Thursday, August 21, 2014

Diario di viaggio (XIII): Puerto Montt, ovvero benvenuti nella Siberia latino-americana

Percorsi in pullman i 1134 chilometri che dividono Valparaiso a Puerto Montt, arriviamo in mattinata nella cittadina portuale cilena che conta oltre 230.000 abitanti. Davanti a noi l'oceano Pacifico, sullo sfondo alcuni vulcani con la vetta innevata e oltre ancora le ormai familiari Ande. La brutta notizia e' il clima gelido di Puerto Montt, il vento forte a rasarti le basette e la fastidiosa pioggia irlandese. Per fortuna viene a prenderci in stazione O., un ragazzo del posto, conosciuto via internet. Ci porta subito a lasciare gli zaini a casa sua e poi, assieme ad un altro viaggiatore brasiliano che sta ospitando, a fare un giro per il porto, mangiare pesce secco e frutti di mare, comprare liquore locale e visitare i mercatini d'artigianato, per lo piu' composti da oggettistica in legno, formaggio, salame e indumenti in lana lavorata. O. ha anche la splendida idea di comprarci una calda cuffia, visto che il freddo e' davvero insopportabile e rende poco piacevoli le passeggiate all'aria aperta. Puerto Montt e', come scrivevo altrove, terra di Mapuche e inizio della Patagonia cilena. Il paesaggio assomiglia molto all'Irlanda: grigio del cielo, verde della terra, casette basse e colorate contro il blu sporco del mare. Da qui si organizzano escursioni in montagna, gite ai vulcani e visita alle isolette.

In serata O. ci porta innanzitutto a visitare la scuola per adulti dove insegna inglese base a ragazzi e ragazze del posto dai 15 ai 50 anni. A me la cosa e' molto gradita e abbiamo anche l'occasione di scambiare quattro chiacchiere con gli studenti, che oltre a chiedermi di Italia, calcio e fidanzate, mi chiedono subito quanto e' il salario minimo nel mio paese, che qui e' di appena 300 euro al mese. Strano, visto che la vita costa quasi quanto in Italia. Tutto sommato Puerto Montt e' un luogo freddo ma economicamente non cosi' svantaggiato, visto che pesca e turismo garantiscono un livello di vita piu' che decente ai suoi abitanti. Anche nella scuola siamo morti di freddo: non ci sono infatti termosifoni accesi. La sera tutti al pub (come se fossimo davvero in Irlanda) a bere birra locale e parlare di diversi sistemi di istruzione ed esperienze di insegnamento.

Il secondo giorno gironzolo da solo per la citta', dal lungomare al porto, dal porto alle colline dietro Puerto Montt. Nonostante le due paia di pantaloni e di calzini, nonostante le felpe e il giubbetto, il freddo e' cosi' tagliente da farmi solo venir voglia di tornare a casa. Al tramonto sono dunque di nuovo con O., F. e il ragazzo brasiliano a cucinare salmone "alla cilena" (cosi' l'ho chiamato io, ovvero salmone al forno con spezie, patate, cipolla, vino bianco, salame locale e formaggio) e bere vino cileno. Ottimo pasto, a coronare una giornata passata liberamente e curiosamente in strada...

Il terzo e ultimo giorno con F. decidiamo di visitare la grande isola di Chiloe', dove si giunge con un'ora e mezza tra bus e traghetto da Puerto Montt. Il clima e' ancora fottutamente ostile e il paesaggio sembra la fotocopia dei miei ricordi d'Irlanda. Visitiamo le due principali cittadine, estremamente turistiche ma fortunatamente per noi sempre in bassa stagione! Consumiamo vongole secche comprate al mercato locale e l'ormai stra-classico panino con la carne. La pioggia ci inzuppa scarpe e pantaloni, costringendoci (nonostante gli ombrelli e i k-way) a desistere e abbandonare la strada, per cazzeggiare alla stazione in attesa del bus del ritorno. Curioso notare come proprio alla stazione trasmettessero un film cinese del genere wu-xia (arti marziali) e vendessero poco distante birra Qingdao in lattina: un tocco di cinesita' in questa parte remota del mondo, a circa 2.500 chilometri a sud del Tropico del Capricorno (la massima parte terreste meridionale da me toccata).
Tornati a casa a Puerto Montt, prepariamo gli zaini per affrontare il lungo viaggio del giorno dopo fino a San Carlos de Bariloche (Patagonia argentina). Mentre F. e' beato a nanna io attacco una lunga discussione filosofico-esistenziale con O., che a brindisi di pisco cileno ci porta fino alle 4 di mattina semi-svaccati sul divano. Ovviamente non sento la sveglia delle 7, ma grazie ad un miracolo della Madonna addolorata e ingrassata dell'isola di Chiloe', F. e' gia' sull'attenti e mi trascina fino al taxi per una corsa matta e disperatissima fino alla stazione, dove per pochi minuti riusciamo a non scazzare il nostro pullman per Bariloche: Argentina, stiamo tornando!

p.s. Nella corsa ho ovviamente dimenticato a casa di O. ombrello, spazzolino e dentifricio, F. ha invece dimenticato solo il carica batterie per l'mp3. Dai, poteva andare peggio, speriamo solo a Bariloche non piova...

2 Comments:

At 9:11 AM, Blogger bla78 said...

Sono Panucci e Di Canio i due nuovi talent di Fox Sports per la Premier League: Panucci debutterà ai microfoni del canale oggi con Everton-Arsenal diretta su Fox Sports alle ore 18.30, Di Canio invece nel Monday Night di lunedì 25 agosto, con il commento tecnico di Manchester City – Liverpool (diretta su Fox Sports alle ore 21.00)

 
At 3:09 AM, Blogger Massaccesi Daniele said...

e, come dicono a roma, "'ecchisenefrega!' nun ce lo metti?!?" ;)

 

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