Wednesday, April 08, 2009

Agli amici abruzzesi

Tre giorni trascorsi che dire "da paura" è molto meno di eufemismo. Tre giorni in questa splendida provincia cinese meridionale che è il Guizhou, ricca di culture diverse e paesaggi naturali mozzafiato. Come lo Yunnan, ma meno sputtanata, meno musi bianchi e meno pubblicità. Evidentemente il governo cinese sta investendo molto nel turismo del Guizhou, sperano di farlo diventare un nuovo Yunnan, altrimenti non avrebbe pagato l'intero viaggio a me e agli altri quaranta studenti stranieri, giornalisti e personale dell'ambasciata di Croazia e Ungheria. Tre giorni spettacolari, intensi di vita e condivisione, tre giorni a birra, barbecue, danze, festa, parchi naturali, spettacoli di fuoco, amicizia e (sì, capita anche questo) amore. Poi arriva un'amica vietnamita e ti fa "Conosco un modo per telefonare all'estero quasi gratis" e tu "Fico. Fammi chiamare a casa". E tu chiami a casa e ti dicono che in Abruzzo ci sono centinaia di morti e migliaia di senzatetto e d'improvviso l'umore cambia, di corsa al primo internet point per vedere immagini che avresti preferito non vedere e l'alcool diventa l'unico amico che vuoi avere vicino. Tremendo il risveglio, tremendo il viaggio in autobus e in aereo, rieccoci a Pechino e all'Abruzzo provi a non pensarci, la festa di matrimonio del mio migliore amico in Cina, cinquanta sovietici in un bar, fiumi di vodka e chi non beve va all'inferno, si salvi chi può. Al mio amico auguro di tutto il meglio, una lunga vita felice e spensierata accanto alla donna che ha scelto come moglie.

E il mio pensiero e tutta la mia solidarietà alle persone che in questo momento si trovano in una situazione tutt'altro che piacevole in Abruzzo. So solo che vorrei essere adesso in Italia, a L'Aquila, a donare anche solo calore umano alle persone. Così come l'anno scorso in tanti abbiamo provato a darne alle vittime del terremoto in Sichuan. Io non sono credente, ma una mia amica musulmana del Kirghizistan ieri notte ha pregato il suo dio per la gente in Abruzzo. E spero serva a qualcosa. Di fronte a queste tragedie non ci importa molto di che colore sia il tuo sangue, la nostra razza è umana e la solidarietà non conosce barriere.

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