Monday, August 25, 2008

Andava quasi tutto bene finché...

Andava quasi tutto bene finché il buttafuori ci ha detto che non potevamo entrare con la bottiglia. E so che non è stata colpa tua, so che hai provato a convincerlo, ti ho vista mentre gli mostravi il seno nudo.

“Ti avverto, non reggo molto l’alcool” mi hai sussurrato.

Ho visto. Ti sei fatta mezza bottiglia di rhum in tre sorsi. Io avevo già fatto il pieno di whisky e sangria. Ma al rhum non dico mai di no. E poi vai a sapere cos’è successo, dicono sia stato un bel festival, ci siamo persi e mi sono perso quasi subito, vagato nella notte, ricordo solo di essere caduto in un fiume, so che non ci credi, guardami i jeans.

“Mi dispiace averti perso, è che appena sento tre accordi punk non capisco più nulla e corro a saltare e pogare”
“Daniele, era un concerto reggae, trovati una scusa migliore”

Sono tornato in me poco dopo l’alba, mi sono ricordato di te e sono venuto a cercare il tuo cadavere. Inutilmente. Sono tornato alla macchina, ero mezzo nudo e morivo di freddo, ho fatto della ruota anteriore un cuscino. Sono svenuto per alcuni minuti (forse ore) quando ho riaperto gli occhi vedo te con una felpa verde accompagnata da un poliziotto. Appena il poliziotto mi vede molla te e corre da me, non ricordo la domanda ma ricordo la mia risposta:

“Anfetamina. Mescalina. Antidepressivi. Acido lisergico probabilmente”
“Mi raccomando, non guidate”

Il poliziotto se ne è andato, io ho guardato te, tu hai guardato me, siamo scoppiati a ridere.

“Va bene. Non dirmi nulla di ieri notte. Ma fammi almeno la lista della cose che hai perso” ti ho fatto.
“Chiavi di casa. Quaranta euro. Cellulare”
“Io calzini, cappello, maglietta. E la dignità. E’ andata meglio a te”

Preoccupato mi sono guardato tra le mutande. C’era ancora tutto.

“Non ho perso il pisello”
“L’hai usato stanotte?”
“Sì. Per vomitare. Se mi dicevi che arrivavi con un poliziotto mi conciavo meglio”
“Non era un poliziotto, è il tipo dell’ambulanza. Mi sono svegliata lì”

E poi la strada verso il mare. Hai parcheggiato in mezzo al deserto. Per fortuna quei due tipi. Lo confesso, non sarei riuscito a tirare fuori l’auto dalla sabbia da solo. E della spiaggia mi devi spigare una cosa: perché mi hai detto che era una spiaggia di nudisti se a parte me e te tutti erano in costume?”

I 90 km per Siviglia. In auto in mutande, finestrini tirati giù, semi di girasole, vento nei capelli, Nirvana a tutto, se è un sogno non voglio svegliarmi, se è una scopata non voglio venire.

“Vorresti farmi da fidanzato?”
“Se vieni in Cina. E sappi che il mio pisello è come te: non regge l’alcool”

Non mangiamo da più di ventiquattro ore. Che bello passare davanti al ristorante di classe e tutti quei signori vestiti a sera ingozzarsi di aragoste e caviale! Perché mi guardate storto!? Scusate se vi faccio schifo, sono appena uscito da un fiume. Fangoso. Saluta tutti col dito medio, rubagli un bicchiere “e se vedi una donna toccale il sedere”.
Di nuovo a casa, sfiniti, ancora spazio per del vino rosso. E quel noioso documentario sul Bangladesh.

“Saresti un ottimo fidanzato”
“Saresti un’ottima madre per i figli che ancora non ho”

E stabilito che i figli li chiameremo Fidel e Sangria mi hai chiesto di fermarmi per un altro giorno.

“Meglio di no. E’ che ho paura”
“Paura!? Di cosa!?”
“Lo so io”.

Il coraggio non è il mio forte.
Finito il vino. È ora per te di andare a lavorare. Per me di tornare a Granada.

“Resta un altro giorno”
“Ho paura. Davvero”

Alla stazione degli autobus un lungo e caldo abbraccio.

“Beh… grazie per le 24 ore punk”
“Grazie di tutto. Alla prossima. Un altro giorno. Da qualche altra parte”

Lo confesso, sono stato tentato di cambiare il biglietto del ritorno, per questo sono filato via subito, sparato nell’autobus, ultima fila, per non cadere in tentazione.
Avrei voluto salutarti con un puro e semplice “Ti amo”, ma come il coraggio non è il mio forte ho optato per, come nel film di Kusturica, un puro e semplice “Viva il partito comunista jugoslavo!”.
E forse è stato meglio così.

5 Comments:

At 3:25 PM, Blogger BetA said...

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At 3:26 PM, Blogger BetA said...

... e a me, che son seduto comodamente sulla mia poltrona al lavoro,e facendomi di surragati di vita leggendo della tua, non rimane altro che dire "vaffanculo" a tutte le scelte giuste che ho mai fatto che m'hanno portato fino a qui.

 
At 3:56 PM, Blogger WUMING said...

Il movimento rettilineo è una cosa astratta come lo zero

 
At 3:21 AM, Blogger 旷必野 said...

Bel post, da antologia.

 
At 12:22 PM, Anonymous Anonymous said...

come dice il poeta "amo solo i fiori che non colsi"... od anche quelli che ho colto per troppo poco tempo...

 

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