Monday, July 27, 2015

Alla mia coinquilina

Cosa ci fai della fidanzata quando hai la migliore coinquilina!? Quando il mondo è infame e la vita inutile, nella gioia e nel dolore, nella brillantezza come nel parco dell'orrore, la super coinquilina è il sogno di ogni scarafaggio diversamente disabile. Oh, la coinquilina! Come fai a non innamorarti di una donna che entra in doccia con una Peroni da 66?! Che poi, lo sai, io senza paranoia non so stare. Per una paranoia anche l'ultima gioia darei. Per un viaggio di sola andata anche i baffi taglierei. Giocando assieme a te a vino e poesia fino alle quattro del mattino. Le quattro del mattino. Nelle sere del caldo assassino come in quelle fredde da congelatore vuoto i tuoi sorrisi a illuminare la tenebra e la voglia di gridare al mondo: "En el ciel solo faltan dos estrellas: las de tus ojos!".


Sarà così. E basta. Ovvero: in partenza.

Ci siamo. Poche ore e si riparte: puntuale arriva e meno male il viaggio estivo. Quest'anno zaino in spalla e sud-est asiatico. Un po' da solo, un po' male accompagnato. Evviva! Sembra ieri il ritorno dal tour di un mese in America Latina e l'arrivo a Roma Fiumicino con la maglietta del Boca. Invece è passato un anno. Cazzo, un anno! La prima considerazione che mi sento di fare è piuttosto banale: la sensazione che l'anno appena trascorso (per anno intendo sempre quello accademico o scolastico: settembre-giugno circa) sia trascorso molto in fretta. Che cosa ho fatto in questo anno appena passato? Boh, a occhio e croce molto meno di quello prima (settembre 2013-giugno 2014) e molto molto meno di quanto avrei voluto fare.

Sono probabilmente solo sensazioni, un loop psicologico che si ripete ogni volta. Evidentemente ho fatto e ho fatto tanto, solo che non me lo ricordo o al momento mi piace pensare di aver fatto poco o niente. Che cosa ho fatto?!? Il mio lavoro, quello di insegnante. Ho poi inseguito, come sempre, i miei hobby e le mie passioni: la socialità, l'individualismo, la compagnia, la solitudine, il tifo in curva, i bicchieri in cantina, le chiacchiere al bar, i tanti (per quest'anno direi quasi "tantissimi") viaggi fatti in auto dentro e fuori l'Italia. Sono finito nei guai, sto provando ad uscirne. Ho completato il TFA e mi sono abilitato nell'insegnamento della lingua cinese. Ecco, questo sì ha preso molto del mio tempo, sia fisico che mentale. Ne è valsa la pena, ne sono sicuro. Molto altro tempo ho dedicato a pensieri, pratiche e paranoie della didattica della lingua cinese. Forse rientra nel mio lavoro. O forse no. Poi ho seguito, con più o meno intensità, il rapporto tra l'universo cinese e la città che vivo ed abito, la mia città. Dai che di cose anche quest'anno ne ho fatte. Un bel quadretto al quale manca solo una cosa: ci sta, l'avevo messo in conto e comunque sono felice e sereno nel sapere che questa mancanza dipende solo da me e non da dio e dalla fortuna o dalla volontà di qualcun altro. Da me, da me e basta. "Io!". Che bello dire "Io!". Egocentrismo, narcisismo, smania di grandezza, protagonismo, pavoneggiarsi. Boh. E anche un po' "'sti cazzi!". Anche per stavolta siamo arrivati alla fine e ci siamo arrivati in piedi. Buono così. E ora: vacanza! Ovvero: viaggiare!

Viaggiare... Sarà una malattia, una smania, un desiderio, un bisogno. Sarà così e basta. Recita un proverbio cinese: "Chi torna da un viaggio non è mai la stessa persona che è partita". Speriamo sia così anche stavolta. Arrivederci a tutti/e, buone vacanze per chi ha il privilegio di averne. Ci vediamo qui, proverò a mandare qualche immagine e qualche narrazione non avara di considerazioni e sbroccate dalle prossime mete: Singapore, Indonesia, Malesia, Tailandia.

In gamba gente!

Sunday, July 26, 2015

All'aia, aspettando l'alba...



Baffi addio




Come non li rivedrete più


Cat-ville


VBP: very busy people...




Don't worry...


Friday, July 24, 2015

老朋友


Gli anni passano, le nozze arrivano, il punk resta...




Anche se preparato come peggio mai, domani provo a dare l'esame in "Testimonianza di nozze". Otto anni fa invece, con la stessa gente ma su un treno tra Pechino e Kashgar...

"viaggio punk"
https://www.youtube.com/watch?v=JNxnLiaWjgw

Monday, July 20, 2015

Selfie-invalidi senza frontiere





p.s. mi mancherete, stronzi!

Sunday, July 19, 2015

48 hours












Cina? No, Macerata...


Thursday, July 16, 2015

Soy artista




"L'artista" (2008), di Mariano Cohn e Gaston Duprat

Viva la banda Cavallero!



"Banditi a Milano" (1968), di Carlo Lizzani 

C'era una volta: postume riflessioni.

C'era una volta la nostra infanzia. La nostra infanzia era fatta, come la maggior parte delle infanzie, anche di fiabe, di favole, di storielle e di racconti fantastici. Prima in essi, e in fumetti e cartoni animati poi, si narrava spesso di amori impossibili, di giovani condannati a segregare il loro sincero sentimento, a nasconderlo dagli occhi della gente e questo per volontà superiore, dei genitori, dei malvagi, degli antagonisti o dei cattivi di turno. Un po' come nel romanzo di Manzoni. Insomma siamo cresciuti così, pensando che l'amore fosse una cosa bella ma vietata, grandiosa ma impedita, una lotta impari, una strada tutta in salita.

Oggi mi guardo intorno e mi chiedo: dove cazzo è finito quel tipo di amore? Dove sono finiti gli antagonisti che vogliono impedirci di amare alla follia? Dove sta la strega cattiva, dove sta il maleficio, dove sta don Rodrigo?! Chi ci vieta di amare oggi!? Io direi: noi stessi. Le nostre scelte. I nostri egoismi. I nostri individualismi. La nostra voglia di fuga. La nostra voglia di evasione. Il fascino della libertà intesa come legame ossessionante a se stessi. Sono questi i nostri antagonisti, le nuove streghe, i nuovi malefici, i nuovi don Rodrigo.

Che palle. Era più bello lottare contro la strega cattiva, contro i genitori, contro l'orco malvagio, contro volontà superiori. Era più bello lottare contro il sistema. Lottare contro se stessi è brutto, perché oltretutto sai già di aver perso.


Di volontari spagnoli, prostitute romene e bar cinesi in quel di Macerata...



Sembrano i racconti di Henry Chinaski in qualche periferia di Los Angeles. Ed invece accade al mio coinquilino spagnolo in un bar cinese di Macerata...

"En Macerata: desde putas a lecciones de economia china"
http://chenchalavalienta.blogspot.it/

Wednesday, July 15, 2015

Piccole grandi soddisfazioni




In occasione dell’inaugurazione delle Classi Confucio del Liceo classico-linguistico statale “Giacomo Leopardi” di Macerata e del Liceo Classico “Giacomo Leopardi” di Recanati, il 28 Maggio, il I° Segretario dell’Ufficio Istruzione dell’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia Liu Junhua e il co-direttore dell’Istituto Confucio di Macerata Yan Chunyou hanno visitato la casa natale di Giacomo Leopardi  con la guida del conte Vanni Leopardi.

La delegazione cinese, accompagnata dal Preside del Liceo Classico di Recanati, la prof.ssa Vittoria Michelini, si è trattenuta per qualche ora nelle sale della Biblioteca dove ancora si è formato il pensiero del giovane Poeta recanatese.

Oltre a qualche aneddoto e curiosità sulla sua vita a palazzo, Vanni Leopardi ha raccontato del grande interesse di Giacomo per la storia e la cultura cinese, testimoniato non solo dai numerosi riferimenti contenuti nello Zibaldone, ma anche dai tanti volumi sull’argomento presenti in Biblioteca.

La visita si è conclusa con la lettura, da parte di uno degli ospiti, de L’Infinito tradotto in cinese, con l’augurio che questo primo incontro sia l’inizio di una lunga collaborazione tra Casa Leopardi e gli istituti culturali cinesi per la promozione della conoscenza del pensiero e dell’opera di Giacomo Leopardi in Cina e per la di diffusione della lingua e della cultura cinese in Italia.

Fonte:
http://www.giacomoleopardi.it/lambasciata-cinese-in-italia-in-visita-a-casa-leopardi/

马来西亚 Prossima fermata: Malesia.



"Uomo bianco grave"

"Sandokan, la tigre di Mompracem" (1963), di Umberto Lenzi





"Io sono malese. Mia madre era malese. Mio padre non l'ho mai conosciuto. So soltanto che era un europeo e che si comportò con mia madre come tutti i bianchi hanno sempre fatto in questo paese"

"La tigre è ancora viva: Sandokan alla riscossa!" (1977), di Sergio Sollima





"Chi di voi berrebbe una coppa con me?"

"Il Ritorno Di Sandokan" (1996), di Enzo G. Castellari