Friday, June 09, 2017

Guardie cinesi in casa


Questa cosa mi lascia un po' interdetto. E non tanto per i problemi di comunicazione tra forze dell'ordine italiane (!) e i colleghi cinesi, del tutto comprensibile, quanto per il senso di una tale collaborazione. Chiamare nel territorio nazionale polizie straniere non è forse assurdo? E non è forse la prima volta che si vede una cosa del genere? Avete mai sentito parlare di polizia tunisina, marocchina, romena, albanese, nigeriana, russa, colombiana o bengalese per le strade di Roma, Milano, Napoli o Torino?!

Altra cosa: cosa vengono a fare delle guardie cinesi in Italia? Collaborare con le forze dell'ordine locali. Bene. Ma in cosa? Nel video si sente parlare di aiuto con la comunità cinese presente in Italia (la quale, notoriamente, non ha molta familiarità con il cinese mandarino, lingua ufficiale usata dai poliziotti cinesi) e con i turisti cinesi. Questa seconda dimensione ha invece più senso. I turisti cinesi sono ovunque bersaglio in Europa (e soprattutto in Italia, inutile dirlo) delle microcriminalità locali. Scippi, furti, rapine, violenze. Un asiatico appare come più indifeso agli occhi di un malvivente. Chiedete ai commercianti di Prato. Chiedete alla studentessa cinese morta dopo aver inseguito degli scippatori a Roma. Chiedete alle migliaia di turisti cinesi con ombrello e cappellino che affollano le piazze di mezza Italia.
La Cina invia quindi le sue forze dell'ordine a monitorare la situazione e tutelare i propri cittadini in Italia, visto che la polizia nostrana è incapace di farlo?!
Andiamo bene...

Fonte:
http://video.repubblica.it/edizione/milano/poliziotti-cinesi-a-milano--c-e-difficolta-di-comunicazione-ma-e-tutto-sotto-controllo/277997/278594

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