Thursday, November 15, 2007

La classica vomitata senza pretese cinica e bastarda anti mercato del pre fine settimana...

Finisce che ogni volta riesco a ritagliarmi qualche ora di svago comincio a leggere e dio neanche sa dove vado a finire, la testa che frulla, mille pensieri ed idee impossibili da incanalare o indirizzare (figurarsi concretizzare!). Aveva ragione Diliberto venuto a parlare ad una conferenza all’Università di Macerata nel dire che leggere dà dipendenza fisica. Questa mia insolita passione per la società cinese contemporanea e le sue appetitose contraddizioni. L’affronto ogni giorno per le strade, nei bus, alla mensa, negli uffici, a lavoro… Lotto e non mollo. Più grandi sono le sconfitte e muri su cui sbatto il muso più riparto con maggior convinzione di prima. Soventi gli attacchi di panico, frustrazione, xenofobia, arroganza, razzismo… Passeggeri per fortuna. La sfida mi attizza ogni giorno di più. Non so bene come affrontarla né che armi impugnare o dove cercarle ma mi butto in mischia senza esitazione. Maggiore la difficoltà maggiore la convinzione. Come quella maglietta che avevo con su scritto “Aumenta la crisi, aumenta la lotta”, prestata ad un amico clandestino bengalese che venne arrestato la sera stessa e che mai più rividi (la maglietta. Lui per fortuna sì).
Ed ora lo sbrocco anticapitalista che almeno una volta a settimana mi esce fuori sciocco ed impetuoso: mi chiedo, se un paio di jeans “Made in China” di qualità non speciale ma particolarmente economici frega la piazza ai grandi marchi internazionali e anche a quelli meno famosi in una cittadina qualsiasi di un qualsiasi paese occidentale, la “colpa” di chi è? Della globalizzazione? Del produttore? Del WTO? Della concorrenza sleale? Del governo cinese? Del consumatore? Di Adam Smith? Della pubblicità americana di jeans ultimo grido?
Secondo me la “colpa” è del consumatore. Mica è scemo. Costa meno e la qualità è accettabile: compra. Se sapesse che quel paio di jeans è stato fatto da una ragazza di 14 anni, semi analfabeta, che viene da un villaggio di fango e case di bambù, che lavora 16 ore al giorno per 50 euro al mese, che mangia (di merda) e vive (di merda) nella fabbrica, che ha due giorni al mese di riposo, zero ferie o malattia o maternità pagate, senza diritto allo sciopero e senza protezione sindacale, che ieri ha perso un braccio in un maledetto macchinario malfunzionante (non riparato perché ripararlo significa aumentare il costo di produzione che poi ricade sul consumatore che se vede il prezzo aumentare non compra) ed è stata rimandata a casa con 50 euro extra dicendo di tenere la bocca chiusa se non vuole vedere morti i suoi genitori, in questo caso il consumatore occidentale comprerebbe ugualmente quel paio di jeans? Secondo me sì. E fa bene. Non lo biasimo. Costa meno e la qualità è accettabile: compra.
È solo un fatto di coscienza. Cercavo l’equivalente più preciso possibile a questa parola in cinese quando passeggiavo per le strade di Lhasa e osservavo troiate da turisti che ho visto vendere anche a Macerata. Il maceratese medio ha idea da dove viene ciò che compra in un negozio di oggettistica “orientale” o dai banchi del mercato la domenica in piazza? Coscienza. Ovvero conoscenza. Sapere che quei jeans costano meno perché sono sporchi di sangue. Costa meno e la qualità è accettabile: compra. Sono sporchi di sangue di una ragazza di 14 anni cinese di un villaggio di fango e merda: pazienza, compro. È la coscienza di quello che sto facendo l’importante. Mi dispiacerebbe solo morire ignorante. Morire stupido. Morire senza sapere da dove vengono i jeans che ho pagato meno. O che ho pagato di più. Il marchio d’origine. Quello vero. Quello sporco di sangue. Ci stiamo mangiando a vicenda. A me non fa schifo. Tantomeno ribrezzo. Si sa da un pezzo. L’avevano previsto quasi cento anni fa. Forse di più. I palloni dei mondiali di calcio cuciti da bambini pakistani? Quelli afgani erano tutti saltati in aria per le mine. Magari riprovate fra qualche anno.

1 Comments:

At 12:12 AM, Blogger BetA said...

massi...
smettiamo di comprare,
smettiamo di usare le macchine
smettiamo di votare
boicottiamo chiunque e tutto.
e scendiamo nelle piazze tutti a piedi!

...

-cara?
-si?
-se io sono qui e tu sei qui...
-dimmi?
-chi c'è con la piccola?
-uhmmmm... la nonna?
-ma se l'abbiamo sepellita un mese fa
-...
-...

 

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