Saturday, August 09, 2014

Diario di viaggio (VII): scusi, per Asuncion?!

Dov'eravamo rimasti? Ah si', alle considerazioni sul Brasile... Bene, la mattina di un giorno di mezza estate di agosto 2014 prendiamo quindi il bus che da Foz do Iguacu' ci porta al confine con il Paraguay e alla citta' di Ciudad del Este.

Avviso a tutti i viaggiatori in questa parte del mondo: la frontiera c'e' ma e' una barzelletta! I due paesi sono divisi da un ponte sul grande fiume Parana' ma il bus non si ferma ne' alla dogana brasiliana ne' a quella paraguayana. Per evitare problemi coi visti e multe siamo dovuti tornare indietro a piedi e farci fare il timbro di uscita ed entrata sul passaporto. Fate dunque attenzione e chiedete all'autista del bus di farvi scendere alla frontiera brasiliana!
Non so perche' funzioni cosi', forse perche' Paraguay, Brasile, Venezuela, Uruguay e Argentina sono tutti parte del Mercosur, una specie di U.E. per il Sud America, e le frontiere sono aperte a merci e persone...

Ciudad del Este, da vera citta' di frontiera, e' un caos totale con via vai di ogni tipo di gente. E' la citta' con poca storia e molta economia, qui si viene per lavorare, qui si viene per fare affari, qui si viene per fare soldi. A noi interessa poco e prendiamo il primo bus per Asuncion, capitale del Paraguay. Sono 300 i chilometri e 5 le ore di bus che ci attendono. Il paesaggio e' tuttavia molto piacevole agli occhi: il rosso della terra e il verde della vegetazione schiacciati dal cielo azzurro del tropico mi ricordano l'Africa sub-sahariana. Lungo la strada si notano capre, scolaretti, chioschi, officine, benzinai e ristoranti. Stradicciole di terra portano nella piena campagna di fattorie e "cow-boys". Scendiamo a San Lorenzo, cittadina appena fuori la capitale, dove ci aspetta J., un ragazzo conosciuto su internet che ci da' alloggio gratuito per un paio di notti. J. e' molto cortese con noi e ci dedica tutto il suo tempo, portandoci in giro con l'auto a conoscere i suoi amici, mangiare carne ai ferri e gelato italiano, visitare Asuncion, cenare (a scrocco, come sempre...) con lo zio, un simpatico signore che mi chiede tantissimo di Cina e politica italiana. Il clima e' molto rilassato e tranquillo, la gente cordiale, lo spagnolo che parlano (finalmente riusciamo a comunicare con le persone!) e' facilmente fruibile, anche se mi fa molto ridere il loro modo di pronunciare la "r", estremamente rotacizzata!

E poi in Paraguay (cosi' come in Argentina e Uruguay) bevono l'erba mate! Ricordo che quando vivevo a Roma ero in casa con due calciatori argentini squattrinati che mi offrivano sempre il mate caldo, una specie di te' fatto di erbe speziate, bevuto con una cannuccia di ferro in una piccola zucca cava come quella che vedete qui:
http://it.wikipedia.org/wiki/Mate 
La gente da queste parti va in giro con il mate e un termos per l'acqua. A differenza dell'Argentina pero' in Paraguay il mate lo bevono in acqua fredda e in una specie di bicchiere di ferro o di legno. Faccio subito il mio acquisto (10 euro: bicchiere, cannuccia, erba e due litri d'acqua) e comincio anche io questa sana ed onesta dipendenza. Ole'!

J. ci racconta molto di se' e del suo paese, presentandocelo forse un po' troppo come una repubblica delle banane dove i potenti vendono la terra agli investitori stranieri, non curandosi di migliorare sanita', istruzione e infrastrutture che sono un po' da "terzo mondo". E' forse il primo Stato dove non ho assolutamente trovato traccia di cinesi, niente negozi ne' ristoranti. Parecchi invece i ristoranti libanesi e arabi, le imprese tedesche, le auto giapponesi. A me il Paraguay sembra un paese di tutto rispetto, piu' tranquillo e sereno rispetto al Brasile, ma anche qui sono gli uomini bianchi a prevalere e di quelli che chiamiamo con grande ignoranza "indios" (ovvero i "nativi americani") troviamo poche tracce: il messaggio e' chiaro, riprendiamo lo zaino in spalla e muoviamo i nostri passi verso altrove. Ande, stiamo arrivando!

1 Comments:

At 6:36 AM, Blogger fz said...

lo zio ha ragione, purtroppo. Paese stuprato da americani, sudcoreani e arabi. Ciao Danie'! Alessandro

 

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