On the road: Mar Baltico e Danzica.
In realtà poi da Stettino non siamo arrivati direttamente a Danzica. Mio desiderio abbastanza improvvisato era quello di un tour lungo la costa settentrionale della Polonia, sì insomma, un giretto tra le stazioni balneari del Mar Baltico tra Amburgo e Danzica. In segreto, mio desiderio ancora più intimo e perverso era quello di attraversare la russa Kaliningrad e arrivare a Vilnius, ma la Lituania appariva al resto della ciurma troppo lontana e per Kaliningrad vogliono passaporto e visto da richiedere con giorni di anticipo. Sarà per la prossima volta.
La superstrada S6 da Stettino va in direzione nord-est, per poi andare parallelamente alla costa polacca fino a Gdynia e Sopot, due altre mete turistiche proprio sopra Danzica. Entrati nel voivodato della Pomerania e arrivati a un’ora d’auto da Gdynia, decidiamo però che per oggi abbiamo guidato a sufficienza, viriamo quindi bruscamente verso nord, fino a giungere ad una città di mare a caso: Łeba (che si legge “ueba” o “weba”, poiché la “Ł” polacca si legge tipo la “w” inglese di “window”). Stradine curate, negozi, ristoranti, gelaterie, orde di turisti bianchi e biondi con figli al seguito armati di ciambelle e ombrelloni da mare, molti in bicicletta, altri intenti ad aperitivi al parco e partite nelle sale giochi. Sembra la Riccione degli anni ’90, non pensavo esistesse un posto così in Polonia, in effetti il mare è lì a due passi, la spiaggia lunga, marroncina e di sabbia finissima. Zero infrastrutture, bagnini o concetto di privato, qualche ombrellone, molti asciugamani per terra, famigliole divertite, qualche impavido che si butta in acqua, ma la maggior parte resta sulla terra ferma a godersi il tramonto e il via vai di barche dal porticciolo. Atmosfera di relax e rispetto totale, strade pulite, corso principale affollato ma non troppo, prezzi italiani o quasi. Prendiamo una stanza con tre letti separati in una sorta di albergo a due chilometri scarsi dal mare, poi cena lungo il corso a base di cotoletta alla milanese versione polacca con patatine fritte, verdure e salse varie. Dopocena di passeggiata, gelato e giro sulle giostre nel locale Luna Park. Tutto bello, non fosse per il fatto che il Luna Park era praticamente in una palude non lontano dal mare e quindi siamo stati costantemente divorati dalle zanzare.
Sul tardi, esco di soppiatto dalla nostra stanza, per sedermi ad un tavolino nel buio di una sala dell'albergo, aprire il computer, scolarmi una birra calda e scrivere due memorie per il blog. Nell'ora che ho passato alla tastiera, ho assistito ad un via vai abbastanza silenzioso e quasi invisibile di umanità: prima un omone venuto scalzo e mezzo nudo a prepararsi un panino dal frigo, poi un paio di giovani famiglie con padri alti e muscolosi barcollanti con bottiglie di vodka nel taschino dietro dei jeans, poi probabilmente uno di loro che torna e si stende su una poltrona, poco dopo la figlia adolescente viene a riprenderselo, poi una coppia di giovani che viene a giocare a ping pong nella sala lì vicino, subito dopo un signore anziano li caccia via in malo modo, è poi la volta di un tizio che viene a stapparsi una lattina di birra (probabilmente calda come la mia) e ingurgitare qualcosa da un barattolo di vetro, poi rumori di sesso da qualche stanza vicino, infine un lungo pianto lamentoso di una voce maschile al telefono con qualcuno/a. Il tutto senza che nessuno abbia minimamente fatto caso a me. Sembrava una scena tratta dai romanzi di Charles Bukowski. Io amo tutto questo.
Il giorno dopo optiamo ancora per prendercela calma e comoda prima dell’arrivo a Danzica. Dopo una quarantina di minuti di macchina ci fermiamo in una località costiera chiamata Lubiatowo, con una lunga striscia di spiaggia di sabbia finissima alla fine di una pianeggiante foresta di percorsi e di campeggio per camper e tende. Sembra la costa attorno al Monte Conero, ma in pianura e con la spiaggia. E senza bagnini od ombrelloni. Io e nostro figlio ne approfittiamo per un rapido bagno nel Mar Baltico, l’acqua non è poi così fredda, sembra anzi pulita e limpida, peccato per le tante meduse presenti.
La nostra strada prosegue poi fino alla penisola di Hel, 35 km di lunga e stretta lingua di terra, dove passa anche una linea ferroviaria che attraversa una verde pianura di boschi, alternati ad hotel, resort, villaggi vacanze e un gran numero di turisti e bagnanti, sempre biondi e bianchi, immagino soprattutto polacchi, tedeschi e “baltici” in generale. Non arriviamo esattamente giù in fondo fino alla cittadina di Hel (3.300 abitanti circa), ma ci fermiamo poco prima giusto per un paio di foto e un’occhiata alla fauna locale.
Un’ora e mezza dopo giungiamo finalmente nella grande città di Danzica (Gdańsk in polacco, quasi mezzo milione di abitanti). È il primo pomeriggio e siamo ancora in tempo per fare pranzo. Lasciamo la macchina in un parcheggio a due chilometri dal centro ed entriamo in un bar mleczny lì vicino, una specie di mensa a prezzi popolari, dove trovi persone di ogni età ed estrazione sociale, spesso a fare la fila per un piatto di gulasch, ravioli polacchi, patate, verdure o zuppe molto saporite. Questa dei bar mleczny (il nome significa qualcosa come “caffetteria latteria”), aperti dalla mattina al tardo pomeriggio, è stata una bellissima scoperta, un modo semplice ed economico per provare piatti della cucina tradizionale senza infamia e senza lode (ma più lode che infamia). Con la pancia piena, iniziamo il nostro tour per le vie del centro di questo importante porto della Polonia e del Mar Baltico in generale: Danzica è stata infatti un’altra fiera e celebre città della Lega Anseatica, oltre ad essere famosa per gli scioperi dei portuali del sindacato cattolico e anti-comunista di Solidarność. Una delle città più belle viste sinora, devo dire, con larghe strade di antiche case di commercianti e orafi, canali, chiese, musei, negozi di ambra, piazze di mercato, un’atmosfera allegra ed intensa, dove nuovo e vecchio si sposano in un’originale armonia. La bella copia di Amsterdam.
Purtroppo il tempo a nostra disposizione non è molto e un acquazzone ci coglie proprio mentre stavamo per tornare al parcheggio. Stanotte dormiremo per 39 euro in un villaggio a circa 40 km a sud di Danzica, Czarlin. Morale delle truppe e voglia di viaggiare sempre altissimi. Al prossimo post.
io tutto, io niente, io stronzo, io ubriacone, io poeta, io buffone, io anarchico, io fascista
io ricco, io senza soldi, io radicale, io diverso ed io uguale, negro, ebreo, comunista
io frocio, io perché canto so imbarcare, io falso, io vero, io genio, io cretino
io solo qui alle quattro del mattino, l'angoscia e un po' di vino, voglia di bestemmiare
Grazie Francesco.


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