Saturday, October 24, 2026

L@s cugin@s...

Friday, October 23, 2026

Una manifestazione del 22 ottobre 1986.. 2006... 2026...

Una video intervista a giovani e meno giovani partecipanti ad una manifestazione di 30 o 40 anni fa, dove vengono chiaramente esposte le problematiche sociali, politiche ed economiche che preoccupano nuove e vecchie generazioni.
Anzi no, mi correggo, è un video di ieri dalla manifestazione a Macerata organizzata dalla Rete degli studenti medi.
Noto sempre con immenso piacere come i problemi di oggi sono abbastanza uguali a quelli di ieri, e mi chiedo cosa abbia fatto la Politica con la "p" maiuscola per ascoltarli e provare a risolverli, visto che apparentemente nulla è cambiato. Cosa abbiamo provato a fare noi? Quale lezione possiamo trarne? Quale insegnamento testimoniare ai giovani? Nonostante tutto, i giovani sono la speranza, nelle parole di questi ragazzi e queste ragazze riesco a credere che il futuro non è ancora scritto, il paradiso si può ancora fare...
没有吃过人的孩子,或者还有? 救救孩子…

Fonte video:
https://www.facebook.com/reel/1155619326789057

Fish on Friday...

Religious art...

Mostra "Francesco magnifica humanitas crocefissa" al museo diocesano di Macerata, presso il Santuario Basilica della Madonna della Misericordia

Thursday, October 22, 2026

Giornata di follia e delirio social...

Credo che oggi sia successo qualcosa di estrema gravità: nella scuola secondaria superiore dove insegno, a Macerata, c’erano pochissime alunne e alunni in classe. Strano, visto che oggi era prevista l’assemblea di istituto per la presentazione delle liste dei candidati come rappresentanti d’istituto. Nelle classi che ho avuto modo di vedere c’era sì e no un quarto dei ragazzi e delle ragazze. Dove sono gli altri? “A casa”, mi hanno risposto. “I genitori hanno paura a mandarci a scuola”. Resto basito. “Sui social girano messaggi minatori di orde di maranza che oggi a Macerata, Ancona e Jesi spaccheranno tutto e stupreranno le ragazze come hanno fatto a Milano”. Non so se ridere o piangere. I maranza? Gli stupri? Le vetrine di Milano? A Macerata?!? Qualcun altro dice che sono solo fake news, altri parlano di amici in Lombardia che dicono non sia mai successo nulla, altri di brutti ceffi nei pullman che seminano panico. Non ho parole. Ecco perché stamattina ho notato presidi di polizia, carabinieri e finanza fuori da alcune scuole. Evito ogni polemica, provo a restare calmo, accendo computer e proiettore, avvio il video dell’assemblea d’istituto che, ci hanno informato ieri in tarda giornata, non sarà più in aula magna ma on line in aula. Passa un collega a vedere quanti sono i presenti in aula. Faccio un giro nel registro elettronico e in effetti in molte classi non c’è quasi nessuno.

Maranza. Di questo termine so poco o niente, ricordo di averne chiesto ai miei alunni e alunne anni fa. Da quanto ne ho capito così vengono definiti, soprattutto nelle grandi città italiane, i figli di immigrati magrebini di bassa estrazione sociale e contesto culturale svantaggiato, che si atteggiano a bulli (in branco, ovviamente) e che si vestono con abbigliamento di alta moda, tarocco o rubato nei negozi. Coatti italiani di seconda generazione. I poveri che si atteggiano a ricchi, celebrando i marchi dell’alta moda. Gli esclusi dal sistema che si uniscono per servire il sistema che li esclude. Un grande classico. O magari non ho capito bene io, non so. “Maranza” è, avevo poi visto sempre anni fa in rete, termine creato in Lombardia come mix di “marocchino” e “zanza”, cioè teppistello, bulletto, tamarro di origine magrebina. Scopro oggi che c’è anche una pagina Wikipedia dedicata. Di questi maranza a Macerata non mi pare di averne mai visti, il primo gruppetto mi balzò all’occhio più di tre anni fa durante una visita fuori la Reggia di Caserta.

Tuttavia ancora non mi è chiaro cosa c’entrino i maranza longobardi con le proteste studentesche in giro per l’Italia e, soprattutto, le minacce di saccheggio e distruzione nel nostro territorio in questa banalissima mattinata di un caldo ottobre maceratese. Scopro poi che per oggi, anche a Macerata, era prevista una manifestazione indetta dalla Rete degli studenti medi per reclamare migliori condizioni per le scuole della provincia, cui hanno aderito anche ANPI e CGIL. Strano che non ne avessi saputo nulla, sto indubbiamente perdendo colpi. Non credo però che tutta questa popolazione studentesca abbia partecipato a una manifestazione, alcune alunne che nelle prime ore sono state alla manifestazione mi hanno confermato che non ci fosse poi così tanta gente. Resta il fatto che un numero importante di genitori oggi abbia deciso di non mandare i propri figli e figlie a scuola per paura di disordini, violenze e stupri (?!?!) in città, collegati o meno alla manifestazione organizzata dagli studenti, ma (fonte social) promossi dai maranza sul modello milanese. Frutto di un “clima di terrore e di paura iniziato ieri”, come detto da uno studente candidato rappresentante d’istituto, e dirigenti scolastici sotto pressione che corrono ai ripari.

Ministro, prefetto, dirigenti dell’Ufficio Scolastico Provinciale, genitori: dove sono i miei studenti e le mie studentesse?!? Perché le nostre aule sono quasi vuote? Per dei video brutali girati on line? Per un delirio social? Ripeto, per me il fatto che le scuole siano vuote per una minaccia di ipotetici maranza spaccavetrine milanesi sembra davvero assurdo e preoccupante. Mi riporta alla mente quando, negli anni ’80 e ’90, anche nella nostra provincialissima Macerata, dalle cabine telefoniche si chiamava la mattina presto la questura per millantare la presenza di una bomba nella scuola x, frequentata dal nostro miglior amico che voleva saltare un compito in classe. Ma quella era una ragazzata. Qui situazione e contesto mi sembrano un tantino diversi. Il risultato, purtroppo e però, è stato lo stesso: le aule vuote.

Alle ore 12 era tutto tranquillo. La manifestazione si è conclusa serenemente e i manifestanti sono tornati a casa. Gli Unni non sono scesi nel capoluogo marchigiano. Ora sta agli studiosi di scienze politiche, della comunicazione, scienziati sociali e dei "media studies" a fare le loro indagini e condividere i risultati delle loro analisi su quanto successo oggi.

In estrema sintesi: la Rete degli studenti medi indice a Macerata per giovedì 22 ottobre una manifestazione pacifica per denunciare problematiche scolastiche, si uniscono anche ANPI e CGIL. Cavalcando l’onda dei violenti disordini scoppiati ad opera degli studenti in Francia e in altre grandi città italiane, qualcuno sui social fa girare video osceni e minaccia che in questa occasione verrà messa a ferro e fuoco la città, trucidate persone, stuprate donne. I genitori si allarmano, chiamano le caserme di polizia e i dirigenti scolastici, temono il rischio sia reale e lasciano tantissimi alunni e alunne a casa, una minoranza entra in classe, una minoranza ancora più raccolta va alla manifestazione. Io mi trovo le aule vuote, casco dal pero, mi informo, resto incredulo, sconcertato e preoccupato. Buona giornata.


Ulteriori informazioni:
“Scuola, presidio degli studenti a Macerata il 22 ottobre: "Vogliamo condizioni migliori"”
https://picchionews.it/scuola-e-universita/scuola-presidio-degli-studenti-a-macerata-il-22-ottobre-vogliamo-condizioni-migliori

“Messaggi allarmanti nelle chat degli studenti: presidi delle forze dell’ordine a Macerata”
https://www.cronachejunior.it/2026/10/21/messaggi-allarmanti-nelle-chat-degli-studenti-presidi-delle-forze-dellordine-a-macerata/

Tuesday, October 20, 2026

Cannibalismo rituale...

Monday, October 19, 2026

Una escort statunitense e il figlio di un gerarca russo...

"Anora" (2024), di Sean Baker

Fuochi campagnoli...

Mattinata autunnale lungo la media e alta valle del Potenza...

Le sorgenti del torrente Monocchia e la fonte "u coppu", Appignano (MC)

Chiesa di San Carlo Borromeo fra gli ulivi a Botontano, Cingoli (MC)

Chiesa della Madonna delle Vaccarecce, Gaglianvecchio di San Severino (MC)

Castel Santa Maria, Castelraimondo (MC)

Sunday, October 18, 2026

Canada, iceberg per caso e mostri marini. Vedete un po’ voi…

“Below” (2026), serie TV Netflix di Jamie Childs, Helen Shaver e Stephen Dunn

农路 Camminata rurale lungo la ciclopedonale Sambucheto - Montecassiano (MC)...

Saturday, October 17, 2026

回家中。。。Tornando a casa...

收获橄榄 Lunga vita alla raccolta delle olive!

Giardini di notte...

Friday, October 16, 2026

Quanto mi divertivo a fare il sinologo...

L'espressione cinese 黄牛背 (in mandarino si pronuncia huángniú bèi, letteralmente "groppa del bue giallo") è in uso nella città meridionale di Wenzhou per indicare l'emigrazione clandestina. In dialetto locale si pronuncia qualcosa come “wao ngau pai”. 黄牛背出去 quindi sta per “far espatriare clandestinamente qualcuno”.

Sempre un adagio di Wenzhou recita 十八个捣臼还生长在岩坦上, che significa qualcosa come "I diciotto mortai sono ancora sulla roccia", ad indicare che qualcosa è stata solo idealizzata e non ancora cominciata, né è dato sapere quando inizierà. Un po' come un "campa cavallo che l'erba cresce" o ad indicare qualcuno estremamente lento nella realizzazione di qualcosa.

Il "come" di ciò che già sapevamo: Israel Defense Forces genocida.

“Naza” (2026), di Yuval Abraham e Rachel Szor

Cercavo un nordic noir, ho trovato questo romanzo rosa olandese di corna, droga e omicidi...

“Il gusto amaro del tradimento” (2026), serie TV Netflix di Dana Nechushtan e Margien Rogaar

Una normale mattina di profonde riflessioni filosofiche...

Parcheggio l'auto in una via secondaria, non lontana dal centro storico maceratese. La scuola di nostro figlio dista poche decine di metri. Camminiamo per mano, mi chiede perché deve tenere il giubbettino, rispondo sicuro che è perché di prima mattina l'aria è pizzichina, lui mi contesta che però le foglie degli alberi non si muovono e quindi non c'è vento, forse collegando l'assenza di vento all'assenza di freddo. Non male per un bimbo di tre anni e quattro mesi. Una giovane donna, alta e bionda, ci supera a piedi. Mi chiedo se abbia figli. All'ingresso incontro i soliti bimbi dei soliti genitori, in buona parte di origine straniera. Saluto con un sorriso, mentre osservo mio figlio entrare, la maestra tiene aperta la porta, io mi assicuro di chiudere bene il cancello di ferro. Dall'interno, un bimbo nero mi chiede in italiano dove sia un certo..., un nome straniero che non al momento non ricordo. Un altro bimbo di probabile origine straniera gli corre dietro. Muovo i miei passi divertito verso l'auto, la nostra è stata una scelta cosciente e mirata, quella di iscrivere nostro figlio in una scuola ad alta percentuale di bimbi e bimbe di origine non italiana. Sarebbe fantastico se, fra qualche anno, porti con sé qualche parola o frase di arabo, albanese, urdu o romeno. Mi piacerebbe se mi chiedesse di invitare a casa l'amichetto nigeriano, o andare a fare merenda dalla famiglia tunisina della sua compagna di classe, o chiedermi i soldi per il biglietto aereo per il Senegal, perché vorrà andare a trovare una sua amica. Oltrepasso un alimentari etnico, dove a volte mi fermo a comprare pane libanese e tè verde cinese. La giovane donna che lo gestisce è alta e magra, indossa un velo che le copre collo e capelli, è una ragazza di rara gentilezza. Giorni fa, il macellaio del negozio ci ha regalato delle ossa di bovino per i nostri cani. Sono quasi arrivato alla macchina, il cielo è azzurro, l'aria pizzichina e puzza un po' di smog, siamo infatti a due passi dalla stazione dei treni e dal traffico cittadino. Peccato, avrei preferito una sigaretta, una di quelle cinesi magari.

Teaching Chinese language to foreigners: grammar approach vs communicative approach.

Grazie al professor Henning Klöter della Humboldt-Universität zu Berlin. E all'intelligenza artificiale.

Wednesday, October 14, 2026

Cosa scrivono gli adolescenti...

Ore 9.08...

Tuesday, October 13, 2026

Sugli alunni neoarrivati…

“La tesi sostenuta in questo lavoro è che una parte significativa delle risposte a tali interrogativi risieda nelle modalità di accoglienza adottate dal territorio e dalle scuole. SI tratta di pratiche che rimangono in gran parte implicite e raramente problematizzate e che, a loro volta, derivano da linee guida, documenti divulgativi ministeriali nonché da convinzioni socioculturali diffuse. Si sostiene inoltre che il rafforzamento del sistema di accoglienza, con particolare attenzione alle azioni attivate nel primo anno dall’arrivo, possa incidere in maniera decisiva nella prevenzione di criticità altrimenti destinate a cronicizzarsi e cristallizzarsi. In assenza di tali misure, i rischi più ricorrenti includono un apprendimento deficitario dell’italiano, fenomeni di dispersione precoce e percorsi di vita marginali nella città. A ciò si aggiunge una responsabilità, spesso sottovalutata ma di cruciale rilevanza etica: prevenire sofferenze profonde e, in alcuni casi, veri e propri traumi che possono derivare dal processo migratorio o dall’impatto con il contesto di accoglienza.”

Tratto dalla tesi di dottorato “L’accoglienza degli alunni neoarrivati nelle scuole primarie. Analisi critica e proposte teorico-operative a partire da una ricerca etnografica nella città di Prato” di Federico Trentanove

Sunday, October 11, 2026

Grazie al F.a.i. che ci apre i palazzi antichi del centro storico...