Friday, February 06, 2026

古拉什 Vecchi gulasch...

Sei borghese arrenditi...

Una delle serie TV che ho più gradito in questi ultimi anni. Senza girarci attorno, il motivo è molto semplice: parla di noi. Di noi uomini e donne europei bianchi, medio borghesi tra i 30 e i 40 anni, delle nostre vite trasformate da matrimoni, figli, divorzi, nuovi vecchi amori, di queste nuove tipologie relazionali e familiari che prendono il posto di due decenni passati tra università, viaggi, feste, esperienze, incontri, follie, paranoie, emozioni, droghe, sesso, lavori, esistenze nelle città del mondo occidentale. Inizialmente sembra una “Dawson's Creek” nella casa di “Friends”, in versione spagnola e diretta da Woody Allen. Poi il tutto prende una forma via via ben definita, più matura, più familiare. Ottimi attori e attrici, la narrazione si struttura nella relazione sentimentale tra i due protagonisti, principalmente nella città di Madrid, spalmata nelle giornate del 31 dicembre e del 1° gennaio nel susseguirsi di dieci anni. Una serie che, una volta completata la visione, mi ha fatto discutere per diverso tempo con la mia compagna. Mi piacerebbe allargare la discussione con altri coetanei e coetanee che in questa serie, in qualche modo, un po’ si ritrovano.

“Los años nuevos” (2024), serie TV di Rodrigo Sorogoyen, Sandra Romero e David Martín de los Santos

Olimpiadi insostenibili...

"Abbiamo capito subito che le Olimpiadi non erano altro che la riproposizione, con un altro linguaggio, della logica del grande evento ereditata da Expo: un acceleratore di dinamiche neoliberiste e predatorie a scapito di risorse ambientali, soprattutto nei territori montani, sociali ed economiche, che generano nuove disuguaglianze in ambito urbano"

Fonte:
https://altreconomia.it/la-rete-sociale-che-ha-contribuito-a-cambiare-la-narrazione-acritica-sulle-olimpiadi-invernali/

p. s. Atleti, atlete, mi raccomando, usate prudenza e non fatevi male: la sanità pubblica è al collasso.

La didattica del cinese ad alunni/e con DSA...

“l’utilizzo di immagini mentali o esperienze personali, per facilitare la memorizzazione delle parole è un approccio molto diffuso fra gli apprendenti di una lingua straniera, poiché permette di collegare concetti astratti e sconosciuti a immagini o situazioni più concrete e familiari (cfr. Richardson 2007). Come appena descritto, dalle interviste è emerso proprio questo dato: i partecipanti dislessici hanno mostrato una tendenza ad usare le componenti dei caratteri per inventare storie o per associare, anche in maniera erronea, la forma o il significato delle componenti semantiche e fonetiche con il significato complessivo del carattere. In un noto studio condotto da Li (2009) su apprendenti normotipo, è stato dimostrato che molti studenti, oltre ad affidarsi alla conoscenza ortografica dei caratteri, trovano utile anche creare storie personali più vicine alla loro esperienza per memorizzarli più efficacemente. Maggiore è la quantità di informazioni rilevanti e significative che gli studenti associano allo stimolo, più a lungo esso rimane nella loro memoria e più facile è recuperarlo. Tuttavia, sia le strategie basate sulla conoscenza ortografica che quelle che si affidano maggiormente alla memoria sono considerate strategie di elaborazione profonda che permettono agli studenti di associare informazioni ed elaborare il carattere (cfr. Shen 2004).”

Tratto da “Movimenti oculari e strategie di comprensione dei caratteri cinesi in apprendenti italofoni dislessici” di Irene Verzì.


“Incontrare un apprendente con DSA ci costringe a fermarci e a interrogarci. Come possiamo riorganizzare il nostro habitus professionale per metterci nelle condizioni di affrontare la complessità di una classe in cui convivono persone con e senza disturbi specifici? Come dovremmo ripensare le nostre visioni didattico-pedagogiche in chiave inclusiva? […] una ragione più profonda per usare la massima cautela nell’elaborare proposte sta nel fatto che per ogni disturbo specifico dell’apprendimento esistono innumerevoli configurazioni individuali, determinate da fattori di carattere cognitivo, psicologico, ambientale e relativo alle storie di vita. Un consiglio che va bene per una persona con un DSA, può non andar bene per un’altra con la stessa, identica diagnosi. Non solo. Un consiglio che va bene oggi per una persona, riproposto alla stessa persona dopo un anno può risultare totalmente inadeguato. Questa realtà ci costringe a mettere in discussione l’idea stessa che possa esistere uno standard di apprendimento del cinese (e quindi di insegnamento) invariabilmente e costantemente efficace. Ci si apre davanti l’ipotesi, invece, che tale apprendimento si configuri come una strada diversa per ognuno, unica e specifica per come è fatta la propria testa, la propria mano, la propria bocca, i propri occhi, le proprie orecchie. E le proprie esperienze. Così come ci sono infiniti modi di parlare una lingua, ci sono infiniti modi di apprenderla. […] rinunciare all’idea che esista una stessa soluzione valida per i problemi di tutti permette di iniziare a concepire la possibilità di una didattica individualizzata e personalizzata che possa realmente mettere l’apprendente al centro del suo percorso, una didattica sostenibile per l’insegnante e significativa per l’apprendente. […] progettare la propria didattica in una prospettiva integrata –che cioè concepisca lo studente come una persona attiva nel suo apprendimento, in un contesto che gliene dà gli strumenti e che lo supporta nel costruirne di propri – dà alla nostra attività di insegnamento la possibilità di travalicare l’idea di una didattica specifica attivata solo in caso di disturbi dell’apprendimento, e che invece può giovare a tutti i nostri studenti.”

Tratto da “Didattica inclusiva del cinese: volere, potere, sapere agire” di Frine Beba Favaloro, Agnese Formica e Sara Sanna.


Entrambi i contributi in 全纳性汉语教学新策略与方案研究 “Proposte e strategie per una didattica accessibile e inclusiva del cinese” a cura di Andrea Scibetta, Wang Mei-hui e Davide Francolino, qui disponibile: https://edizioni.unistrasi.it/public/articoli/1920/files/didattica_cinese_def-1.pdf

Thursday, February 05, 2026

雾 Fog...

Tuesday, February 03, 2026

Primavera...

Sunday, February 01, 2026

EXTINCTION - Prima e dopo la scomparsa dei dinosauri, Gubbio (PG)

Il percorso dell'acquedotto medievale di Gubbio (PG)

Abbazia di Sant'Emiliano e San Bartolomeo in Congiuntoli, comune di Scheggia e Pascelupo (PG)

... e che il Carnevale abbia inizio!

Saturday, January 31, 2026

Memorie dai campi di lavoro forzato in Siberia...

Tratto da “I racconti della Kolyma: storie dai lager staliniani” di Varlam Šalamov

Malizia e violenza ai tempi dei social network...

恶意 "Malice" (2025), di 来牧宽 Lai Mukuan e 姚文逸 Yao Wenyi

Friday, January 30, 2026

Vecchie serate in cantina...

Thursday, January 29, 2026

What is so real as the cry of a child?

La poesia "Bontà" di Sylvia Plath (1932-1963)

Wednesday, January 28, 2026

Fuori piove, dentro carne di vitello, speck, patate e scamorza...

Io non credo che dobbiamo avere paura…

“Francesco d'Assisi” (1966), serie TV di Liliana Cavani

"Askatasuna", significa "libertà"...

以眼还眼 Chi uccide, deve essere ucciso...

Tratto da “Le leggi penali degli antichi cinesi” di Alfonso Andreozzi

Questo saggio del 1878, pubblicato a Firenze, ripercorre la storia dei codici penali nella Cina antica, a partire dalle cinque punizioni classiche:
五刑 le cinque punizioni imperiali nella Cina antica, fino alla dinastia Han (206 a.C. – 220 d.C.): 墨 marchiatura in fronte, 劓 taglio del naso, 刖 amputazione di uno o entrambi i piedi, 宫 castrazione, 大辟 condanna a morte;
五刑 le cinque punizioni imperiali nella Cina antica, dopo la dinastia Han: 笞 fustigazione col bambù, 杖 fustigazione di gambe e natiche con bastoni e spine, 徒 lavoro forzato, 流 esilio, 死 pena capitale.

Monday, January 26, 2026

Il bar di periferia come repubblica dell'anarchia...

Tratto da "Pronto, è il bar!" di Luca Pucci e Alessandro Savi

La parca mensa...

Lunedì vagabondo...

Un'azienda vinicola nel comune di Morrovalle (MC)


Antiche forme di misurazione atmosferica a Montecosaro (MC)


Il monte Conero visto da Portonovo di Ancona


Menù di pesce...

Il museo "Cinema a pennello" di Montecosaro (MC)...