Friday, February 29, 2008

Il vostro reporter preferito: parliamo di Naxalismo

Magari qualcuno di voi avrà pensato che in India io sia stato a prendere il sole in spiaggia, fare shopping o godermi la luna di miele con la mia signora. Non ci crederete forse, ma non è così. In India ho anche, e come sempre, fatto il vostro reporter preferito...

Avrete sentito parlare dei maoisti nepalesi. Io vi parlerò di quelli indiani...
Il maoismo indiano si chiama "Naxalismo" e prende il nome da un villaggio (Naxalbari) dove si è scatenata una grande insurrezione contadina nel 1967. I Naxaliti sono ribelli che si inspirano alle idee e alla vita di Mao Zedong, sono il braccio (molto) armato del Partito Comunista Indiano e hanno come fondatore un certo Charu Mazumdar, morto in carcere nel 1972. Sono stanziati nelle foreste dell'India nord orientale e hanno un principale nemico: lo Stato. Fanno propaganda nei poveri villaggi dove lo sviluppo economico non ha ancora messo piede e arruolano giovani contadini, tra cui moltissime donne. Hanno un esercito di quasi 20.000 unità, più infiniti simpatizzanti, collaboratori, spie, fiancheggiatori e altri pronti a prendere in mano un mitra o farsi saltare in aria nei bus. Caratteristica questa che non si trova in nessun altro gruppo terrorista non musulmano.
I Naxaliti sono il più grande problema interno che il governo indiano si trova a fronteggiare, perchè negli ultimi anni hanno avuto moltissimi scontri armati con la polizia, han messo a segno diversi attentati e azioni terroristiche e soprattutto il numero dei ribelli cresce anno per anno. Hanno contatti con altri gruppi terroristici nel mondo, comprese le Tigri del Tamil e il congresso dei maoisti del sud-asiatico (ebbene sì, ne esiste uno!).
Tra il 2003 e il giugno 2007 hanno "realizzato" più di 7000 incidenti, ucciso circa 650 poliziotti e più di 2000 civili; 900 i ribelli morti (fonte "India Today").
Per maggiori informazioni cliccate qui o leggetevi il libro del 2007 "Red Sun: travels in Naxalite country", di Sudeep Chakravarti.

Lezione di "Sistema politico della Cina contemporanea", giovedì pomeriggio...
Professore: "... e per oggi arriviamo fin qui. Ci sono domande su quanto appena detto?"
(silenzio)
Daniele: "Quando il pensiero di Deng Xiaoping è diventato filo-capitalista? Perchè?"
Professore: "...Lei fa il giornalista?"

6 Comments:

At 3:28 PM, Blogger Akicage said...

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At 3:58 AM, Blogger 旷必野 said...

Anche le Tigri Tamil si fanno saltare in aria in attacchi terroristici... ci dev'essere qualche esempio nella mitologia indiana che celebra questo tipo di sacrificio di sé stessi per uccidere un nemico - per prima mi viene in mente Sati che s'è data fuoco in casa del padre che le aveva offeso il marito, maledicendo per sempre il palazzo divino.

Il tuo post mi ricordo molto una conversazione avuta tanti anni fa con un pappone del Partito Comunista Indiano, un mafioso che stava nella giunta comunale di Siliguri o giù di lì, tale Dilip Sing. Il signore, dopo essersi fatto offrire il pranzo in un ristorante cinese perché "l'Italia era più cara dell'India", aveva comprato un paio di occhiali Gucci pagati cash sull'unghia, e si era lanciato in una teoria per cui Shiva, che stava nelle foreste, si vestiva di pelli e si nutriva di ganja, era una divinità comunista, mentre Vishnu era un fighettino tutto coperto di gioielli. Per dire che, al di là dei vizi personali e della corruzione dei singoli uomini, il Comunismo del sud-asiatico unito a strambe teorie religiose è una delle fiosofie politiche più interessanti e sicuramente originali del XXI sec. Da tenere d'occhio. Sentirete ancora parlare di questi tizi!

 
At 1:21 AM, Anonymous Anonymous said...

necessita di verificare:)

 
At 3:23 AM, Anonymous Anonymous said...

imparato molto

 
At 3:24 AM, Anonymous Anonymous said...

Si, probabilmente lo e

 
At 6:00 PM, Anonymous Anonymous said...

la gente povera alla fine subiscie le violenze dello stato, la gente prende le armi e poi viene dirottata da ideologie che se vanno al potere reprimono nella stessa forma la povera gente

 

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