Tuesday, November 20, 2007


Male che vada un uomo (e idem una donna) può sempre suicidarsi. Beh, non sempre. E noi italiani ne sappiamo qualcosa, d'altronde la nostre vite non appartengono a noi ma ai capricci dei cardinali in Vaticano. Ma quasi sempre un uomo (e idem una donna) può suicidarsi. Farla finita, togliersi la vita, togliersi di mezzo, uscire di scena intendo. Per andare dove non è ancora ben chiaro, studiosi di ogni epoca han provato ad azzardare ipotesi, sembra che si vada a finire in un posto migliore di questo (non che ci voglia molto a finire in un posto meglio di questo) ma anche qui non sono tutti d'accordo. L'uomo (e idem la donna) stanco e infelice, quello con un quarto d'ora particolarmente brutto, quello spossato da dolore fisico o psicologico, quello che non ha scienza da aspettare o dio con cui riconciliarsi, quell'uomo può decidere di farla finita e farla finita sul serio. Ne troviamo più in letteratura che nei giornali di uomini e donne del genere. Poco da dire. Zero da giudicare. Al massimo provare, come sempre bisognerebbe fare, a riflettere. Magari se gli animali pensassero ci penserebbero anche loro al suicidio. Certo dovrebbe avere un valido motivo... quello animale è stato sempre un regno, mai avuto periodi democrazia e benché meno di socialismo. Vergogna! Shame on you! Mai un regicidio, mai una rivoluzione, mai un principe saltato per aria, mai un attentato al potere. Fossi animale a quattro zampe con facoltà di pensare la farei finita subito. Per esempio una gazzella può buttarsi nelle fauci di un leone, uno scimpanzé buttarsi da un ramo particolarmente alto, un elefante gettarsi in un fiume, una zanzara lasciarsi spappolare da una pantofola disturbata, un gattino finire sotto le ruote della vostra Uno a metano. Facile. Tranquillissima. Ma il pesce come fa?! Povero pesce. Oltre a vivere in un regno gli è anche negata la possibilità di farla finita con la vita. Certo non può lasciarsi annegare. La respirazione è diretta da muscoli involontari. Non può lasciarsi morire di stenti perché non riesce a tenere la bocca chiusa e piccoli microorganismi gli saltano nello stomaco nutrendolo involontariamente. Saltare fuori dall'acqua e capitare sulla terra ferma non è cosa che un pesce comune può fare. Neanche finire nella rete di un pescatore, tipo "Ehy Tommy, programmi per stasera?", "Mah Jimmy, pensavo di andare a finire nella rete di qualche pescatore...". No. Il pesce poveretto è nato per soffrire. Pare paleontologi non meglio identificati abbiano scoperto una religione antica di millenni che credeva nella reincarnazione e aveva alla base della sua gerarchia il pesce: peggio di un pesce non potevi rinascere! A tuttoggi il suo è il mestiere più sfigato, più sconsigliabile, meno invidiato. Meglio nascere frocio che pesce dicono. E meglio una figlia femmina che una figlia pesce, aggiungono dalla Cina.

6 Comments:

At 6:04 PM, Blogger Mirta said...

...poche settimane fa un mio vicino di casa, soli 53 anni, cn una moglie giovane e due figli: uno di 15 l'altra di 20 anni, si è impiccato, ha deciso di morire così dolorosamente, lo ha trovato il mattino seguente il filgio minore, da quel giorno mai più visto in giro.Credo che a lui sia bastato meno di un brutto quarto d'ora per morire, e di sicuro di quello che dice il Vaticano non gliene poteva fregare niente: in città gira la voce che si era rovinato la vita, che beveva, che era separato in casa e che gironzolava per le strade cm un barbone,e che sia morto da solo cm un cane abbandonato,nn so perchè abbia avuto l'intenzione di finirla cn la vita, ma di sicuro ne ha avuto di coraggio...anche se ora nn ce più...la gente e tutta la città lo continua a giudicare, CHE SCHIFO!(ed ecco la voglia di lasciare qst piccola città per una più grande dove non si giudica, dove è quasi meglio l'indifferenza-forse-)..scusa del piccolo sfogo... un abbraccio forte forte, Mirta

 
At 11:48 PM, Blogger BetA said...

... e comunque nessuno si è mai suicidato perchè non amava il prosimo suo.

e per un pesce basta venire nella nostra costa adriatica ( fintanto che non hanno fino di asflatarla è chiaro) per morire sballato di inquinamento. quindi esiste ancora una sottocategoria... essere una patata. cazzo che palle essere una patata...

 
At 2:25 AM, Anonymous Anonymous said...

esatto!! il pesce si pio' sballare con l'inquinamento=> ne consegue che nn ha piu' tanta voglia di suicidarsi.. ma la patata, la patata cazzo nn puo' fare, per esempio, neanke gli stage nn pagati e sfruttati all'ambasciata ne' tantomeno avere un profilo su facebook...e li'la storia e' pesante... temo il momento in cui le patate si accorgeranno di nn poter avere un profilo su facebook...ma ve lo immaginate??!! prenderanno coscienza di nn poter commentare le foto delle fighette ke si mettono in posa per farti vedere 2 cm di mutandina e farti arrapare come un armadillo (della situazione degli armadilli parleremo piu' tardi cmq) e di nn poter mandare bacini ne' ditalini virtuali ne' poter skrivere stronzate nei profili degli altri...
raga, pesanteeee!!!

ianna

 
At 5:43 AM, Anonymous Anonymous said...

necessita di verificare:)

 
At 2:56 PM, Anonymous Anonymous said...

leggere l'intero blog, pretty good

 
At 11:16 AM, Anonymous Anonymous said...

non so da dove giunge tutta questa negatività.. ma la vita credo che sia molto meglio di questo.. bisogna volerlo però..bisogna lottare.. piangersi addosso non serve... la felicità non è regalata, è fatta dalla somma di tante piccole cose... L'autocommiserazione non aiuta, rende ciechi e sordi, occlude la mente e oscura gli animi ma forse è più facile da praticare...
La vita va vissuta nel bene e nel male per estrarre e tenere solo ciò che c'è di buono... Serve una buona dose di intelligenza, forza di spirito e prontezza d'animo per goderne..
a chi mancano queste cose rimane l'autocommiserazione e la pena degli altri. Valerio

 

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