On the road: Stettino.
Polonia. Ricordo che in cinese si dice 波兰. La mia prima volta qui fu nel 2004, con un amico del Trentino e un paio di suoi amici. Non era ancora Unione Europea, se non sbaglio. Restammo una settimana o giù di lì, tra le nevi e i treni di vodka accompagnati, per le città di Katowice, Cracovia, Varsavia, la miniera di sale di Wieliczka e ovviamente il campo di concentramento di Auschwitz. Di quel viaggio conservo un bel ricordo, un po’ per la compagnia, un po’ per l’ospitalità di due ragazze polacche, un po’ per i luoghi visitati, un po’ perché al tempo non ne sapevo molto della Polonia. Era un paese uscito da poco più di 10 anni dall'influenza sovietica e dall'alleanza militare del Patto, che si affacciava a usi e costumi del mondo occidentale, ma coi suoi tempi, le sue contraddizioni, la neve e la vodka, appunto. Certo, non sto parlando della Cina…
Oggi la Polonia ha all’incirca la stessa superficie dell’Italia, ma poco più della metà della popolazione italiana. Per forza, in giro vedi per lo più foreste. Tornarci ora, circa 22 anni dopo e con famiglia al seguito (e tanti amici, amiche e conoscenti polacchi/e maturati nel frattempo), ha un sapore tra il mistico e il post-industriale. Quindi per stavolta attacchiamo da nord, via Berlino, prima tappa: Stettino. Nessun viaggio è esente da sfighe e imprevisti di varie dimensioni e questo non fa certo eccezione: in crociera ho rotto la stanghetta degli occhiali e una lente vacilla non troppo simpaticamente, ho inoltre scoperto di avere la suola di uno scarpone rovinata e alla mercé di pioggia e intemperie. Nulla di grave, si intende. Veniamo all’oggi: sulla strada tra Amburgo e Stettino (411 km per oltre 4 ore di guida, il diesel dai tedeschi è sui 2,35 euro al litro), ci fermiamo da qualche parte (chi potrebbe dire dove!?) per fare rifornimento. Il carissimo Google Maps ci accompagna in piena campagna in un sito che ha tutta l’aria di essere un parallelepipedo di ferro per il rifornimento di carri armati, scritto in tedesco con sottotitoli in bulgaro. Pazienza, la paura non ci appartiene e quindi passo la carta al lettore e afferro la pompa per sparare il diesel nel serbatoio. Purtroppo la pompa è quella sbagliata, non entra nel buco per auto e così innaffio me, la mia compagna e l’auto con un bel colorato e profumato getto di carburante. La maglia che indosso arriverà tinta a dovere fino al primo ristorante polacco, una puzza di diesel che non potete immaginare.
Pensando alle cose belle: suggestivo l’attraversamento dell’ex frontiera tra Germania e Polonia all’altezza del fiume Oder, poco a sud del lago Dąbie, prima di giungere nella ridente cittadina di Grifino, 30 km a sud di Stettino. Consumato lì il primo pasto della giornata a base di patate, verdure varie e polpette di carne, e buttata un’occhiata agli usi e costumi locali, muoviamo il volante dell’auto qualche chilometro più giù, a visitare la “Krzywy Las” o “foresta storta”: qui gli alberi sono effettivamente e curiosamente storti, piantati negli anni ’30, cresciuti oggi a decine di metri ma con una sorta di pancia rigonfia all’altezza delle radici. Forse i contadini dell’epoca, forse l’atomica, forse gli UFO, forse gli scii chimici, insomma, sul perché di questa stortura ancora ci si interroga. Ma il posto è carino assai, ideale per passeggiate in compagnia e pic nic.
Nel tardo pomeriggio arriviamo nella periferia ovest di Stettino, Szczecin in polacco, quasi 390.000 abitanti e settima per popolazione nel paese. Gemellata con Pozzuoli e Bari, squadra della città è il Pogoń, colori sociali blu e granata. Per noi cena cinese a base di zuppa al coriandolo, manzo alla piastra e riso bianco, poi tutti a nanna. Il giorno seguente non è certo la timida pioggerellina a sfiduciare il nostro tour a piedi del centro cittadino, anche perché di lì a breve la temperatura toccherà i 28 gradi. So che in Italia avete caldo, ma anche qui non è che si viva in un cubo di ghiaccio. La cattedrale ex protestante ora cattolica seriamente danneggiata dai bombardamenti durante la Seconda guerra mondiale, la piazza coi lavori in corso, una spasa di KFC lungo le vie del centro, il parco del generale Anders con giochi recintati e sabbia alla base per bambini/e e il panorama sul grande fiume Ober, molti uomini gonfi di palestra, qualcuno per la vodka, altri per entrambi. Strade pulite, pochi senza fissa dimora in giro, palazzi colorati, serenità e spensieratezza: il realismo socialista sembra lontano nel tempo.
In Polonia l’autostrada non si paga quasi mai e il diesel è a 1,85 euro al litro, quindi perché non prendere la strada per altri orizzonti? Danzica, 384 km a est e 3 ore e 40 minuti di guida, stiamo arrivando!


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