Sunday, February 19, 2012

Un brindisi è sempre il penultimo: amicizia meno presenza fisica uguale feisbuc.




Quella fastidiosa sensazione di noia torna a tormentarmi specialmente nei fine settimana. La cosa peggiore, in questi casi, è che il cervello comincia a correre veloce e mi risulta impossibile stargli dietro. Una macchia di umido sul soffitto e tutta la mia attenzione concentrata su di essa. Penso alle sei bellissime giornate spese con Marlene lo scorso giugno. Che amicizia è un'amicizia a distanza? Mi secca aver lasciato la Cina soprattutto per aver lasciato lei. Auto privarmi della sua amicizia, della sua presenza, della sua compagnia. Uscire a mangiare insieme, passeggiare per le viuzze dietro l'università, andare insieme per bar, andare a letto insieme. Se all'amicizia togli la presenza fisica resta soltanto il rapporto feisbuc. Disgustoso voltastomaco.

Lungo sul letto non ho trovato nulla di meglio da fare che ascoltare gli Smashing Pumpkins e fotografare le mie scarpe. Possibili alternative? Leggere. Guardare un film. Studiare giapponese. Disegnare. Uscire di casa. Mi chiedo come mai se i zapatisti stanno in Chiapas a fare la rivoluzione e i calciatori sono in TV a scoparsi le veline io invece sono steso a letto a fissare il soffitto. Ed ho anche smesso di fumare. Questa proprio non ci voleva.

Ostaggio del tempo. “Poète maudit”, maledetto come i poeti. Verlaine, Chatterton, Artaud. Credo sia tutto qui. Non c’è molto altro. Oh, sì, ci si sono gli affetti. Le cose non materiali, quelle importanti. Ma purtroppo anche quelle cadono vittima delle dimensioni spazio-temporali.

Io esco. Perché un brindisi è per definizione sempre il penultimo.

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