chinese woman art of the 20th century from “self-Image” is a perfect perspective to outline the whole process and to effectively touch with the nature of woman art. Therefore, the exhibition focuses on “self-Image” to explain, demonstrate and describe the whole woman artists’ experience in the 20th century. And the exhibited works focus on Images, sculptures and combined artistic styles depicting woman artists’ images. In addition, the said “woman art” particularly means woman artists’ self representations, which emphasize woman as the main subject to deliver self image and self existence. They are not necessarily critical narration, but emotional narration full of self experience of life instead."


主办单位:中央美术学院美术馆、北京大学视觉与图像研究中心、 萧淑芳艺术基金
总 策 划:朱青生、王璜生





Here an article by Global Times:

Monday, December 20, 2010

China's image in the world

《China has had some success projecting its positive, unthreatening image with glamorous events like the Shanghai Expo and Asia Games, but the world is not staying cool as Zhou Hanmin, deputy director of the Shanghai Expo Executive Committee had once hoped in April.
"China will present its image to the world: a nation with great traditions, great ambitions, and the world should view China's future development with calm," he said before the global showcase started.
In fact, the image China has been projecting to the world has been only partially realized or recognized by the rest of the world.
"China's image in 2010 can be summarized by one word: contradiction," says Yu Jianrong, director of the Institute of Rural Development at the Chinese Academy of Social Sciences and one of in China's more influential public intellectuals.
"China has showed the outside world a positive image by successfully hosting international events and building more skyscrapers, but at the end of the day that cultivated positive image has been challenged."
From a backward country to a developing country, from Red China to Made in China, from China rise to China threat, China's image has been stereotyped through various clichés over the decades.
"The concept of China's image is not very clear," says Xiong Kunxin, a professor of ethnic theory and policy at the Minzu University of China in Beijing. "The country is looking for its right image to show the world the real China."
Fireworks dressed the sky for the opening ceremony of the World Expo on May 1, making a mark in history: the first time a developing country has hosted the event.
A total 246 participating countries and international organizations held exhibitions at the six-month event that attracted over 70 million visitors.
Liu Xiaoming, ambassador to the UK, said the Shanghai Expo was a "worthy symbol of today's China" in an article for the British Daily Telegraph on April 30.
"The theme of the Expo - 'Better City, Better Life' - reflects how hard China is working to upgrade its industrial structure and shift the economic pattern from the consumption of energy and resources towards sustainable and low-carbon development," he wrote.
The event was an equivalent for China to the Olympics in Beijing, he wrote: "a chance to showcase itself to the world."
Expo spokesman Xu Wei agrees the Expo was an opportunity for China to promote its so-called "soft power."
"We're bringing the whole world, different countries, different peoples, to this area, so it's a good opportunity for Chinese people to have face to face contact with international society," he says.》

By Lin Meilian, Global Times

Sunday, December 19, 2010

China Strikes 中国罢工

"This site maps instances of labor unrest in China. Please help build a complete record of how--and where--workers are defending their rights. You can do so by submitting a report on any strike (or protest) we've missed. Please include news links, where possible. We also appreciate suggestions on how we can improve the site!"

Dio, banca, famiglia

"Credevamo di morire per la patria. Ci siamo subito accorti che era per le camere blindate delle banche"

Anatole France

Saturday, December 18, 2010

Ma i cinesi conoscono il pinyin?

Il pinyin è un sistema di traslitterazione della lingua cinese. Ovvero un modo per scrivere il cinese mandarino in lettere latine. Non è l'unico, ma il più usato.

Il pinyin ai cinesi non serve a molto. Serve soprattutto agli stranieri per studiare la lingua cinese (sia scritta che orale), ovvero li aiuta a ricordare suoni e caratteri. Ai cinesi serve al massimo per scrivere al computer o al cellulare. E ad insegnare il cinese agli stranieri.

Mi son chiesto tante volte se i cinesi conoscono il pinyin. Immagino lo imparino a scuola, ma quanto uso ne fanno nella vita quotidiana? Ad un cinquantenne delle campagne credo non serva a nulla. Ad un ventenne di Pechino probabilmente sì.

Ieri sono andato in un bar a parlare con la proprietaria per l'organizzazione di un evento. Entro e parlo con le tre cameriere dietro la cassa. "Cerco la proprietaria per favore". "Non c'è". "Mi date il numero di cellulare?". Ovviamente non me lo danno e vogliono sapere chi io sia e perché stia cercando la proprietaria. Passano una decina di minuti, spiego chi sono e perché la sto cercando, nel frattempo i camerieri si alternano a dirmi "aspetti un attimo" e a passarsi la scocciatura tra di loro, cercando il più alto in gerarchia, quello che si prenda la responsabilità delle sue azioni. In Cina funziona così, niente di strano. Finalmente arriva una ragazza che sembra essere la più alta in grado. "Non possiamo darti il locale quel giorno, è prenotato per un'altra associazione". "Ehm... veramente io sono di quella associazione". Si decide a chiamare la proprietaria. Non me la passa, ci parla lei, chiedendo se può dare il numero di telefono ad uno straniero con gli occhiali che dice di essere dell'associazione. Sembra un film di mafia. O di moti carbonari.

Finalmente attacca: "Ti posso dare il suo numero e la mail". "Oggi è il mio giorno fortunato!" penso. Mezz'ora per chiedere un numero di telefono di una persona che conosco e che sa della nostra associazione e dell'evento. Ma in Cina funziona così, nulla di strano.

La più alto in grado ordina ad un cameriere di scrivermi su un foglietto numero di cellulare e mail della proprietaria. Sfortunatamente l'indirizzo mail è il pinyin del nome cinese della tipa. Apriti cielo! E ora come si scrive in pinyin quel nome cinese? Io non posso aiutarlo, dato che conosco solo il nome inglese della tipa. Il ragazzo comincia a sudare, poi finalmente tira fuori il cellulare e controlla la traslitterazione dei caratteri: abbiamo la mail! Ha scritto "yahoo" con una "u" al posto delle due "o", ma va benissimo così.

E anche oggi ho imparato qualcosa.

Lezioni di socialismo dalla Bolivia

"Il presidente Evo Morales ha firmato una radicale riforma del sistema pensionistico. La legge nazionalizza tutti i fondi pensione e abbassa l’età pensionabile da 65 a 58 anni (55 anni per le donne con più di tre figli). Inoltre, scrive Los Tiempos, la riforma permetterà di andare in pensione ad alcune categorie (il 60 per cento della forza lavoro boliviana) finora escluse da questo diritto, come i tassisti: lo stato garantirà la pensione minima a tutti i lavoratori che verseranno contributi volontari per almeno dieci anni. La riforma è stata criticata dagli imprenditori e da alcuni economisti, secondo i quali le casse pubbliche non riusciranno a sostenere i costi del sistema."

Da Internazionale del 17 dicembre

Gli strani siamo noi

"Quello che sappiamo della psicologia umana è stato scoperto studiando persone simili a noi: occidentali, colti e ricchi. Ma il resto del pianeta ragiona in un altro modo"

Laura Spinney, New Scientist, Gran Bretagna

da Internazionale del 17 dicembre

Thursday, December 16, 2010

Anarchism in Japan

Anarchism in Japan
By: V. Garcia
Published in RED AND BLACK 3, (Sydney: Winter 1967)

Although the growth of anarchist ideas in Japan runs parallel to the growth of Anarchism in Europe, the archipelago of the thousand islands may boast of having in the time of Tokugawas when the country was completely isolated, a libertarian pioneer comparable to William Godwin. This was Ando Soeki. Ando Soeki remained unknown to the West--as did the Chinese Mo Ti who was revalued in 1922--and to his countrymen, although he wrote a voluminous book.

Ando Soeki was born towards the end of the 17th century, more than half a century earlier than Godwin who was born in 1756. Soeki's book "Shizen Shineido" (The way of Nature and work) is an indictment of those who do not produce; a hymn to the producer; it supports a return to nature; and is a contempt for luxury. The author and his work were unknown for one and a half centuries until a studious Japanese, Kano Kokicki, discovered them in 1899. On 24th of January, 1908, Morichica Umpei, a libertarian militant and the editor of the anarchist Journal "Nihon Heimin Shimbun" published in his journal an article about Soeki entitled: "An anarchist of 150 years ago".

While the thought of Godwin made an impact on his contemporaries, that of Ando Soeki did not. It needed the Emperor Meiji's drive towards westernization for anarchism as a modern social theory to make headway on the archipelago. As this happened the figure of Denjiro Kotoku appeared on the scene.

Kotoku had begun his militant life in the socialist movement. He, together with Sam Ketayama and Kanoe Kinoshita, was the founder of the Japanese Socialist Party in 1897. In 1903 with Tashihito Shakai, he started "Heimin Shimbun" (The Journal of the People) which from the beginning opposed the war against Russia. For his antimilitaristic campaign he was condemned to five years' gaol. He was released before the term of his sentence expired. While in prison he evolved from Marxism to Anarchism. In a letter which bears the date of 10th of August, 1905, he writes: "...In this country, to propagate Anarchism means to be condemned to death or to pass the rest of one's life in prison. Consequently the movement has to be organized secretly. Time and perserverance are necessary for its development and success...". Later on he founded "Tatsu Kawa" (Iron and fire), and began the translation of works such as "The Conquest of Bread", "Law and Authority", "The State", all by Kropotkin. Among the works he wrote are: "The Quintessence of Socialism" (1903), "The Economic System of the Future", "Free Ideas", "Imperialism", "The Structure of Modern Japan", Betrayed Christ" (written in prison 1911).

In October 1905 he decided to emigrate to America, thinking that there would be greater possibility for efficient work. There a year's experience made him realise that the Pacific Ocean was a big hindrance, an intolerable limitation for a militant like him, so he went back to Japan.

The strength of libertarian ideas was indicated by the fact that "Heimin Shimbun" was a daily publication. There were also weekly and monthly publications, pamphlets, and books translated from other languages. In face of the increasing propaganda of antistate ideas the Japanese Government ordered the "Big Revolt" accusing the anarchists of plotting against the emperor. Many of the anarchists were arrested, among whom was Kotoku. On 24th of January, 1911, twelve anarchists faced death. They were D. Kotoku, R. Hurokawa, H Naruishi, T. Nimura, S. Oishi, K. Okumiya, U. Nimi, U. Morichika. G. Uchiamo, Kotoku's companion Suga Kano, T. Migashita, and U. Matsuo.

The most important figure after Kotoku was Sakae Osugi. In 1915 he tried to edit "Heimin Shimbun" again but not for long, because the police banned it again. Successively he founded "Rodo Unido" (The Workers' Movement), "Rodo Shimbun" (Journal of Work), "Kandai Shiso" (Modern Idea). Like Kotoku, he began translating into Japanese any book which could be useful to his ideal. Among his translations was Darwin's: "The Origin of the Species". It was the first Japanese translation. Some of his voluminous works were republished not long ago.

He also visited Europe and took part in a May Day procession in Saint Denis, a rural Parisien suburb. On the insistence of the Japanese ambassador, he was extradited two months later. Two months after his extradition in September, Japan--especially Tokyo and Yokihama—was hit by a terrible earthquake. Taking advantage of the martial law the Japanese soldiers killed Osugi, his companion Noe Ito, and one of his nephews, and threw them into a well.

One year later, on the first of Spetember 1924 a libertarian, Kyutaro Wada, fired at General Hukuda who was responsible for the assassination of Osugi. Wada was imprisoned and remained there until 1928. In prison he wrote: "The Window of a Prison", which had a sympathetic review later on. Released from prison he continued his militancy in the anarchist movement.

Japanese anarchism has had a great influence upon the worker's movements. In fact there were (after 1926) many trade unions influenced by anarcho-syndicalism--especially the bookbinders' unions and those in other branches of the printing trade. At that time "Giurengo" (Free Federation) was published. The Libertarian Youth had its own organ "Kuro Wakai" (The Black Youth).

The Japanese environment was not favourable to the development of anarchist ideas. Japan obstinately followed an imperialist policy which was initiated with the Sino-Japanese war of 1894-1895. A policy which had as its consequences the Japanese-Russian War ten years later. The allies won the First World War. China, which fought on the side of the Allies, saw how all the German possessions on the peninsula of Shanghung were transferred to Japan. But things did not stop there. Japan had slowly infiltrated into Manchuria and on the 7th of January, 1937, it declared war on China. This date is recorded as the date of "Three sevens".

From that moment the repression of all revolutionary elements began. The closing down of their branches and syndicates was complete. It was not until the end of the Second World War that the revolutionary movement could revive again. The old libertarian comrades who survived this long period of repression and massacre initiated it.

Formally the libertarian revival took place on 12th of May, 1947. This was the day the anarchists reunited in Tokyo and formed the Japanese Anarchist Federation. Two months later, on the 15th of July, the old libertarian journal "Heimin Shimbun" reappeared. It began its circulation with 20,000 copies and became a weekly.

From then on there has been a congress every year--in Kyoto, Nagoya, Osake, Heimji, Fukuoka, and so on.

At one of these congresses it was decided to change the name of "Heimin Shimbun" to "Kuro Hata". The reason for the chage was that "Heimin" meant one of the classes into which Japanese society was divided before the coming of the Emperor Meiji. The Japanese anarchists thought that the name "Huro Kata" (Black Flag) better expressed the necessity of the moment. For the same reason the name "Huro Kata" was changed to "Jigurengo" at the congress on the 6th of August, 1962.

The years of repression before and during the war badly hit the bases of libertarianism in Japan. Therefore after the war the anarchist movement in Japan was a movement of individuals rather than of groups and federations. The Japanese Syndicalist movement has shown the same pattern as that of the West. But there was a large body of students oriented towards anarchism. Even if they did not effectively take part in the libertarian movement they were influenced by anarchism. The student organisation of leftist orientations such as that of Zengakure in various situations were sympathetic to libertarian anti-statism and anarchist free federation.

Recently, among intellectuals and technicians, there has been an approach towards anarchism. An approach in which our comrades put great hope. THe technicians and intellectual workers did not think that they were represented by the trade union mass movements such as: Sohio Jikai--influenced by the Socialist Party, Sanbetsu--of communist inspiration, or Sodomei--an extremely conservative movement.

The intellectual achievements of Japan's anarchists have been considerable. A prolific writer after the war was Sanshiro Ishikawa. He wrote many works among which are: "Anarchism from an Aesthetic Point of View", "Anarchism--its Principles and Its Realizations", "History of the Oriental Civilization", "Study of Japanese Mythology", "Biography of Eliseo Reclus". Also he translated into Japanese the following works of Herbert Read: "Poetry and Anarchism", "The Philosophy of Anarchism", "Marxism, Existentialism and Anarchism": from Maria Luisa Berneri he translated "Workers in Stalin's Russia", from Rudolph Rocker--"Nationalism and Culture".

Until recently there was a libertarian liaison between West and East. A liaison which made it possible for a great quantity of literature to pass from Europe and America to Japan, China and Korea. Out comrades int he East who knew European languages devoured it avidly. Many books were translated to make them accessible to the masses. But whereas in the East there was a craving for the knowledge of the West, the West did not show any curiosity about the libertarian literature of the East. In that way the West lost many authentic studies because it did not like to go beyond its own world.

An exception to the rule was the publication of the work of Taiji Yamaga in Spanish by Tierra y Libertad. The book deals with a libertarian interpretation of Tao To King by Lao Tse. Tao To King, from a distance of 2,500 years, contains certain libertarian anticipations which Yamaga knew how to make accessible to contemporary thought despite the cabalistic nature of the book.

Taiji Yamaga appears to be the last of the libertarians to follow the path of Kotoku. He worked together with Osushi in the Japanese Esperantist movement. We find him also in China from 1910-1920. There he worked together with the Chinese anarchist Liu Si Fu, and contributed to the Esperantist publication: "The Voice of the People" (in Chinese "Ming Sing") which was a bilingual publication and was published in Shanghai. When the anarchist movement in Japan resumed its activities, Yamaga took an active part in it, and with his indefatigable pen worked towards to co-ordination of anarchist activities on a world level. With a primitive typographic machine and patience, he had enclosed every copy of "Heimin Shimbun", "Kuro Hata", and "Jiyurengo" which was sent to overseas readers a summary in Esperanto. He continued to do it till apoplexy struck him hard. Even so, there was enough energy left to enable him to continue to write to correspondents from all over the world and at the same time to remain one of the most fervent militants in the War Resisters International.

In 1961 at the world conference of W.R.I Yamaga was the delegate of the Japanese Pacifists and the Japanese Anarchist Federation. The Japanese Anarchist Federation was the only anarchist organization to send a delegate to the conference, which was held in Gandhigran--India. There he met other libertarian pacifist individuals such as Hem Day, Tomy Smyth, and the figure of the "Third Force" in Danilo Dolci.

The enthusiasm which the Japanese put into the pacifist campaign is misunderstood by Western libertarians. We have to remember that Japan was the only country to suffer from the explosion of two atomic bombs, so that the problem of pease is more pressing than any other social problem. It is the first and the most immediate problem which has to be solved there. This explains why Japanese libertarians insist so much on peace and why the Japanese Anarchist Federation was the only federation to be directly represented at the conference of the War Resisters.

In July, 1963, in the international column of "Le Combat Syndicaliste"--Paris, Gregorio Quintana quoting A. Prunier and comrades Y. Maeda and T. Hirayama, expressed a certain pessimism and at the same time a kind of criticism of those who "glorify non-existing hypothetical forces, deluding themselves". At the same time direct information from Japan indicates that the technicalities and industrial research workers are seeing their strength int he libertarian ideals. Another encouraging sign is that when the anniversary of the death of Osugi was celebrated in Tokyo the hall was packed.

All over the world libertarian ideas are facing a crisis because of the growing interference of the State in the individual's life and the unrestrained military aggression of the great powers. Undoubtedly, even in Japan, the crisis exists. Nevertheless, in comparing East and West we may conclude that the eastern libertarians have maintained a more consistent attitude to anarchism.

Wednesday, December 15, 2010

Il giorno delle colombe. E la filosofia cinese.

"Più che un simbolo, una filosofia di vita. Il Movimento di Responsabilità Nazionale, nato pochi giorni fa da uno strappo con l’Italia dei Valori, si è presentato con un marchio inequivocabile. Graficamente, è una versione tricolore del simbolo del taoismo, lo Yin e lo Yang. Praticamente, se non ci fosse scritto il nome del Movimento, potrebbe diventare benissimo il simbolo delle comunità cinesi in Italia, o degli italiani in Cina. Invece è la sintesi dinamica delle tre correnti di pensiero cui fanno riferimento i fondatori (pensate, è il primo gruppo politico che appena nato ha già tre correnti, tante quanti sono gli iscritti): verde di speranza per la nuova vita Domenico Scilipoti (ex Idv), rosso per l’imbarazzo Massimo Calearo (proveniente dal Pd), e in mezzo una spruzzatina di bianco che non guasta mai con Bruno Cesario (ex Margherita, ex Pd, ex Api).


Questa soluzione grafica non può essere casuale. Potrebbe significare che sono capaci di rovesciare continuamente le loro posizioni politiche. E che, quando queste diventassero proprio difficili da sostenere, sono capaci perfino di fermarsi (responsabilmente!). E che infine, somma abilità taoista, sono capaci di fermarsi dando anche l’impressione di essere ancora in movimento. Se non fosse già stato adottato da questo gruppo, sarebbe il simbolo perfetto per i voltagabbana. Anche quella è una filosofia di vita."

Leggi tutto l'articolo, di Bruno Ballardini

Monday, December 13, 2010

A meno undici godo

A undici sotto zero comincio a godere. La città fuori è congelata, così come le articolazioni della gente, che vede bene di starsene a casa, o in ufficio, o al ristorante, o nei bar. Insomma: non in strada.

A undici sotto zero il cuore mi par più leggero, svaniscono le preoccupazioni: è il tempo del letargo. Da muoverti al massimo per procurarti del cibo o andare a pisciare: non più di un paio di volte al giorno.

A undici sotto zero aspetto la neve per vedere colorata di bianco la città. Aspetto senza fretta, alla finestra, in tuta da metalmeccanico in pensione. Un buon libro, quantità esagerate di té cinese, sigarette e zippo a portata di mano. Sotto le coperte, a luce soffusa. Fuori non si muove niente, anche le auto preferiscono starsene a casa. Sotto le coperte a leggere. Ogni tanto qualcuno bussa alla porta, accendo la luce, scambiamo due chiacchiere. Ma di base è lettura al caldo delle coperte.

A meno undici godo cazzo!

Se in Cina venite per fare business

Se in Cina venite per fare business, consiglio questo articolo dell'ottima Nicoletta Ferro:

E questo breve video, un'intervista all'esperto di marketing Shaun Rein:

Sunday, December 12, 2010

The more you drink the more you get drunk

"Gli uomini lottano e perdono la loro battaglia; ciò per cui avevano combattuto si realizza comunque, malgrado la loro sconfitta, ma poi si rivela altro da ciò che essi credevano, e allora altri uomini devono continuare a lottare per ciò che i primi chiamavano con un altro nome"

William Morris

Saturday, December 11, 2010

20 sigarette a Nassirya

Devo ammetterlo: era da tempo che non mi shockavo così di fronte ad un film. Non a caso un ragazzo si è sentito male durante la proiezione e la tipa accanto a lui in pieno panico gridava "Aiuto!" mentre nella sala la gente cercava un dottore in almeno tre lingue diverse...

Un film da panico. D'altronde narra gli orrori della guerra. Forse troppo "da dentro". Ma, da italiano, sono felice che esista un film del genere che narri l'attentato a Nassirya del 2003, costato la vita a troppe persone, italiane e non.

Il regista, presente in sala, è Aureliano Amadei. E' il regista, il protagonista, lo scrittore del romanzo e uno dei pochi sopravvissuti a quel 12 novembre. Davvero un gran bel film, uscito nelle sale italiane da pochi mesi, lo consiglio a tutti, non lascia molto spazio alle parole (difficile parlare col cuore in gola), aspetti solo la fine della visione per esplodere un applauso.

Complimenti ad Amadei.

Ah, dimenticavo il titolo: "20 sigarette". Capirete (almeno alla fine) il perché.

梁思成 林徽因

Segnalo un documentario storico:

梁思成 林徽因

E' la storia d'amore tra i padri fondatori dell'architettura moderna cinese, 梁思成 Liang Sicheng (1901-1972) e 林徽因 Lin Huiyin (1904-1955). Davvero ben fatto, moltissima documentazione ed immagini d'epoca, ricco di citazioni e tutt'altro che noioso.

Ogni tanto bisogna dirlo: complimenti alla televisione cinese!

Orientalismo nella sinologia

Un paio di giorni fa, durante una conferenza al dipartimento di storia dell'Università di Pechino, una studentessa cinese ha posto un quesito decisamente interessante: perché gli occidentali hanno chiamato (e continuano a chiamare, aggiungo io) la Cina un "impero"? Ovvero, da quando e come mai i primi occidentali in terra sinica hanno visto la Cina (come sistema di governo e struttura sociale) nella forma che da noi corrisponde all'impero? E quale la forma di riferimento? L'impero romano? Il Sacro romano impero? O che altro?

Non saprei rispondere, ma credo la questione sia di ordine linguistico e filologico: bisognerebbe andare a vedere nelle fonti e nella storiografia chi fu il primo a parlare di Cina in termini di "impero". Fu Matteo Ricci? Furono i romani mille anni prima? Non ne ho idea. Ma per trovare risposta a questo ordine di domande, consiglio questo interessantissimo libro, un "must" per gli studenti che si occupano di Cina moderna e di Cina agli occhi degli occidentali. C'è veramente un sacco da imparare:

"Orientalism in Sinology", di Adrian Chan, 2009.

(nel caso non riusciste a reperirlo, lo trovate su Google Books)

Cito dal testo "God may or may not be an Englishman, but the Chinese god was a gift from an Englishmen!"

p.s. Grazie a Lavi per la segnalazione!

Friday, December 10, 2010

Il mio natale

Pechino, 10 di dicembre. Sembra strano, non fa così freddo. La temperatura oscilla intorno agli 0 gradi. Va sotto di notte e sopra di giorno. L'anno scorso di questi tempi non uscivi di casa. Quest'anno è più mite. Ma che vento! Sembra di stare in Mongolia. Non mi intendo di meteorologia ma credo la temperatura meno rigida del solito e l'assenza di neve abbiano a che fare col vento...

Qui nel campus universitario la vita procede come sempre: studenti in strada, le comunità internazionali nel dormitorio, lezioni, conferenze, discussioni, cene insieme, feste in camera, i libri da riportare in biblioteca, nessuna voglia di lavorare. Il solito insomma. Durante la giornata, al termine delle lezioni (alle 11.30 di mattina e alle 17.30 di sera) gli altoparlanti sparano quei cinque minuti di canzoni per dire agli studenti "E anche oggi è andata! Tornate a casa a riposarvi ma non dimenticatevi di studiare!". In Italia non esiste nulla del genere. La musica in sé non mi disturba, anzi, ma da qualche settimana a questa parte hanno cominciato a mettere canzoni pop americane, tipo Eminem e cagate simili. Io non dico che la Cina e i cinesi si stanno occidentalizzando, ma spero sinceramente che qualche studente cinese vada ad incazzarsi negli uffici competenti.

Venendo a noi e al mio natale... Ore 18.00 circa, di ritorno da una conferenza dall'università di Pechino. Torno al mio dormitorio e passo nello spaccio di fianco all'entrata. E' un piccolo spaccio che vende bibite, sigarette, snacks, spaghetti liofilizzati, cioccolata, spazzolini da denti, ombrelli, detersivi e cianfrusaglie varie per la quotidianità degli studenti. Quest'anno è tutto nuovo perché hanno ristrutturato l'edificio e dunque nuovo anche lo spaccio e le donne che ci lavorano sono cambiate. Ma stasera noto la signora che conoscevo da quando misi piede per la prima volta in questa università, nel lontanissimo settembre 2007. Non le faccio molto caso, perso come sempre nei miei mille pensieri inutili e costantemente di fretta. "Un pacchetto di Hongtashan", le faccio. La signora (che chiamiamo "zia", titolo con cui ci si rivolge in Cina alle donne più grandi di te di qualche decina d'anni) mi guarda e mi fa: "E non mi saluti neanche? Non ti ricordi di me?". Cazzo, ha ragione, un vero cafone. E' che in Cina "buongiorno", "buonasera", "grazie", "arrivederci" non si usano molto. Infatti quando torno in Italia mi dimentico sempre delle (nostre) buone maniere. "Certo che mi ricordo!" le dico imbarazzato. "Sono contenta di essere tornata". "Anche noi siamo felici di riaverti qui" (ipocrita!). Ci penso e le chiedo "Ma dove sei stata negli ultimi mesi?". "In un altro spaccio, dall'altra parte del campus. Ma non mi trovavo bene. Voi studenti stranieri siete divertenti, coi cinesi mi annoiavo" mi dice sorridendo. Non so perché ma questa frase ha messo il sorriso in bocca anche a me. Gentile la zia! Magari ipocrita anche lei, chi lo sa. Ma mi ha messo di buon umore. E' una pechinese vecchio stile, ex fumatrice accanita ed ex bevitrice dura. Quando ci becca il weekend a fare scorta di birra e grappa nello spaccio ci raccomanda sempre di non esagerare con l'alcool. "Tranquilla zia!" le diciamo ogni volta. E poi ci vede il mattino seguente con la faccia stravolta, stralunati in pieno post sbronza stile Hemingway. In gamba la tipa.
Pago le sigarette e, non so perché, la lascio con un "Buon natale zia!".

Distopie da Nobel: se Assange vincesse il Confucio

Divertentissima e breve fiction di Simore Pieranni e Matteo Miavaldi per stemperare gli animi e le tensioni di questi giorni relativamente agli eventi di politica internazionale: il premio Nobel per la pace a Liu Xiaobo da una parte e l'arresto di Assange dall'altra...

"Disclaimer: quella che segue è fiction. Liu Xiaobo dovrebbe essere libero (punto). Certo alla luce di altri eventi ci siamo fatti alcune domande, ponendole in forma di un articolo che descrive uno scenario immaginario: Assange che riceve il premio Confucio da Pechino."

Leggi tutto il pezzo: ChinaFiles

Scusate, ma questa la devo scrivere...

Lo sciopero lo comincio questo pomeriggio, una delle ultime notizie che mi è passata sotto gli è occhi è del Corriere della Sera:

La svolta della Cina sul clima?
E' stato un errore dell'interprete
Il «sì» di Pechino a impegni più vincolanti aveva stupito. Poi la precisazione: non abbiamo cambiato linea”

Errori di interpretazione. Dal cinese. Ci sta, me ne intendo, credetemi. Ma non durante una contrattazione commerciale in un negozio di vestiti. Bensì al Summit di Cancun.

Meno male che in questi casi poi rettificano subito. Pensate ad esempio a quel ragazzo tunisino arrestato nel bergamasco con l'accusa di omicio e occultamento di cadavere solo perché è stato intercettato. E intercettato male. Ovvero con un errore di traduzione. Ma prima che se ne accorgessero alcuni bergamaschi hanno ben pensato di scendere in strada, mostrare cartelloni contro gli immigrati e invocare la legge del taglione. Poi arriva la smentita: “Scusate, un errore di traduzione”.

Avete seguito il processo a quella studentessa americana accusata di aver ucciso la sua coinquilina inglese a Perugia? Avete sentito la traduzione pietosa dall'inglese all'italiano in aula di tribunale? Dico, questa tipa rischia più di vent'anni di carcere per ipotetico omicidio, vogliamo almeno darle una interprete che traduca bene? Infatti ad un certo punto l'americana si è messa a parlare italiano, vista l'aria che tirava...

Anche io anni fa ho fatto da interprete cinese-italiano in un tribunale. E mi cagavo sotto. Accanto a me c'erano cinesi delle province meridionali, un cinese stranissimo alle mie orecchie. Per non parlare del fatto che il mio cinese fosse a dir poco “di sopravvivenza”. E del fatto che l'accusa era tentato omicidio, una persona era in manette e c'era un'ascia da lavoro sul tavolo del magistrato.
Non sei con la coscienza a posto se danno l'ergastolo ad un uomo per un tuo errore di traduzione...

Ma veniamo a noi: fare l'interprete in Cina. Io non sono e non sarò mai (spero) un interprete. Senza offesa per nessuno, non ho molto rispetto per una professione che ti riduce in stato di macchina. I migliori interpreti sono macchine. Sarà pregiudizio, ma i veri interpreti sono persone che hanno passato la vita dietro a traduzioni simultanee, ogni giorno a perfezionare lessico e pronuncia. Non mi interessa grazie.

Ma come sappiamo tutti, nel mondo globale e globalizzato senza comunicazione va tutto a puttane e allora l'interprete è fondamentale per la sopravvivenza umana. Dal cinese all'italiano, dall'urdu al francese, dal tedesco al russo, dal giapponese all'arabo, dallo spagnolo al thai: abbiamo bisogno di tradurre, interpretare, comunicare, scambiare informazioni e messaggi in un linguaggio comprensibile ad entrambi gli estremi della comunicazione.

E allora eccoci. Hai studiato interpretazione? No. Sai parlare cinese? Beh, meglio di lei sicuro. Assunto!

Funziona così. Di tutti i ragazzi e le ragazze della mia età che conosco in Cina (o in Italia) e che lavorano come interpreti nessuno ha studiato traduzione. Nessuno ha fatto scuola di traduzione. Quasi tutti hanno studiato in facoltà di lingua e cultura cinese, hanno seguito corsi in Cina o sono vissuti per anni in Cina. Parlano cinese? Sì, direi di sì. Sono interpreti? Io direi di no, ma certo aiutano nella comunicazione tra te italiano che non hai mai messo piede in Cina e un cinese che non ha mai visto un italiano.

In realtà conoscevo un paio di ragazzi che hanno studiato a Trieste e Treviso, dove ci sono scuole per interpreti e traduttori di lingue orientali. Ma non so bene che fine abbiamo fatto. Tornando a noi, il senso di questa sclerata anti-interprete lo riassumo in due punti:

1) Quando venite in Cina e cercate un interprete (che sia per lavoro, per business, per turismo o altro) sappiate che quasi nessuno è davvero specializzato. Sanno aiutarvi ed esservi utili, sanno magari mostrarvi i lati più autentici e nascosti del mondo cinese, ma sulla comunicazione vi prego di non avere grandi aspettative. Gli errori ci sono, ci saranno e non ci potrete far nulla. Solo, rendete furbi. E cercate di capire quando un interprete non ha capito un fico secco e vi dice fischi per fiaschi.
Giorni fa parlavo di questo con una mia amica italiana che va spesso a fare l'interprete. È brava, è vero, ma ha troppa considerazione di sé stessa e del suo livello di cinese (e lo sa, per sua stessa ammissione). Le ho chiesto “Quanti italiani conosci della nostra età che parlano 'davvero bene' il cinese?”. Per “davvero bene” intendo che pagheresti qualcuno per farti da interprete cinese-italiano. Sia io che lei a stento siamo riusciti a tirare fuori un paio di nomi.
Il fatto è che la lingua cinese non la impari con tre anni nei banchi di scuola o cinque di vita in Cina. Non basta una vita per parlare “davvero bene” cinese.
Litigo spesso (bonariamente, si intende) con amici e colleghi italiani qui a Pechino su questo tema. “Gli interpeti sono sfruttati” dicono. Che è vero. Ma per un servizio basso prendono (posso anche dire “prendiamo”) un sacco di soldi. E qui arrivo al secondo punto:

2) Quanto deve essere pagato un interprete? Siccome me lo chiedono spesso tramite blog, lo scrivo qui sperando sia una volta per tutte. La risposta è ovvia: dipende.
Dipende da molte cose. In Cina (Cina dove? Diciamo nelle metropoli, Pechino, Shanghai, Canton, Chongqing, Shenzhen...) un interprete cinese costa meno di uno italiano. Io prenderei un cinese (non perché costa meno, ma perché è più bravo) ma voi non vi fidate dei cinesi e preferite un italiano. Allora un italiano solitamente per otto ore di lavoro come guida/interprete prende tra gli 80 e i 150 euro. Non sono inclusi i pasti, gli spostamenti e altre eventuali spese. Per cose più specifiche o professionali o per essere accompagnati in città dove non risiedono (es: arrivo a Pechino ma ho un incontro con degli uomini d'affari cinesi a Wuhan) arrivano a chiedere anche 200 o 250 euro. Nel 2006, quando facevo un tirocinio al consolato italiano di Canton e vennero in visita ministri e politici italiani, girava voce che l'interprete di Prodi (una signora sulla cinquantina forse più) prendeva 250 euro al giorno. Per essere l'interpete di Prodi devi essere brava e sicuramente non puoi avere vent'anni. Dunque forse per quella signora 250 euro al giorno sono giusti.
A me negli ultimi anni, per fare l'interprete hanno pagato dagli 80 euro al giorno alle 120 euro per quattro ore. Dunque dipende. Soprattutto dipende da quanto sia magnanimo il padrone italiano. E qui noi italiani sbattiamo male. Tira sulla mia paga e poi quando va a fare shopping non mi ascolta e va a sperperare 1000 euro là dove potrebbe pagarne 50. E allora l'inteprete si fa furbo. Visto che il padrone italiano, oltre ad essere un grande ignorante, è anche un testa di cazzo, io mi accordo col venditore cinese, e invece di 1000 euro (quando potevi spenderne solo 50) te ne faccio spendere 1200, e le 200 di avanzo me le intasco io col beneplacito del cinese.

Morale della favola: agli interpreti non credere mai. O meglio, anche se non abbiamo studiato da interpreti, come “esperti” di Cina vi siamo utili, dunque allungateci almeno 100 euro per giornata di lavoro e perdonateci qualche errore o fraintendimento. Quando venite in Cina la pazienza non ve la dimenticate in Italia!

Sciopero della lettura

Io non ci capisco più niente... il premio Nobel per la pace a Liu Xiaobo, il premio Confucio per la pace ad un leader di Taiwan, Sakineh prima accusata di adulterio e omicidio poi liberata in Iran, l'ex KGB Putin che difende Assange... davvero, non ci capisco più nulla, è il mondo al contrario...

Proclamo uno sciopero personale della lettura dei quotidiani e dei media in generale per almeno una settimana. Ne ho bisogno.

Devo però ammettere che a leggere nel sito della Repubblica "Un gruppo di studenti che manifestava contro la legge che triplica le rette universitarie ha preso di mira l'auto su cui viaggiavano il principe Carlo e Camilla. L'auto dei reali è stata circondata e presa a calci dai manifestanti a Regent Street" provo una certa soddisfazione... immagino questi giovani incazzati contro l'aumento delle tasse e questi due vecchi pagliacci della monarchia inglese in una carrozza del diciassettesimo secolo impauriti per gli insulti e gli sputi che volano... una scena d'altri tempi, peccato solo che all'appello sia mancato il Gaetano Bresci o il Gavrilo Princip di turno. Ma si sa, a più di un secolo di distanza oggi preferiamo forme di violenza meno fisiche e più mediatiche: meno sangue e più foto.

Dio benedica gli studenti che assaltano la regina!

Thursday, December 09, 2010


"I problemi dei bambini lasciati indietro in campagna

1. Problemi che facilmente insorgono tra i giovani lasciati indietro in campagna

- Problemi dovuti alla carenza di affetto. La ricerca dimostra che più della metà dei giovani lasciati indietro non possono vivere insieme al padre e alla madre, e il 33% dei padri e il 25% delle madri vive lontano per più di 5 anni. Inoltre più del 60/70% dei genitori lavora in un’altra provincia e il 30% dei genitori torna a casa solo una volta all’anno, il telefono diventa il principale mezzo di comunicazione tra genitori e figli, ma quasi il 2% dei figli non si sentono con i genitori per tutto l’anno. Poiché vivono separati dai genitori per lunghi periodi, i figli, quan- do si trovano ad affrontare problemi quali i cambiamenti del proprio corpo, la pressione scolastica e le relazioni umane, non hanno l’affetto dei genitori e ciò può influenzare la loro salute psicologica.

- Problemi di alimentazione. Poiché una parte delle famiglie di campagna ha una scarsa conoscenza scientifi- ca riguardo all’alimentazione e in molte famiglie si mangia tutto ciò che è disponibile, in particolare quando i genitori sono lontani, le conoscenze scientifiche riguardo all’alimentazione sono ancora più scarse. Le ricerche sulla salute e sull’alimentazione dei bambini lasciati indietro rivelano che lo standard di sviluppo e di crescita fisica di una parte dei bambini lasciati indietro è inferiore rispetto agli altri bambini, e la percentuale di bambini sottopeso o con problemi di crescita è superiore a quella degli altri bambini.

- Problema della supervisione sull’educazione. In generale osserviamo che la maggior parte dei bambini lasciati indietro vivono con i nonni paterni, e, a causa del basso livello di istruzione degli anziani e del fatto che molti di loro si devono occupare di più di un bambino, essi si concentrano principalmente sulla sussistenza dei bambini. Buona parte delle famiglie delegano i compiti educativi alla scuola, ma, poiché i fondi destinati alla scuola sono insufficienti e le risorse sono carenti, le scuole e gli insegnanti sono spesso impossibilitati a venire incontro alle esigenze particolari dei bambini lasciati indietro.

- Problemi relativi alla sicurezza. Le ricerche dimostrano che il 56% delle persone temporaneamente incaricate di accudire i bambini lasciati indietro li seguono con attenzione e adottano misure per evitare che succedano loro cose inaspettate, mentre il 34% si occupa di loro solo in modo occasionale e l’8% dichiara chiaramente di non essere in grado di prendersi cura di loro. Alcuni bambini quando sono grandi abbastanza per lasciare la scuola e si allontanano dalle organizzazioni che si prendono cura di loro, rimangono senza nessun tipo di supervisione in una situazione in cui è facile che violino la legge o subiscano violazioni. Succedono anche casi di bambini annegati o uccisi. Secondo quanto riportato dai dipartimenti interessati, tra i bambini coinvolti in traffico di esseri umani, i bambini migranti sono al primo posto, quelli lasciati indietro al secondo."

Tutto il report qui:

Da una traduzione in italiano da parte del gruppo Polonews di una ricerca sui cosiddetti 留守儿童 "bambini lasciati indietro nelle campagne" dell'Ufficio per i lavoratori migranti del Consiglio di stato cinese.

Wednesday, December 08, 2010

Jianchuan Museum 建川博物馆

Se passate nel Sichuan, credo questo sia un posto che valga la pena visitare:

"The Jianchuan Museum Cluster is located in Anren, Sichuan in Dayi, part of Chengdu and about a one hour drive from downtown Chengdu. It consists of 15 museums which showcase China's largest private collection of artefacts amassed during the last 60–70 years."


Tuesday, December 07, 2010

Ai libri sugli scaffali non credere mai

Stavo seguendo delle video interviste a degli accademici cinesi e stranieri su diverse dinamiche che riguardano la Cina contemporanea. I video mostravano in primo piano il luminare seduto, mentre dietro di lui alti scaffali pieni zeppi di libri. Il peso della cultura. Anni e anni a leggere libri. Un po' come le interviste nell'ufficio di Marco Travaglio nel sito di Beppe Grillo.

Ok dai, la curiosità ti spinge a pensare: chissà se il tizio se li è letti tutti quei libri? Io non sono portato a pensare che "no! di sicuro non se li è letti tutti! è solo un pallone gonfiato", credo nella buona fede dei professionisti in questione, ma vi voglio raccontare un aneddoto:

il mio professore, ovvero quello che mi segue per la ricerca, è un docente di sociologia ed è vice preside della facoltà. La prima volta che lo incontrai, entrai nel suo ufficio e trovai di fronte a me un tappeto di libri e scatole piene zeppe di libri, libri sul divano e libri negli scaffali, libri sul tavolino e libri nel cestino dell'immondizia... solo in fondo, avvolto in un fumo densissimo di sigaretta, il mio docente che mi aspettava dietro la scrivania. "Si accomodi... da qualche parte" fece il prof. Sposto i libri dal divano e mi siedo, parliamo un po' e cominciano ad arrivare lunghe serie di telefonate, in cui ogni volta lui fa "Mi scusi un attimo...". Stanco di starlo a fissare mentre parla al telefono, comincio a guardarmi intorno e ad osservare i libri. Quasi tutti nuovi di zecca. Mai aperti. Alcuni ancora con la copertina di cellofan e una targhetta di carta con stampato sopra l'indirizzo postale. Bussano alla porta ed entra un tale che lavora in segreteria: "Sono arrivati i libri dalla casa editrice TALDEITALI" esclama. Il prof., al telefono e da dietro il fumo che sovrasta la scrivania, risponde "Mettili da qualche parte". Ovvero su una pila di tomi ancora incartati di fianco a sinistra della porta. Ed esce.
Finita la conversazione tra me e il prof., lui si alza dalla poltrona, prende quattro saggi da uno scaffale e me li porge: "Cominci a leggersi questi". Bene. Afferro, mi alzo, saluto e faccio per uscire. Prima però di essere fuori lui aggiunge "E si porti via qualche libro... se vuole".

Seminar at London School of Economics


Understanding China and Engaging with Chinese People
--- Commemorate the 100th Anniversary of Professor Fei Xiaotong's Birth

A series of seminar 2/III
Date: 7th Dec Tue
Time: 19:00-21:00
Venue: NAB.1.15, New Academic Building, LSE
Speakers: LIU Xiuqin and MA Di
Chair: Dr Xiangqun Chang, CCPN Coordinator, LSE

The Rural Social Capital:

A Sociological Interpretation of Origin and Efficiency of Agribusiness

The article focus on the origin and efficiency, and subsistent state, and growth path of agribusiness in rural backgrounds based on social capital perspective. The results indicate that high qualified rural social capital plays critical role in the emergence and development of native agribusiness by enabling organizations to conquer the obstacle of double limitations of capital and institutions in original stage. Agribusiness achieves necessary organization efficiency through substituting the factor of hierarchy for the rural social capital integrant including trust, regulation, and network. The research seeks to enhance the explanation for the existence and growth of non-typical Hierarchical Organizations and provide new insights into the status and the development of the agribusiness.

About the speakers:
LIU Xiuqin, Associate Professor, College of Economics & Management, South China Agricultural University (SCAU). Based on her many research projects she published nearly two dozens of papers covering various topics, such as: Organizational Structure of China's state run large enterprises - Iron and Steel Industry, Organizational culture in the management, Dynamic Analysis of the organizational culture in SMEs, Analysis of the growth conditions and the financial evaluation in small listed companies, Remuneration policy to avoid the trap --- Human resource management in the “lemon market”, Identification analyses of core competence in agribusiness, and Comparative studies on financial analysis between China and USA.

MA Di, Research student, School of Finance, Central University of Finance and Economics (CUFE), China. She has published a paper on the relationship between unexpected earnings in stock and public bulletin events. As the co-author of this talk she will also help with the interpretation of this seminar.

Department of Anthropology
Aria Research Centre Confucius Institute for Business London (CIBL)
China in Comparative
Perspective Network (CCPN)


Monday, December 06, 2010


“The Zambian Shootings in the Chinese Media
The African Boots blog translates an investigative piece in New Century Weekly about the shooting of Zambian miners at a Chinese-managed mine who had protested against poor working conditions:

The New Century Weekly article traces the origins of the shooting to long-standing problems in the management of the mine. At the centre of the story is the mine owner, Xu Jianxue, a Jiangxi native who first went to Zambia in the early 1990s as a translator for a Chinese company. He ended up staying after the project ended, establishing a construction company that went on to win a series of big infrastructure contracts from the Zambian government. Business was so successful that Xu invited his four brothers to join him in 2000. When Zambia began selling mineral rights in 2003, Xu secured a number of concessions near the southern town of Sinazongwe. Despite the difficulties investors have traditionally had in the area, he has apparently been able to turn over a healthy profit for his venture, Collum Coal Mining Industries.

Xu is described vividly in the article as a believer in “Mao Zedong thought” and as sporting a Mao-style haircut. He is cast as a throwback to an earlier China, reliant on guanxi and bribes to secure business and ignorant of modern management practices. Xu and his brothers are said to live very comfortably in Lusaka, leaving the day-to-day running of the mines in the hands of friends and relatives who have followed them to Zambia from Jiangxi. These men, the authors claim, are mostly uneducated labourers with no language skills, who find themselves suddenly thrust into senior positions on their arrival. They live in a gated compound and have little understanding of local culture. There are 70 Chinese managers working at the mine, who are responsible for around 600 local workers.”







"Deng's Visit to The US Resulted in Capitalism"

A video interview to Mao Yushi:

"Mao Yushi, is the chairman of Beijing's Unirule Institute of Economics. In 1958, he was labeled a rightist and later was sent to labor at the Datong Locamotive factory during the Cultural Revolution. In 1975, he started research in Macroeconomics and in 1979 he worked out the mathematical method of the Principle of Optimal Allocation. Professor Mao currently holds various titles including: certified consultant for the Asia Development Bank; consulting editor for the China Economic Review; and Honorary Professor at Mineral College in Shandong, Foreign Language and Trade University in Guangdong, and Northwest University in Xi'an. Professor Mao has run a poverty alleviation mini-credit foundation in Shanxi since 1993, and a Vocational Training School since 2003 for rural girls seeking employment in Beijing. Mao’s areas of research focus on institutional economics, energy and environmental economics, transportation, policies on economic reform and poverty alleviation."

Rowena He

"Echoes of Tiananmen Square
Freshman seminar aims to keep alive memories of ’89 crackdown

Twenty-one years ago, when Rowena He wore a black armband as a gesture of mourning on the day after the Tiananmen Square violence, she recalls being told, “If you don’t take that off, no one will protect you.” Now she is teaching a freshman seminar, “Rebels With a Cause: Tiananmen in History and Memory,” that tackles the infamous Chinese protests."


Ma la natura umana è una categoria universale?

Ecco un libro che mi leggerei se fossi in Italia:

"Grecia e Cina: due culture a confronto. Mondi antichi, riflessioni moderne"
di Geoffrey E. R. Lloyd

"I diritti umani: si tratta di un valore occidentale oppure universale? E la scienza? E la giustizia? In un mondo come il nostro, traversato da incontri e conflitti di culture, non è possibile eludere queste domande. I risultati disastrosi dei tentativi di esportare la democrazia sono materia di cronaca quotidiana. Qualcuno pensa che valori di culture diverse siano imparagonabili tra loro. Qualcun altro pensa che esistano valori radicati nella natura umana. Ma la natura umana è una categoria universale? Geoffrey E.R.. Lloyd scuote le certezze degli uni e degli altri, attraverso una serie di domande incessanti rivolte a due civiltà lontane tra loro, e da noi: la Grecia e la Cina. Nelle mani di Lloyd la storia comparata diventa la bacchetta del rabdomante evocata da Marc Bloch. Una duplice, ineguagliata competenza fa vibrare affinità e diversità culturali sotterranee. Temi dibattuti ogni giorno sono strappati ai luoghi comuni e sottoposti a uno sguardo analitico, pacato, implacabile."

Odio fare pubblicità a chi vende, ma la fonte è questa:

Saturday, December 04, 2010

Nuevas luchas

"En China, la lucha de clases en los años sesenta y setenta se convirtiò en una guerra hobbesiana de todos contra todos. Ninguna de las partes implicadas respectò o aceptò ningún procedimiento legal, y los perdedores en ningún caso estuvieron dispuestos a aceptar con dignidad su derrota, sino que lucharon hasta un final sangriento"

Pan Wei, Universidad de Pekìn

Experiments of Democracy

"Deliberative polls have been held in China for over five years. The coastal township of Zeguo in Wenling city has a population of 120,000. Fishkin's team uses a scientific process to select 175 people who are representative of the general population. Deliberative polling takes place over a 3-day period, and the local government utilizes the priorities of the group. The experiment worked so well that the topic expanded from a single issue the first year (prioritizing public works projects) to the entire budget, and the Chinese are considering the process in other municipalities"


Thursday, December 02, 2010

Pesaro chiama Cina


La Cina e i cinesi. C'è chi ne ha paura, chi ne è affascinato, chi prospetta di esserne spazzato via come da uno tsunami apocalittico e chi invece, consapevole del possibile impatto, tenta di capirne i codici per cavalcare quell'onda.

I cambiamenti fanno parte della storia, ostinarsi ad esorcizzarli è decisamente uno sforzo vano. E' evidente che la Cina giocherà un ruolo fondamentale a livello mondiale, dalla politica estera all'economia, per arrivare alla cultura. Cercare di fermare questo processo sarebbe come bloccare quell'onda solo opponendo la resistenza delle nostre braccia tese...

Perchè invece non farsi trovare preparati? Non sarebbe più intelligente cominciare a conoscere il gigante osservandone i comportamenti, le abitudini, e i modi che ha di relazionarsi con il mondo? Siamo davvero sicuri di aver capito già tutto della Cina per il semplice fatto che ne acquistiamo i prodotti al supermarket o che TV e giornali ne parlano a giorni alterni?

L'idea dunque è semplice. Ritrovarsi in libreria, raccogliersi e muniti di libri cominciare a delineare un'immagine più fedele della Cina e dei cinesi, in modo libero e con la spensieratezza di una chiacchierata. Pregiudizi, stereotipi e luoghi comuni non possono essere esclusi perché l'obiettivo finale è quello di uscire dalla libreria con idee un pò più chiare, scongiurando la sensazione di aver partecipato all'ennesimo dibattito fin troppo politicamente corretto.

Preferiamo sporcarci le mani. La libreria diventa un cantiere, e i libri i nostri strumenti. L'auspicio è quello di uscire ogni volta con in mano qualche nozione in più, non solo per evitare possibili disorientamenti frutto di un atteggiamento difensivo, ma per avvicinarsi alla Cina con spirito di avventura e di curiosità, non con l'intenzione di riuscire a domare il gigante, bensì con la spinta di chi con esso vuole piuttosto farci amicizia."

Un evento organizzato dall'associazione OrientAbile:

Macchia mongolica

Questa non la sapevo, ha davvero dell'incredibile... Me ne hanno parlato ieri sera due studenti, uno mongolo, l'altro coreano. Pensavo mi stessero prendendo per il culo, e invece:

"Una Macchia mongolica, conosciuta anche come "macchia blu della Mongolia" o in dermatologia come "melanocitosi dermica congenita in regione lombo sacrale”, è una voglia congenita con bordi ondulati e di forma irregolare, benigna, piatta. Il nome è stato dato dall'antropologo tedesco Erwin Balz. Oltre a essere molto comune tra gli abitanti della Mongolia è anche estremamente diffusa tra gli asiatici orientali, i polinesiani, i nativi americani, e gli africani orientali. La macchia compare alla nascita o nei primi mesi di vita per scomparire di norma dai tre ai cinque anni dopo la nascita e quasi sempre con la pubertà. Il colore più comune è l'azzurro, anche se possono esserci macchie di colore grigio-blu, nero-blu o marrone scuro."

Fonte: Wikipedia

Toxic capitalism

"Greenpeace released a report Wednesday revealing the environmental cost of China's lucrative textile industry, which has long been under criticism from home and abroad for its heavy industrial pollution.

The report, based on studies conducted by Greenpeace from April through October in two textile-intensive towns of Xintang and Gurao in southern Guangdong Province, said laboratory testing had found heavy metals such as copper, cadmium and lead in 17 out of 21 samples of water and sediment from the two places.

One sediment sample from Xintang contained cadmium at concentrations 128 times in excess of national environmental standards, the report showed.

More than 40 percent of jeans made in Xintang are exported to the United States, European Union countries and Russia, earning the city the title of "Blue Jeans Capital of the World," whereas Gurao has been branded "Capital of Sexy," since 80 percent of its local economy is related to the underwear and lingerie industry, according to local government websites."

Read all the article: Global Times

La vuelta al mundo en bicicleta

"Mongolia. Durante 8 días viví al límite, pedaleando duro y soportando las condiciones extremas del desierto. Así crucé el Gobi, me relacioné con su gente y conocí sus costumbres. Mongolia me pareció de esos lugares en el que uno viaja en el tiempo. Apasionante, conmovedor, único!"

La vuelta al mundo en bicicleta, una aventura de Pablo Garcia

进步社会 Cattivi questi...

"AK47 toting panda, who lives in U.S."

Jinbu Shehui ("advance society") is a new website that promotes what passes for leftist thinking in China. Articles on the website criticize anyone who has sympathies to the West or criticizes the Chinese government.

It's masthead includes this amusing picture of a bamboo leaf chewing, AK47 toting panda bear.

Less amusing is its gallery of 'slaves to the West', comprising a range of intellectuals and writers including bad boy novelist Han Han, famous Caixin editor Hu Shuli, rights lawyer Xu Zhiyong, Nobel peace Prize winner Liu Xiaobo, and history teacher Yuan Tengfei. Each photo has been doctored to show the "slave" with a hangman's noose around his or her neck.

Interestingly, the person behind this website who hates the West so much is almost certainly living in the United States. The domain name was registered with the American domain registrar and the website is currently hosted on a server in the U.S.

However, registration information for the domain gives the following information:

Registrant Name: Liu Shan
Registrant Street: Room 304, No.10 Jingsan Road,
Registrant City: Zhengzhou
Registrant State/Province: Henan
Registrant Postal Code: 450000
Registrant Country: China
Registrant Phone: +371.64498591

Links and Sources:

Jinbu shehui:

Slaves to the West gallery: