Friday, May 31, 2013

Diario di un prof: la correzione degli esami.


A me gli esami non piacciono. Ma siccome (per lavoro e da contratto) me ne devo occupare, mi tappo il naso e mi rimbocco le maniche.

Ultime giornate di maggio. Le lezioni sono finite a marzo, gli esami sono appena terminati, gli studenti sono finalmente in vacanza mentre a te l’imminente entrata in vigore dell’estate porta un mucchio di carta da leggere, giudiciare e compilare: non sempre e solo possiamo fare quello che ci piace.

Nei miei moduli non metto in programma esami finali, né scritti né orali. Piuttosto preferisco far fare temi da consegnare e argomenti da discutere o presentare in classe.
Però a fine maggio arrivano sempre e puntuali gli esami scritti di altri colleghi da correggere. Allora, qualche consiglio per gli studenti…

Per prima cosa (davvero fondamentale!) non mettetevi subito a scrivere, ma leggete bene cosa chiede il foglio d’esame. Ad esempio, se nel questionario c’è scritto di rispondere solo a due domande, è inutile che voi rispondiate a tre o a dieci: tanto non le leggo e non le correggo. È lavoro inutile. Concentratevi su due domande e rispondete solo a quelle!

Poi, cercate innanzitutto di capire il senso della domanda, ovvero cosa il docente vuole sapere da voi. Ad esempio, se c’è scritto “One China Policy” e tu mi scrivi cinque pagine parlando della “One Child Policy”, io alla fine che voto ti devo dare? Ti dovrei bocciare e darti del coglione, però provo a inventarmi qualcosa per darti la sufficienza risicata, quella che ai miei tempi del liceo era il 6 meno meno.

Se non avete studiato niente, se ignorate del tutto la materia, se non sapete neanche di cosa tratta l’esame restate a casa a dormire. Non vi svegliate così presto la mattina per andare a fare l’esame! Restate a letto, fate l’amore, uscite a passeggiare, guardatevi un fim di Jia Zhangke, chiamate vostra nonna e ditele che le volete bene… ma non venite a fare l’esame! Il “almeno c’ho provato” va bene quando avete una preparazione scarsa, ma non una preparazione nulla! Dimostrate solo di essere, oltre che completamente impreparati, anche dei campioni di sfacciataggine! 
Non serve, anzi, è masochismo.

In generale, poi, le performance si dividono in due parti: chi qualcosa ha studiato e chi invece non ha quasi aperto libro. A volte leggi questi fogli e, cercando di decifrarne la calligrafia, non sai se ridere o piangere quando capisci il senso di quello che stai leggendo. Alcuni sono dei maestri di fantasia, degli arrampicatori di specchi di professione. Però non funziona: si vede che non sai niente. E in questi momenti credo che il buon professore sia quello capace di inventarsi una qualche maniera, nella grigia zona tra legalità e illegalità, per darti almeno la sufficienza stra-risicata. Un compito arduo, un’impresa difficilissima.

Poi sì, ci sono anche quelli che eccelgono. Sono pochi, pochissimi, praticamente due o tre… ma che soddisfazione danno! Leggi il loro scritto d’un fiato, posi il foglio, ti togli gli occhiali e commosso fissi l’orizzonte oltre la finestra. 
E pensi: grazie!


“Tu… tu che sei diverso… almeno tu… nell’universo”

ECOFESTIVAL - Macerata



GRUCA ONLUS, ECOBAR ALLIGATORE  & SOTTORADICE ONLUS
hanno l'onore di presentare:

ECOFESTIVAL - PARCO DI FONTESCODELLA

Sabato 1 giugno
Dalle 17:00 Esposizione fotografica "Distrutture Marchigiane", Eco mercatini

A partire dalle 18:00 per tutta la serata Happy slow hour, APERICENA CON CIBO A KM 0

21:00 Concerto sconcerto SOLO PER ADULTI, AEDI

23:00 Musica a in-seguire

Domenica 2 giugno
Dalle 16:00 alle 18:00 Animazione per bambini con le “Superteppe”,laboratorio di riciclo e trucca bimbi

Dalle 17:00 a seguire Esposizione fotografica “Distrutture Marchigiane”, Torneo di calcio balilla
Eco mercatini, MERENDATA TUTTIFRUTTI

20:00 DEGUSTAZIONE DI VINI E BIRRE LOCALI CON CENA GRATUITA

21:00 Proiezione documentario “Home”

Gru.C.A.
Sede legale: Via Cioci, 107 - 62100 Macerata
www.gruca.it

Quando la geografia era ancora importante...




No, cara Repubblica, Subash non si trova in Cina...

Periodismo y transformación

"si por periodismo entendemos obtener información, analizarla y distribuirla, no se puede hablar de crisis del periodismo, sino de su transformación. Lo que sí está en crisis es el obsoleto modelo de negocio de los medios de comunicación. En particular en la prensa que no sabe qué hacer con la competencia de internet, aparte de cobrar el acceso on line, un método perjudicial informativa y económicamente porque desvía a miles de lectores hacia otros canales de información."

El futuro del periodismo
http://www.caffereggio.es/2013/04/13/el-futuro-del-periodismo-de-manuel-castells-en-la-vanguardia/

Body image fuck off!

"Studies have shown that, across the pay grades, women who weigh less are paid more for the same work and have a better chance of promotion than those who are heavier. In politics, in business and in the arts, accomplished and powerful men are free to get fat and sloppy, but women can expect to be judged for their looks if they dare to have a high-profile job: we’re either too unattractive to be tolerated or too pretty to have anything worth saying. Beauty is about class, money, power and privilege – and it always has been"


I don’t want to be told I’m pretty as I am - I want to live in a world where that’s irrelevant
http://www.newstatesman.com/lifestyle/2013/05/i-don’t-want-be-told-i’m-pretty-i-am-i-want-live-world-where-that’s-irrelevant


Thursday, May 30, 2013

Prostituirsi per pagarsi gli studi a Parigi



"Elles" (2011), di Malgoska Szumowska.

Storia di una giornalista che raccoglie testimonianze di studentesse che vendono piacere sessuale per pagare gli studi. 

La prima volta dovrebbe essere con nessuno



"À ma sœur" (2001), di Catherine Breillat.

Wednesday, May 29, 2013

Ne' Stalin ne' Grillo

"io non appartengo a nessun partito. Non ho tessere e non sono nella cricca o nella casta. Non soltanto non ho appoggi da partiti e sindacati, nemmeno della cosiddetta sinistra radicale. Non sono un comunista. Io sono anarchico. Non mi interessa che il popolo vigili sull’amministrazione pubblica. Io non credo che il popolo debba essere amministrato da qualcuno. Io voglio il superamento di questa democrazia, non che venga amministrata decentemente. Questo era il dibattito negli anni ’60 rispetto ai manicomi. Qualcuno voleva umanizzarli, qualcun altro cancellarli. Si umanizza un’istituzione disumana solo cancellandola. Il modello attuale è come una vecchia macchina che consuma tanto e inquina. Qualcuno vorrebbe sostituirla con un’auto ecologia. Io (e molti altri come me) non voglio l’automobile."

L’anarchico e la grillina
http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/29/lanarchico-e-la-grillina/609511/

Respect & dare

“鱼儿尊敬海子
还在里面拉屎
花儿尊敬太阳
还敢和他对视”

“Fish respect the sea
They even shit in it
Flowers rever the sun
They even dare to look it in the eye”

大忘杠  Dawanggang

Le quattro e mezza

E mentre il mondo se ne sta andando a puttane, io preferisco sedermi qui di fianco al fiume, mangiare spaghetti portati da casa e osservare l'acqua che scorre sotto il ponte. Due considerazioni. Almeno due:
- gli spaghetti pare li abbiano inventati i cinesi. O forse gli italiani. Secondo me li hanno portati sulla Terra gli alieni, come le Piramidi e Roberto Baggio, trilioni di anni fa;
- tutta quest'acqua che dal ponte va verso il mare da dove arriva? Il mare da queste parti lo chiamano "Mare Celtico". Ebbene, questo Mare Celtico prima o poi dovrà restituire tutta quest'acqua... Mi sa che questa roba si studiava in seconda o terza elementare. Il fiume porta l'acqua al mare, dal mare l'acqua sale al cielo, poi Dio fa piovere e l'acqua torna alla terra, che tramite il fiume la riporta al mare. Avranno mai chiesto all'acqua se hai voglia di tanto sbattimento? Forse non ne ha voglia. Ma sa che è così che deve andare.
Mai sottovalutare quello che ti insegnano in seconda elementare.


"Controlli i suoi istinti!"
"Non so... non credo di averne..."

Aspettando di vedere "La Vie D'Adèle"...



"Effetti collaterali" (2013), di Steven Soderbergh.

Rooney Mara era e resta una delle migliori attrici mai viste.

Interessante quel medicinale che di base impedisce al cervello di dirti che sei infelice...




Tuesday, May 28, 2013

Comfort women = sanitary public toilets

"As imperial Japan’s troops invaded first China and then several other Southeast Asian nations during the Pacific War, they brought with them not only ammunition, food, and other provisions, but also female prostitutes and sex slaves who were euphemistically referred to as jugun ianfu, or ‘military comfort women’; sometimes called ‘sanitary public toilets’, they were also on occasion referred to as gifts from the generous Emperor."

K. R. Mendoza, in "Freeing the 'Slaves of Destiny'"
http://cdy.sagepub.com/content/15/3/247.full.pdf

Presentazione del libro di Pun Ngai


Roma, martedì 28 maggio. Il collettivo militant e l'assemblea permanente di sociologia presentano il libro di Pun Ngai con Devi Sacchetto (sociologo del lavoro, Università di Padova) e Davide Bubbico (sociologo del lavoro, Università di Salerno).

https://www.facebook.com/events/513480382048802/?ref=3


Monday, May 27, 2013

Per appassionati di letteratura cinese e non solo…

“nella nostra Cina, paese antico, baluardo della tradizione classica, non si ha cura della ricchezza materiale e le opere letterarie si valutano in base agli standard e alla sapienza degli studenti delle scuole medie. Solo gli studenti di scuola media, infatti, dotati di un cervello che non usano, apprezzano le conferenze e sono facili all’ammirazione di grandi uomini, invasi da dolori come quelli del giovane Werther, e spendono soldi per comprare libri o per pagare l’abbonamento a riviste. Quanto agli studenti universitari, sono essi stessi autori di libri e vogliono pubblicarli per farli comprare ad altri. I professoroni invece neanche scrivono più e si limitano a comporre prefazioni per altri. Chi diventa ancora più importante dei professori universitari poi, non scrive neanche prefazioni, e adorna soltanto con bella grafia le copertine dei libri altrui, che devono poi essergli dedicati.”



“Uomni, bestie demoni”, raccolta di racconti di 钱锺书 Qian Zhongshu (1910-1998), intellettuale cinese.
Tradotto in italiano dalla giovane sinologa Tiziana Lioi. Non mi intendo molto di traduzione ma mi sembra reso molto bene. Che poi ai tempi di Google Translator non mi pare poco.

Sunday, May 26, 2013

L'ultra-nazionalismo di Alba Dorata.



Ieri in una libreria di Cork è stato organizzato un incontro sulle politiche europee in tema di immigrazione. Hanno invitato, tra gli altri, dei compagni greci a parlare della preoccupante escalation del partito politico ultra-nazionalista Alba Dorata.

Ne sapevo poco o niente prima di ieri, ma attraverso testimonianze dirette e immagini (reperibili facilmente via internet) i ragazzi greci hanno fatto un ottimo lavoro di informazione. La realtà di Alba Dorata e dei suoi attivisti è disarmante. Si definiscono nazionalisti, ma usano slogan e simbologia di chiaro riferimento neo-nazista e razzista. Usando la carta della lotta all'immigrazione e contrasto alle politiche dell'Unione Europea (come, ad esempio, l'austerity) alle elezioni del maggio 2012 hanno preso il 7% dei voti. La cosa interessante e un po' confortante, è che solo una minima parte dei votanti si identifica con la loro ideologia di estrema destra: gli altri simpatizzano semplicemente con le loro politiche popolari e sociali. Zero chiacchiere, solo azioni.

Azioni che vanno dalla distribuzione di cibo per i meno abbienti (purché siano greci), al pestaggio di immigrati, ai raid nei negozi di stranieri, all'assistenza medica e sociale per gli anziani, all'organizzazione di eventi musicali e culturali, al revisionismo storico nelle scuole. Di fatto, attività non molto differenti dagli fascisti di casa nostra, tipo Forza Nuova o Casa Pound. La differenza è che i partiti nazionalisti in Italia prendono sì e no l'1%, mentre in Grecia hanno una forte rappresentanza in Parlamento e supporto da parte della popolazione.

Il fondatore di Alba Dorata, tale Nikolaos Michaloliakos (classe 1957), è un neo-fascista che negli anni settanta venne incarcerato più volte per traffico di esplosivo e attentanti verso sedi di attivisti di sinistra, per poi diventare collaboratore dei servizi segreti. Un parlamentare di Alba Dorata è apparso negli ultimi mesi nei media internazionali per aver schiaffeggiato due donne di opposta fazione politica durante un programma televisivo.

Ovviamente si credono i destinatari di una grande (e prima) civiltà: quella ellenica. La loro simbologia si rifà (oltre che al Nazismo) agli usi e costumi degli antichi greci.
A differenza degli altri partiti fascisti dell'Europa meridionale e occidentale, la loro identità culturale non si basa sul cattolicesimo, ma su antichi culti pagani. Hanno così un vasto pantheon di divinità che adorano e a cui offrono sacrifici. Detestano i gay non perché (come secondo dottrina cristiana) sono contro natura, ma perché non sono uomini completi, forti e fieri così come un vero uomo dovrebbe essere. Per lo stesso motivo, disprezzano anche i disabili e chi fa uso di droga.
Insomma, un ultra-nazionalismo greco che è una via di mezzo tra il nazismo tedesco e la politica ai tempi di Sparta.

Così ha concluso il suo intervento una compagna greca: "Grazie per l'attenzione. Spero solo che quanto sta accadendo oggi in Grecia non accada un giorno anche qui".


Shalala lala, shalala lala, un'altra volta, un'altra onda!



Foto: quando un gruppo di italiani e spagnoli occupa un tradizionale pub irlandese e lo trasforma in osteria popolare dove ballare ska e cantare le canzoni di De André. 

大眼


Saturday, May 25, 2013

Work, leisure, wife.

"I rarely contact the opposite sex except my wife... It is not I am afraid of my wife. I am just not used to it. It is not necessary for I am very busy and trying to make a living. I have little time to go out and have some leisure activities. [...] I don't share my problems with others. I take my responsibilities. I don't like to talk [about my problems] to other people. If there is something that really bothers me, I will discuss it with my wife. After all, my wife is the closest to me."

A 33 years old Chinese urban worker.  

Friday, May 24, 2013

Mobile phones usage in China and the public/private sphere


"Chinese do not relate their mobile phone usage to the division of the public and private sphere. They relate the appropriateness of their mobile phone usage to the kind of relationship that exists between the user and the caller at the particular moment"

Peng and Chu, "Mobile phone usage in the Chinese society"

Thursday, May 23, 2013

Anche la Cina ha il suo San Francesco.



A quanto pare, anche la Cina ha il suo Francesco d'Assisi (1182-1226). Ricordate il giovane frate parlare al lupo di Gubbio e chiedergli di non molestare più la gente del posto? Ebbene, il poeta di epoca Tang 韩愈 Han Yu (768-824) scrisse nel suo 祭鳄文 (Orazione al coccodrillo) di un tale che chiese ad un famelico coccodrillo di allontanarsi dalla sponda e smetterla di divorare i locali. Come il lupo a Gubbio, anche il coccodrillo cambiò aria per un bel po'.

A giudicare dalle date, anche questa volta i cinesi hanno anticipato di qualche secolo gli occidentali: non è stata la Cina ad avere il suo San Francesco, ma Assisi ad avere il suo Han Yu.

Ti racconto un racconto: l'invenzione cinese del vino.

很久以前,一个叫杜康的人发明了造酒。有一天,他酿成了一种叫“千日醉”的酒。杜康有个好朋友,名叫刘伶,非常喜欢喝酒,听说杜康酿成了“千日醉”,就骑毛驴来找他。“杜康,我想尝尝你的千日醉”。杜康急忙劝阻说“不行啊,这种酒非常烈,喝了要醉一千日”。刘伶不信,一把夺过酒壶,咕咚咚喝了个干净。刘伶回到家,一下了就倒在了地上。刘伶的妻子以为他醉死了,大哭不止,然后买了口棺材把他埋葬了。三年后的一天,杜康忽然想起刘伶,就去他家找他。“刘伶喝了你的酒,醉死了!”刘伶妻子哭着说。“哈哈哈,我的酒叫千日醉,他不是死了,而是睡觉了!快带我去他的坟地吧”。杜康大笑着说。来到墓地,杜康命人挖开刘伶的坟墓,打开棺材,发现刘伶刚好醒过来。“好酒啊!杜康,真是好酒!”刘伶高兴地说。从此,杜康将“千日醉”改成“刘伶醉”,酒不再那么烈,却依然保持着那种香味。

Molto tempo fa, una persona di nome Du Kang inventò il vino. Un giorno, creò un tipo di vino chiamato "Ubriaco per mille giorni". Du Kang aveva un grande amico, di nome Liu Ling, che andava pazzo per il vino. Non appena seppe che Du Kang aveva creato il "Ubriaco per mille giorni" montò sul suo asino e corse a cercarlo. "Du Kang, voglio provare il tuo Ubriaco per mille giorni". Du Kang lo fermò e gli disse "No, questo vino è troppo forte, se ne bevi sarai ubriaco per mille giorni". Liu Ling non voleva crederci, con forza prese una giara di vino, scolandola. Tornato a casa, Liu Ling cadde a terra e la moglie, credendolo morto, pianse e andò a seppellirlo. Dopo tre anni, Du Kang si ricordò di Liu Ling e andò a cercarlo a casa. "Liu Ling è morto bevendo il tuo vino!" disse la moglie piangendo. "Ah, ah, ah! Il mio vino si chiama Ubriaco per mille giorni, Liu Ling non è morto, sta solo dormendo! Portami subito alla sua tomba!" disse Du Kang crepando dalle risate. Arrivati alla tomba, Du Kang fece scoprire il tumulo e aprire la bara. Liu Ling si svegliò esclamando felice "Un ottimo vino! Du Kang, davvero un ottimo vino!". Da allora, Du Kang chiamò il suo "Ubriaco per mille giorni" semplicemente "La sbronza di Liu Ling". Il vino non è più così forte, seppure mantiene ancora il sapore originale.


Altro che Hemingway, un brindisi alla sbornia di Liu Ling!

L'improvvisata traduzione è del sottoscritto.

Questo post è dedicato a mio nonno, che il vino lo faceva di professione.

"Io sono marchigiano / amante del buon vino / io sono sempre stato e sempre sarò / un contadino"
Coro Ultras Maceratese





黑人牙膏: il dentifricio con caratteristiche cinesi



Marchio cinese di pasta per i denti, 黑人牙膏 letteralmente significa "dentifricio dei neri", giocando commercialmente sull'effetto di risalto che il colore bianco (dei denti) ha sulla pelle nera.
Prodotto a Shanghai nel 1933, poi spostato a Hong Kong e infine a Taiwan, e' molto utilizzato oggi in Cina e nel Sud-est asiatico, venduto anche in Nord America. Certo, non senza qualche polemica sul nome del marchio e accuse di razzismo. 

Un po' come qualche anno fa Teo Mammuccari disse in diretta TV ad un suo inviato di colore che faceva un servizio in piena notte "Ridi, cosi' ti vediamo".

Razzismo? Marketing? Comicita'? Satira piccante? Supercazzola con scappellamento a destra?

Wednesday, May 22, 2013

In Dio non credo, ma a persone come te sì. Bello ciao.



Andrea Gallo (1928-2013)

Faces, isolation, and the mobile phone

"[In China] One has to be constantly alert and frequently change 'faces' (identity) in daily interactions with different network members in order to be part of something. Failure to do so simply means isolation. How important is the mobile phone to the development of self-identity and associated interaction?"

Yang Boxu, Chinese sociologist

Tra i migliori modi che conosco per perdere tempo

Tra i migliori modi che conosco per perdere tempo c'è l'insonnia. Mi capita di rado, ma capita. Una specie di hobby saltuario. A piccole dosi. Dopo 24 ore senza dormire scricchiola la tua personalità, il cervello in pappa, tutto è ovattato, l'udito proclama lo sciopero, la vista sbiadisce come quando sei sotto LSD. L'insonnia è la droga più economica. Anzi, è l'unica droga gratis.

Perché insonnia? Sono quelle cose che non scegli, come la fede calcistica o la clamidia. Arrivano e basta. Cercarne una spiegazione, raggomitolarne l'origine è freudiano. Proviamo. Vediamo... Bevuto troppo té forse? No, non è il fisico in eccitazione, ma il cervello. Impulsi. Potevo studiare le neuro-scienze invece che la sinologia... Ah, ci sono: la Cina. Sono tornato dalla Cina dieci giorni fa, solo ora me ne rendo conto e il sangue che pompa nel cervello. Un'emozione troppo forte. Ci metterò un po' a smaltire. Dai, non eri tanto difficile da capire, insonnia.

Penso tuttavia che in qualsiasi altro paese Biscardi e Fede farebbero la terza media, Berlusconi l'ergastolano, io la barba.


"Pastiglie per viaggiare eh
pastiglie per dormire eh
pastiglie per mangiare eh
pastiglie per sognare eh
pastiglie per il bene eh
pastiglie per il male eh
pastiglie ad ogni ora ah
in mille mille forme eh"
Prozac+

Cazzo, quant'era più bello e semplice il mondo quando c'erano i Prozac+...

Tuesday, May 21, 2013

ThinkIN China event #26




We are pleased to invite you to ThinkIN China event #26, tomorrow May 22nd, 2013

Back to Polygamy: Multilateralism in China-EU Relations

Prof. Dr. Zhou Hong
Director of the Institute of European Studies, Chinese Academy of Social Sciences

Date:     May 22nd, 2013
Time:    19:00
Venue:  The Bridge Cafe Rm 8, Bldg 12, Chengfu Lu 成府路五道口华清嘉园12号楼8号

Monday, May 20, 2013

Individualization and social protagonism.

"in Western countries the individualization process has been a very complex process madeup of several events, political and economic processes, new values and attitudes, cultural dimensions, collective behaviour, and social phenomena. The modern individual was founded on personal freedom, economic and political independence, responsibility, equality, a network of civil rights and a much stronger personal and social identity. The modern individual became more urban, more educated, more emancipated, mainly Christian, a communicative and emotional subject, a democratic citizen. The dark side of this process was fragmentation, isolation, alientaion and desocialization. But at the basis of the individualization process there is, however, social protagonism as an independent variable of capitalist development."

Leopoldina Fortunati and Pui-lam Law, in " Mobile Communication in Greater China"

Sunday, May 19, 2013

Meritocrazia e istruzione in Cina

Tempo fa avevo letto questo articolo di Simone Pieranni sulla meritocrazia e l'istruzione in Cina:

"Studia e diventa qualcuno", ora sono i cinesi ad insegnarci la meritocrazia
http://www.linkiesta.it/cina-meritocrazia

Mi sembra un ottimo pezzo, al quale muovere alcune considerazioni:

- punto primo, evviva il sistema educativo cinese come alternativa all'egemonia secolare anglo-americana. Ma che quel sistema se lo tengano pure! Ruba l'infanzia ai bambini, fa impazzire i giovani, suicidare gli studenti, crea una società fottutamente selettiva e competitiva. Perdita totale di amore per lo studio, essa è per lo più basata su un'attività mnemonica che su conoscenza e sviluppo di pensiero critico. Crea insomma burocrati, e neanche troppo svegli;

- punto secondo, tutto questo merito non ce lo vedo. Il sistema educativo cinese è marcio di corruzione. a tutti i livelli, sperimentato più volte sulla mia pelle: studenti che lavorano come schiavi per i loro professori, regali ai docenti in quantità imbarazzanti, mazzette per prendere borse o riconoscimenti. Non basta? Una mia amica cinese (21 anni di età all'epoca dei fatti) è andata a letto col suo prof (50enne) per passare l'ultimo esame e prendere la laurea. La mia amica è una troia? Un po' troppo semplicistico, forse è più "quello che i giornalisti chiamano praticità". Cioè se c'è una cosa che la Cina non copia, anzi insegna ed esporta nel mondo, è quello che noi in occidente chiamiamo "corruzione": loro, a volte, neanche si rendono conto di farlo (qualcuno lo chiama "relativismo culturale"). Attenti dunque a sbandierare meritocrazia;

- c'è poi il solito discorso che "meritocrazia" dice tutto e niente. Dovremmo qui aprire parentesi infinite su cosa sia il merito, la qualità, "meritarsi le cose"... Ad esempio, un diploma preso ad Harvard vale più di uno preso a Macerata a priori? Una persona con un dottorato è più valida di una con una specializzazione? A me sembra che la meritocrazia sia utile in politica per fare demagogia, al pari di parole come "sicurezza" o "amor patrio";

- e poi scusate un secondo... Monti, Prodi, Andreotti, Craxi... vi sembravano dei deficienti? Io non li avrei mai votati e non li voterei mai, ma restano senza dubbio degli statisti, dei politici veri, qualificati, gente con esperienza, passione, le palle quadrate. Se vogliamo esagerare guardiamo ai capi delle mafie: Riina e Cutolo, mica sono coglioni, devi meritartelo se vuoi diventare qualcuno, nella legalità come nell'illegalità! Chiaro, il mondo è pieno di idioti e a volte questi riempiono gli uffici pubblici o i posti di potere. In italia, come in Cina. Vedi la Minetti, per esempio. In Cina le "escort" non le vedi in prima pagina accanto al presidente, ma l'industria del sesso cinese è la più grande al mondo e mega affiliata al mondo degli affari e della politica.
I politici cinesi studiano all'estero? Perché, gli italiani no?!?

In sintesi, secondo me c'è troppa enfasi sulla meritocrazia in Cina, un po' troppo "loro sì e noi no". Un mito da sfatare, al pari del loro sistema di istruzione. Poi che la democrazia abbia fallito, che l'Europa è in pieno declino culturale e politico e che la "dittatura" cinese abbia poco da invidiare a noi occidentali, beh, su questo siamo d'accordo...

Friday, May 17, 2013

Gay, so what!? Solidarietà a tutte le vittime di omofobia.

Me lo sono chiesto tanto volte: ma perché danno addosso agli omosessuali? E' successo tante volte nella storia dell'uomo, succede anche oggi, nei paesi fondamentalisti, nelle dittature e anche nei nostri civili paesi democratici. Ma perché!?

Cosa me ne dovrebbe fregare a me della vita sessuale di una persona? Cosa me ne dovrebbe fregare dove infila il suo pene o da cosa si fa infilare gli orifizi del corpo?
Non so se questo corpo sia mio, dei miei genitori, o di... di sicuro non di Dio visto che a Dio non credo. Di sicuro non della Chiesa, non dello Stato, non del padrone. Non è vostro il mio corpo.

La vita sessuale me la gestisco da solo e non capisco perché determinate condotte sessuali siano più deprecabili di altre. Perché non è lecito amare una persona dello stesso sesso, perché non si possa garantire a tutti pari diritti e opportunità, come il matrimonio, l'unione civile o l'adozione di figli... Perché?

Gengis Khan puniva l'omosessualità, perché senza sesso tra uomini e donne nascevano meno figli e con meno figli non hai abbastanza soldati per muovere guerra ad altre popolazioni. La Germania nazista pensò bene di sbattere gli omosessuali nei lager assieme ad ebrei, zingari e prigionieri politici. In Cina l'omosessualità è stata vista come una malattia mentale fino a qualche anno fa.

Quando ero piccolo, i ragazzi più grandi mi insegnavano a disprezzare le "femminucce", il modello da seguire era quello del maschio forte e aggressivo. "Frocio" era e resta un insulto, non un modo di vivere la propria sessualità. Non ho mai capito perché. E non capisco neanche questa moda borghese del "coming out": per quale cazzo di motivo devo palesare e pubblicizzare la mia identità sessuale? Se un calciatore o una velina sono gay allora posso esserlo anche io, altrimenti no!? Che poi l'idea stessa di "identità sessuale" mi sembra una gran cazzata! Io la vedo come Kinsey: non esistono eterosessuali o omosessuali, ma esistono rapporti eterosessuali e rapporti omosessuali.
Se infilo il mio pene in una bambola di plastica cosa sono, un "bambolo-sessuale"? Se lo infilo in un termosifone sono un "termo-sessuale"? Categorie, etichette, denominazioni inutili. Inutili a noi, ma utili a chi comanda, a chi detiene posizioni egemoni sul resto della società.

E io, sono gay? Non saprei proprio, di sicuro non ho mai avuto rapporti omosessuali, ma da qui a 40 anni chissà, potrebbe succedere di tutto e io non voglio chiudere la porta a esperienze di nuovo tipo. Non esistono perversioni, l'unico limite morale è quello del consenso: va bene tutto, purché si sia d'accordo sul farlo. Per questo non condivido il sesso con i bambini o gli animali. Se poi una persona trova piacere nel farsi penetrare con un martello pneumatico o appendendosi per lo scroto tramite fil di ferro, che fastidio dovrebbe dare a me?!

Essere omosessuale oggi è una minaccia per chi ha la certezza della sua identità sessuale e ruolo sociale. Il tuo essere gay minaccia il mio non esserlo. Crea dubbio, imbarazzo, mi smaschera, mi aliena, mi indebolisce, viene meno la mia autorità, la mia virilità, il pensiero unico eterosessuale viene attaccato.
La Chiesa condanna l'omosessualità perché di omosessuali sono piene le sagrestie. Solo che non lo si può dire, altrimenti la sua millenaria autorità andrebbe a farsi benedire. Essere gay minaccia il patriarcato, la mascolinità, l'istituzione della famiglia cosiddetta tradizionale, l'autorità dell'uomo, l'autorità del padre.
Per questo, forse, essere gay dà tanto fastidio.

Oggi, che è la giornata mondiale indetta dall'ONU in difesa dei diritti degli omosessuali, il messaggio di contrasto all'omofobia e alle discriminazione sessuali deve essere più forte del solito.

Libero amore in libero Stato! Viva la libera espressione sessuale! No all'omofobia!

Contro la Lonely Planet: dialogo tra Terzani padre e figlio.

Tiziano: Senza i libri molti viaggi non mi sarebbero nemmeno venuti in mente.

Folco: Però non usavi mai le guide turistiche, usavi dei libri ingialliti di cinquanta, cent’anni fa, rilegati in cuoio con i titoli scritti in lettere d’oro. Invece di viaggiare con la Lonely Planet ti portavi sempre dietro questi vecchi volumi.

Tiziano: Sì, perché non volevo sapere in quale alberghetto si poteva dormire per meno soldi. Volevo ritrovare il mondo che era esistito. Sai, il paragone con il passato è sempre importante. Diciamoci la verità, le guide turistiche sono senza anima, sono fatte per i saccopelisti che cercano la locanda dove si spende una rupia di meno. Non dicono niente, anche se ti fanno il raccontino della storia. Invece ci sono stati, nel passato, viaggiatori straordinari. E io ho sempre viaggiato con loro. I libri erano i miei migliori compagni di viaggio. Stavano zitti quando volevo che stessero zitti, mi parlavano quando avevo bisogno che mi parlassero. Un compagno di viaggio invece è difficile perché impone la sua presenza, le sue esigenze. Un libro no, tace. Ma è pieno di tante belle cose.

"La fine è il mio inizio" (2006), di Tiziano Terzani.

Thursday, May 16, 2013

With my students and colleagues at Shanghai University


Maceratese 4 - Vis Pesaro 1.... grazie ragazzi!


Wednesday, May 15, 2013

Bye bye, Dubai!
















L'imbarazzo mi diverte. Ma se diverte che imbarazzo è!?

E così ieri ho traslocato. Cioè. Ho portato le ultime cose nella casa dove vivrò per i prossimi mesi. Già qualche giorno fa, con grande rammarico, abbiamo lasciato la "crazy house" che dallo scorso settembre ha ospitato infinite feste e serate hardcore. Cani e gatti, di varie dimensioni, gente di passaggio e gente in pianta più o meno stabile. Visite da amici lontani e dalla polizia locale, serate a tema, fiumi di birra, docce di vino, i bagni sempre occupati, il giardino in condizioni critiche, la cucina ha sfornato pranzi e cene per gran parte della popolazione corkiana. Feste in maschera e feste nudi, passioni del momento e passioni più durature, promiscuità, torte in faccia, cuscini all'aria, il rito della caraffa, noi "sempre sotto le casse". Il padrone non ne poteva più e non lo posso certo biasimare.

Sei stata una grande compagna di vita, cara "crazy house", ma è venuto il momento di dirci "arrivederci".
La nuova sistemazione è ad appena 200 metri, the party is always on e ognuno è sempre il benvenuto!
Fino all'alba, e poi fino al tramonto aspettando di nuovo l'alba!

Tuesday, May 14, 2013

Knackers: l'emarginazione sociale in Irlanda.




In Irlanda e nel Regno Unito c'è un particolare gruppo sociale, quello degli "knackers". Originariamente volto a definire macellai e lavoratori che avevano a che fare con gli animali da macello, oggi è usato in maniera piuttosto dispregiativa per quelli che in Irlanda vengono chiamati i "migranti", "comunità migrante", "viaggiatori". Per farla breve, gli zingari con caratteristiche irlandesi. Per tratti somatici e corporatura sono identici all'irlandese tipo, o più in generale ai popoli del nord Europa. A differenziarli dai "locali" sono invece lo stile di vita e l'abbigliamento.

Al pari dei "nomadi" che conosciamo in Italia, queste persone vivono nelle periferie della città, nelle case popolari, in alloggi di fortuna e nelle carovane. Poco integrati col resto della società, li puoi vedere in giro in gruppi di quattro o cinque, spesso giovani o giovanissimi. Li riconosci da una serie di caratteristiche estetiche: testa rasata o capelli cortissimi i ragazzi, lunghi raccolti in una coda le ragazze; tuta e scarpe da tennis; bordo della gamba dei pantaloni raccolto all'interno del calzino, rigorosamente bianco. Appartengono al sottoproletariato urbano, ma la gran parte non lavora e il pregiudizio e lo stigma sociale li vedono per lo più disoccupati, nullafacenti, alcolizzati, buttati ai margini delle strade, tossicomani, ladri. Insomma, sono esattamente quello che per noi in Italia sono gli zingari.
Sembrano più profughi bosniaci che onesti piccolo borghesi irlandesi.

A me, ovviamente, sono simpatici. I ragazzini se ne stanno in strada e quando passo mi chiedono le sigarette. Bevono alcolici rimediati chissà dove, di nascosto. Qualche rissa ogni tanto, ma a me non hanno mai dato fastidio. A qualcuno, a quanto pare, invece sì.

Ho scoperto infatti che, data la fama di squattrinati teppistelli parassiti della società, di solito a loro non è permesso entrare nei pub. Essere escluso dai pub in Irlanda è come dire essere escluso da istruzione, lavoro, famiglia e sanità in Italia. Cioè sei escluso dal mondo e basta.

Perché i knackers sono banditi dai pub e altri luoghi sociali è facile da immaginare. Come fare a riconoscere un knacker anche: veste sempre in tuta e scarpe da tennis. Per questo i buttafuori, presenti pressoché in ogni pub che si rispetti, li bloccano al primo colpo d'occhio all'ingresso del pub. Lo so perché è successo anche ad un mio amico, italianissimo che a mala pena parla inglese, arrivato a Cork giusto giusto qualche settimana fa. Era appena uscito da lavoro in tarda serata, vestiva con una tuta e non l'hanno fatto entrare al pub. Inutile spiegare al gorilla all'ingresso che non è un knacker e non è un irlandese.

Paese che vai, discriminazione che trovi.


Photo credit:
http://desdedublin.coolerblogs.com/2012/05/30/knackers/

Immigrazione selettiva


Leggo oggi questa affermazione di Salvatore Settis, storico dell'arte e archeologo calabrese: "In un Paese che compensa il crescente deficit demografico con l'immigrazione, la bassissima percentuale d'immigrazione intellettuale trascina verso il basso il livello culturale medio."

E quindi!? A parte che non mi sembra strano, voglio dire, se uno ha un alto livello culturale ed intellettuale difficilmente andrà a raccogliere arance per 20 euro al giorno, difficilmente andrà a pulire il sedere agli anziani, difficilmente andrà a battere sui marciapiedi per un magnaccia serbo che ti spenge le sigarette in faccia. Difficilmente. Quindi se ci sono immigrati in Italia è perché si ha bisogno di manodopera a basso costo, senza particolari doti intellettuali o eccellenti formazioni culturali.

Secondo, cosa dovremmo fare secondo il luminare calabrese? Selezionare gli immigrati?  Come fanno in Cina e Australia che accolgono a braccia aperte solo esperti, tecnici e professionisti stranieri?! Senza contare il fatto che molti immigrati arrivano da richiedenti asilo politico, cioè in una situazione di emergenza umanitaria. Ce lo vedo il Settis a Lampedusa: "Lei fugge dalla guerra ma non ha una laurea in economia? Buttatelo a mare! Questa donna fugge da persecuzione religiosa? E' grassa e vecchia, rispeditela in Nigeria!".

Un po' come la canzone di Checco Zalone: "Evviva gli stranieri, evviva l'integrazione, ma solo se son femmine e solo quelle bone!".
Berlusconi sarebbe d'accordo.

Monday, May 13, 2013

連合赤軍: l'estremismo rosso giapponese.



"United Red Army" (2007), by Koji Wakamatsu.

E mentre negli anni settanta in Italia e in Germania occidentale la lotta armata destabilizzava l'ordine costitutivo, mentre in Cina continuava la Rivoluzione culturale, in Giappone gruppi di studenti e attivisti politici formavano organizzazioni paramilitari di attacco allo Stato, in solidarietà ed impegno con la guerra globale all'imperialismo capitalista. Tra queste, la "United Red Army", di forte ispirazione maoista. I rivoluzionari giapponesi ebbero più successo all'estero, Palestina e Libano in particolare: in Giappone finì male, anzi malissimo. Ma si sa, è nella natura degli eroi, di essere giovani, belli e di finire malissimo. 

Democracy??



"Lincoln" (2012), by Steven Spielberg.

Military fellowship



"Beau Travail" (1999), by Claire Denis.

Saturday nights...


Sunday, May 12, 2013

I wonder where the real cannibals are...




“Cannibal Holocaust” (1980), di Ruggero Deodato.

Un film che, al di là delle denunce e delle polemiche, porta alla luce domande che non sono ancora state risposte. Né sul finire degli anni settanta, né tantomeno oggi, ai tempi dell’epoca digitale e delle news che corrono più veloci dei nostri occhi, sempre affamati di immagini. Un capolavoro che anticipa di 14 anni il più noto “Natural Born Killers” e di oltre vent’anni tutti i dibattiti che si fanno oggi sui media e sui social network. Un film che ogni antropologo, etnografo, scienziato sociale, documentarista, regista, fotografo o giornalista dovrebbe vedere.
Un film crudo, nudo, violento, macabro. Le azioni che osserviamo sono inumane, eppure fatte da uomini. O da una parte di essi. Dove sono gli altri? Forse anche loro a guardare?

The first and best documentary ever



"Nanook of the North" (1922), by Robert Flaherty.

Your maxima culpa




“The system of the Catholic clergy, for wich I have great respect, to wich I have given many years of my life, selects, cultivates, protects, defends, and produces sexual abusers.”

From the documentary film “Mea Maxima Culpa: Silence in the House of God” (2012), by Alex Gibney. 

Saturday, May 11, 2013

Il corpo nudo delle donne: dubbi sul da farsi.

Simpatizzo col femminismo. Con quale dei tanti "femminismi" però ancora non so. Detesto quello borghese o radical-chic, non apprezzo troppo quello lesbico e di odio di genere. Meglio la parità dei sessi e la costante critica allo strapotere maschile.

Si parla molto (non abbastanza, forse) di violenza sulle donne, "femminicidio", stupri, ecc... Sono ovviamente dalla parte delle vittime, cioè delle donne. Però, in una situazione del genere (leggi sotto), non saprei come comportarmi. Qualche consiglio?

Tu sei in casa disteso sul divano, sorseggi una bionda, sfogli un libro. Suonano alla porta. Vai ad aprire e ti appare una bella ragazza con zaino in spalla e cartina in mano. "Ciao, sono amica di XXX, non so se ti ha detto... avrei bisogno di stare qui per stanotte...". XXX risulta essere il tuo coinquilino, che manca da casa da qualche giorno. No, non mi aveva detto che una sua amica sarebbe venuta a fare visita e occupare la sua stanza. Fa nulla, nessun problema.
"Certo, vieni pure. Io sono Daniele... Qui c'è il salotto, là la camera di XXX... Hai già mangiato?".
E la tipa irrompe romanticamente nella tua noiosa vita. Lascia lo zaino, si accende una sigaretta, facciamo quattro chiacchiere. E poi:
"Posso farmi una doccia?".
"Certo. Il bagno è in fondo a destra". (Un bagno che si rispetti è sempre in fondo a destra).
Ti risistemi sul divano, torni alla tua birra e alla tua lettura. Venti minuti dopo la vedi uscire dal bagno e presentarsi nuda nel salotto, mentre cerca qualcosa nello zaino. Poi, come se niente fosse, si siede accanto a te e si accende un'altra sigaretta.
E' qui che cominciano i seri dubbi. E' qui che ho bisogno di un vostro consiglio. Dunque, partiamo dal fatto che la tipa è single e maggiorenne. E dal presupposto che, da anarchico libertario, non le direi mai "Signorina si rivesta ed esca immediatamente da questa casa! La sua condotta libertina stabilizza l'armonia morale e religiosa di queste quattro mura!". Detto questo, come deve reagire un povero Cristo? A me vengono in mente tre ipotesi, ma forse voi potreste trovarne una quarta o una quinta:

- le salti addosso. Cioè, con calma. Qualche parola, allunghi una mano, poi la lingua e il resto va da sé. Se ne potrebbe però uscire fuori incazzata nera con un: "Ecco! Il solito uomo porco e maschilista che ragiona solo col pisello e non è capace di controllare i suoi istinti davanti ad una donna nuda!".

- fai finta di niente. Ti atteggi un po' alla "seeee... sai quante ne ho viste di donne nude!  Non sei neanche un gran che! Oltretutto ho finito di scopare un'ora fa. Naaaa... non mi fai né caldo né freddo". Nobile. Ma la reazione (verbale o meno) della tipa sarebbe "Ecco! Il solito maschio insicuro di sé, incapace, impotente, cocco della mamma, checca repressa!".

- giochi la carta del finto intellettuale di sinistra. Le mostri il libro che stai leggendo e le chiedi cosa pensi del materialismo dialettico ai tempi di "Uomini e donne" e de "L'isola dei famosi". Almeno lei pensa che sei solo uno sfigato che ha letto troppi libri ed è incapace a relazionarsi con la società, figuriamoci con una donna nuda!

Che ne dite? Tra il porco stupratore e la checca impotente forse l'etichetta da sfigato marxista è il male minore?

Donne, femministe, fancazzisti di professione: a voi la parola!  

Poeticamente sveglio


"Al terzo grido di un uccello, mi sveglio.
Quindi, i gridi precedenti,
chi li ha sentiti?

Ridendo, mi stiro e do un calcio
all’alba stesa al mio fianco."

Li Jinjia, poeta cinese


Fonte: Internazionale (10-16 maggio)

Scuola: eliminare i voti, bruciare le pagelle!


"La valutazione basata su un sistema di voti non rende giustizia alla personalità dei bambini. Il sistema dei voti risale a un’epoca di ignoranza in campo psicologico e pedagogico. È funzionale alla selezione, corrompe gli studenti ed è deci­samente fuori luogo nel ventunesimo seco­lo. La motivazione dell’allievo è aumenta­ta? Il suo interesse è cresciuto? Il ragazzo ha imparato a reagire meglio agli insucces­si? Quante nuove idee ha sviluppato? Tutte queste domande non trovano risposta in una pagella tradizionale. Al suo posto biso­gnerebbe introdurre uno scrupo­loso sistema di supervisione che tenga conto del carattere di ogni bambino. Invece di assegnare voti, gli insegnanti dovrebbero scrivere giudizi sul percorso di apprendimento e sviluppo degli alunni, sulle loro capacità e sulla loro personalità.
Questo vale sia per le pagelle sia per i diplomi. Per il mondo del lavoro le pagelle con i voti non hanno comunque alcun si­gnificato: quello che conta nel contesto professionale sono le doti di leadership, l’entusiasmo, lo spirito di gruppo, la lessi­bilità e la capacità di coinvolgere gli altri, tutti aspetti che restano esclusi dalle pagel­le che conosciamo."

Da un articolo pubblicato su Die Zeit, di Richard David Precht.
Fonte: Internazionale (10-16 maggio)

Inside Beijing: urbanizzazione e società cinese.



"Inside Beijing", di Claudia Pozzoli e Gabriele Battaglia. Un viaggio tra le viuzze e gli hutong di Pechino, nel contesto di una violenta urbanizzazione e una società in piena trasformazione.

Qui in cinese/inglese con sottotitoli in italiano:

Jin Meisheng 金梅生 (1902-1989) e l'arte della propaganda







Immagini tratte da:
chineseposters.net

Friday, May 10, 2013

和酒



Hejiu 和酒, un antico liquore cinese, originario della provincia dello Hunan e presente gia' ai tempi dei Wei settentrionali (386-534).

Very Chinese: taste this out!

Proprio perche' di cucina non capisco niente, sono sempre stato affascinato da strani ingredienti culinari cinesi, come quelli che trovate qui sotto:








Questo coso qui, ad esempio, si chiama lian'ou 莲藕, ovvero "radici di loto". Non sa assolutamente di niente, ma pare faccia molto bene alla salute (come tutto il resto, eccezion fatta per alcool, droghe e donne).



Questa via di mezzo tra una spugna e un fungo si chiama invece yin'er , letteralmente "orecchie dorate", nome scientifico "tremella mesenterica". Non sa di niente, ma viene messo spesso nelle zuppe e brodaglie varie.






Passiamo ora a questo particolare frutto, usato un tempo anche come arma da battaglia o strumento di tortura: il liulian 榴莲, o "durian", presente in tutto il sud-est asiatico. Emana un puzzo insostenibile, ma c'e' a chi piace (a me).




E concludiamo con questa strana bestia, un frutto simile a quello di prima ma diverso nel sapore. Lo chiamano boluomi 菠萝蜜, ma gli inglesi preferiscono il nome "jackfruit", mentre per noi italiani resta semplicemente e anonimamente "giaca".