On the road: la Bassa Slesia.
Se prendete una vecchia cartina fisica della Polonia, scoprirete che le zone montuose sono solo al sud: i Sudeti a ovest e i Carpazi a est. Per il resto è un'infinita pianura di campi di granoturco e girasole, e foreste a non finire. Un bel paesaggio indubbiamente, un tantino ripetitivo, sembra la pianura Padana con trapiantati pini e abeti delle Alpi. Le autostrade e superstrade polacche (ma mi sembra di ricordare la stessa cosa anche in Germania) hanno, oltre ai classici punti di ristorazione e pompe di benzina e diesel, dei parcheggi ogni tot chilometri dove riposarsi, con bagni puliti e gratuiti, giochi per bambini/e, rifornimento per auto elettriche. Non immaginavo l'Italia fosse il nuovo Terzo mondo, almeno rispetto alla Prussia.
Ma parliamo di montagne. Quelle delle Slesia, dove siamo al momento, non sono poi così alte: quando da Breslavia ti dirigi verso il confine con la Germania o la Repubblica Ceca, noti in lontananza una sorta di alta collina, un po' come risalendo le valli del Potenza o del Chienti (per chi avesse familiarità con le Marche), o della Valtiberina o della Valnerina, per chi ne avesse con l'Italia centrale. Dresda e Praga non sono poi così lontane. La cima massima qui è quella del Monte Sněžka (1602 m s.l.m.), niente di che. Sono però zone turistiche, a giudicare dai prezzi, dai sentieri segnati, dai ristoranti e dagli hotel, ma soprattutto dalla presenza massiccia di uomini e donne bianche con scarponi, zaini e bastoni da cammino per i tanti percorsi da trekking, senza parlare della presenza di bici e motociclette. Non un fenomeno di massa o in qualche modo fastidioso: serenità, rispetto, calma e silenzio fanno godere appieno queste basse montagne di verde e legno travestite.
Prima notte passata in una "tenda glamour" (così viene definita) in questo campeggio vicino Srebrna Góra, campeggio composto appunto da grandi tende con all'interno brande e coperte, un palo centrale con luce e prese elettriche, un tavolino; poi ci sono casette di legno tipo bungalow, staccionate, una sorta di mini fortino, spazio e attrezzatura per barbecue, bagni in legno, panchine e tavoli e una grande e alta casa (di legno, s'intende) che funge da mensa, addobbata come se si fosse nel fulcro di un mix tra cultura celtica, musica mongola, medioevo vichingo, cacciatori di taglie e black metal. Come black metal è il tipo che la gestisce. Per chiamare gli ospiti al pasto usa un corno, per intenderci. Una location perfetta per lunghe sessioni di giochi da tavolo o di ruolo, tipo "Dungeons & Dragons".
La sera prima c'erano diversi ragazzi a celebrare un addio al celibato attorno a un grande fuoco, armati di birra e vodka, ma che tutto sommato sono andati a dormire abbastanza presto. Io ho invece scambiato due parole con i nostri vicini di tenda, due ragazzi polacchi delle zone di Cracovia, venuti a trascorrere il weekend su questi sentieri in bicicletta. Piacevole scambio di esperienze e opinioni su viaggi, politica, immigrazione, futuro. Brindisi di vodka, strette di mano e tutti a nanna.
Il giorno dopo prendiamo l'auto per dirigerci, a un'oretta di guida, a Sokołowsko, un pittoresco villaggio in stile liberty, che ospita un ex sanatorio ottocentesco. Da lì ci dirigiamo poi al castello di Książ, vicino la città di Wałbrzych. 7 euro il prezzo del parcheggio (grande come diversi campi da calcio), 16 euro il biglietto per visitare il solo castello. Sì perché questa ampia zona verde è perfettamente tenuta e curata e conta la possibilià di visitare più parti, dai giardini ai ruderi del castello vecchio, dal mausoleo della famiglia Höchberg alla tenuta per cavalli e altro ancora. Tantissimi i turisti, ordinati e silenziosi, gli unici a disturbare siamo noi che rincorriamo nostro figlio per pregarlo di non urlare. Perché siamo abituati a volumi così alti di confusione in Italia? Boh, un giorno forse lo scoprirò. Il castello, in stile gotico, barocco e rococò, richiede una visita di almeno un paio d'ore, tanti sono i piani e le stanze, prima di accedere poi ai giardini e all'immenso parco attorno, circondato da foreste a perdita d'occhio. Leggendo e copiando dalla rete (Wikipedia), "Durante la seconda guerra mondiale, il castello divenne parte del Projekt Riese ("Progetto Gigante"), un progetto di sette complessi militari sotterranei voluto dal regime nazista e rimasto incompiuto, fino al 1945, quando venne occupato dall'Armata Rossa". Tutto molto bello e interessante, peccato che, anche in questo caso, abbiamo trovato il tutto un po' troppo spoglio e svuotato, rispetto ai palazzi signorili o ai musei cui siamo abituati nel Bel Paese.
Sulla strada del ritorno ci siamo fermati a fare spesa di carne in un supermercato, volendo accendere un bel fuoco e fare un barbecue nel campeggio. Arrivati, abbiamo notato con sorpresa che tutti gli ospiti se ne erano andati e che campeggio e barbecue erano tutti per noi! Non vi dico la gioia di nostro figlio nell'improvvisarsi fuochista e gustare fettine di maiale e pane abbrustolito.
Le zone da visitare in questa parte di Polonia ci sono state consigliate da un'amica polacca che vive a Macerata. Domani proveremo a vedere il labirinto naturale delle Błędne Skały (o "rocce erranti") e l'ossuario della Kaplica Czaszek (la "cappella dei teschi"), prima di dirigerci verso i Monti Carpazi ed entrare in Slovacchia. Al prossimo post.

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