Saturday, February 04, 2012

Questo è un post speciale: è il 3000esimo post di questo blog! Merita un argomento speciale: l'alcolismo.

Nell’ultimo numero di “UCC Express”, il settimanale degli studenti dell’università di Cork, è comparso un editoriale che parla di alcolismo.
Irlanda e alcolismo sono due parole che vanno a braccetto. Per lo meno nell’opinione pubblica locale e straniera, un semplice luogo comune. A mio avviso, come già detto più volte, gli irlandesi non bevono poi così tanto. Non molto più di italiani o cinesi. Semplicemente bevono tutti, anziani e bambini, donne e cavalli. Proprio tutti, come se fosse la cosa più normale del mondo. E non ti guardano storto se sei ubriaco e cammini dondolando per strada. Un paradiso, insomma.

Ma veniamo all’editoriale. Il titolo suonava qualcosa come “L’alcolismo e la verità dietro di esso” e va a fare della morale sull’alcolismo e sulle sue cause. Beviamo, specie noi giovani, perché la società e il lavoro ci pressano troppo, beviamo per sentirci più sicuri, per sentirci più fighi. E tutto ciò è stupido. Basterebbe, sempre secondo l’analisi dell’editoriale, chiederlo ad uno psichiatra.
Io come psichiatra vorrei solo il dottor Hannibal Lecter.

Cosa ne penso io? Penso che demonizzare l’alcol è come demonizzare la guerra o il diavolo: rappresenta il male a priori. Troppo facile. Non è l’alcol in sé a far danni ma l’uso che se ne fa. Molti esagerano e io sono tra essi. Il problema va spostato sul “perché?”.

Perché la gente si sbronza? È semplice: bere è piacevole. È una delle poche cose belle della vita. Materiale forse, ma piacevole cazzo. E a chi mi dice “Ma non riesci a divertirti senza bere?”, io ribatto semplicemente “Sì. Ma mi diverto di più dopo un paio di bicchieri”.

E se poi ti chiedono “Ma l’alcol fa male, è dannoso!”, tu rispondi sicuro “Se fare sesso fosse dannoso come l’alcol, tu smetteresti di scopare?”. Condanno le violenze a cui spesso il troppo bere porta (violenza sulle donne, stupri, risse, ecc…) e condanno chi si mette al volante sbronzo mettendo a rischio la vita degli altri. Ma condannare il bere o chi beve è una grande stronzata. Un’ipocrisia. Una vita senza alcol sarebbe una vita più triste e noiosa. Non avremmo avuto grandi poeti e scrittori senza l’alcol. Molti tra di voi neanche sarebbero nati senza l’alcol (chiedete ai vostri genitori se erano perfettamente sobri la prima volta che si sono conosciuti o la sera che vi hanno concepito).

Io la vedo così. E chiedo scusa se tra i lettori c’è qualche ex alcolista o qualche vittima o familiare di alcolisti.

Nunc est bibendum! E ora andiamo a sbronzarci!

7 Comments:

At 6:08 PM, Anonymous ParkaDude said...

La notizia di quel professore che ha dato una sua definizione della gente di Hong Kong la mettiamo sullo stesso piano o no?
(So che mi risponderai no.)
(Cmq HK non c'entra veramente niente con la mainland, ma davvero GNENTE, e non mi stupisco di questi punti di vista xenofobi.)

 
At 7:06 PM, Blogger roberto bigi said...

Bisognerebbe scrivere con energia e freschezza non appannate dal velo dell'età avanzata. Sarebbe bello. Tuttavia, un prodotto spurio dell'agone giovanile può esaurire i contenuti del discorso a mero strumento di auto-compiacenza, o meglio auto-certificazione-del-bon-vivant, più che comprensibile per carità: il credito ognuno se lo cerca dove vuole.
Non me ne voglia il buon Massaccesi.
La cirrosi epatica, le donne picchiate da mariti sbronzi, gli investimenti sulle strisce pedonali, le solitudini suicida,...diventano subordinata estetica alla priorità creativa, il mood in cui calarsi con consumata fiducia nella sapienza del bere, joie de vivre! quoi d'autre?Sapienti si, a patto che la cirrosi non ti stia corrodendo il fegato, che la donna picchiata non sia tua mamma o la tua sorella (e che il fottuto picchiatore sia tuo padre), che un ubriaco non ti abbia costretto sulla sedia a rotelle e che il tuo migliore amico non l'abbia fatta finita.
Non mi sento certo offeso Daniele, il vino rosso senza solfiti garba anche a me. E solo uno spunto alternativo per scongiurare il pericolo di unanimismo che circonda l'ottimo scrittore.
Con simpatia,
roberto.

 
At 10:47 PM, Blogger Massaccesi Daniele said...

"io sono un po' svampito, io bevo molto sa"

Peperoni - I consigli di sora Lella, con Gigi Ballista (1967)
http://www.youtube.com/watch?v=VzcPN1WswAw

 
At 1:39 AM, Anonymous Anonymous said...

Riguardo all'alcol...dico solo: in media stat virtus.

 
At 5:37 PM, Blogger Massaccesi Daniele said...

@ parka: no, non lo metterei sullo stesso piano. hong kong probabilmente non c'entra GNENTE con la mainland ma mi chiedo se c'entri qualcosa con hong kong stessa. in altre parole: esiste "una" hong kong? perché "una" mainland non esiste, mi sembra più che ovvio.

@ roberto: un uomo deve avere il coraggio dei propri vizi. me l'ha detto toni servillo mentre nel film dove recita il factotum di callisto tanzi rimorchia due prostitute siberiane.

@ anonymus: questa virtus la trovo in vendita nei supermercati con lo sciopero degli autotrasportatori e il metro di neve caduta a macerata?

 
At 5:48 PM, Blogger laura modini said...

Io non ci riesco ad inneggiare all'alcolismo.Mio padre, da ritorno della guerra, ha iniziato a bere e ha smesso due anni prima di morire.
Mia madre ha fatto una vita disperata e io di merda.
Mio padre era un uomo buono e il suo dolore mi addolorava sempre.
Io ho assaggiato il mio primo bicchiere di vino con gioia dopo i quaranta annni.
Sentirti parlare di alcool alcoolismo mi toglie parola
sento solo un grande amore e rinnovata sofferenza e un grande inspiegabile desiderio: meno alcool più realtà, che se vista con occhio giusto (????) può essere terribilmente sfacciatamente bella
un abbraccio laura

 
At 11:27 AM, Blogger Massaccesi Daniele said...

non è un'apologia né un inneggiamento all'alcol, ma solo una rapida e superficiale analisi di come l'alcol faccia parte della nostra società, nel bene e nel male. inutile ed ipocrita negarlo. sarebbe molto più utile invece capirne il perché e guardarlo con "occhi" diversi. l'alcol fa parte della realtà, non si contraddistingue ad essa. al massimo la mostra distorta, al pari di quanto già fanno la droga, la religione, la poesia, le emozioni. un abbraccio laura

 

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