Friday, August 10, 2007

...tanto e' tranqua!

Signori salve!Era in programma di scrivere a viaggio finito, ma le emozioni da scrivere sono talmente troppe che rischiano di essere dimenticate。 E allora。。。
Kashgar!! Siamo a Kashgar, estremo oriente nel Turkestan cinese (Xinjiang), baluardo storico della Via della Seta, poche decine di chilometri ci dividono dal Tagikistan。 Siamo? Io, Yu, Ale e Stefano。 Ma procediamo con ordine: la Transiberiana?Mission accomplished!Ovvero, ce l‘abbiamo fatta, siamo giunti vivi e strapresiabene a Pechino dopo 6 lunghi (ma non troppo) giorni di treno。
Macerata addio ai genitori che non vedro’per un anno e passa, io Ale Stefano a Fiumicino per un addio alla vita, notte in bianco con svariati litri di vino e Irene che e‘ venuta a salutarci, la mattina aereo per Mosca:cazzo la Russia!Ci muoviamo bene, raggiungiamo la stazione Yeroslav e il tipo russo che ci porta i biglietti della transiberiana。Godendo andiamo per metropolitane a fare un giro per l’enorme citta‘, la Piazza Rossa, San Basilio e il Cremlino, “russe da paura, russi fa paura” come osserva giustamente Stefano。 Di nuovo stazione Yeroslav, gli alcolisti gonfi in volto, baccala‘ e stufato di rape per noi, montiamo in un treno con su scritto “Mosca – Pekin” in alfabeto cirillico, il treno parte, sono le 11 e 58 di sera, la nostra avventura comincia。 L’inserviente del nostro vagone, un ubriacone russo, cerca subito di elemosinarci dei soldi, Ale risponde pronto “nada!“, non ci ha piu‘ rotto le palle per il resto del viaggio。 I sei giorni sono passati tra letture, tonno in scatola, vodka, Dungeons and Drangons (per chi non sapesse cosa e’。。。 meglio cosi‘!),allegre chiacchierate e foto。 Fuori dal finestrino intanto passava la Russia, grigia quella europea, monotona e fangosa quella asiatica, ci aspettavamo steppe desolate di verde e vegetazione tundraica (tundraica?!?)abbiamo trovato invece villaggi fangosi e recinti di melmosi bimbi biondi。Ma, come disse Ale al secondo giorno pisciando nel nostro scompartimento in una bottiglia di plastica vuota, ”ormai tutto e’ tranqua“。 Questa frase e‘ stata un po‘ il leitmotiv del viaggio e il ritornello di una canzone che abbiamo scritto, almeno fino alla frontiera con la Cina, quando Stefano se ne e’ invece uscito con un ”tranquillo e‘ morto suicida a bastonate“。 Frontiera russa, otto ore fermi a terra, controllo passaporti, cambio rotaie, affoghiamo nella birra a due lire mentre un siberiano sui cinquanta di origine polacca da genitori ebrei fuggiti in Russia nel 1940 ci regala un presunto e puzzolente osso di mammuth。 A tarda sera mettiamo piede in Cina, il nostro vagone di alte ragazze russe saluta l’arrivo con un‘ovazione e un applauso, per me una grande emozione, un po’ come tornare a casa, scendo dal treno, assalgo un baracchino, sfodero il mio miglior cinese, porto via tre bottiglie di grappa e schifezze varie per un euro e mezzo mentre gli ambulanti cinese riducono in mutande i turisti russi。 Ti amo Cina。 Ultime ore di transiberiana, il 3 agosto alle cinque di mattina mettiamo piede a Pechino, stazione centrale, niente di piu‘ familiare, taxi a prezzo contrattato, destinazione casa di Ianna, altro maceratese a Pechino per un tirocinio, che attualmente barboneggia a casa di Lavinia, cara vecchia compagna di studi。 E’ l‘alba, Ianna ci riceve mezzo nudo sulle scale di casa, nell’appartamento c‘e’ anche Viola。 Doccia doverosa dopo 7 giorni tra aereoporto e treno, cambio anche le mutande visto che ci sono, qualche secondo dopo colazione a base di frittata e birra al baracchino sotto casa, dopo poco arriva Yu (maledetta fiamma giapponese), tolgo il disturbo con lei, in autobus il cuore batte forte e le nostre labbra si saldano da sole (di nuovo poesia?!)。 Faccio giri nella mia vecchia universita‘, pit stop a casa di Yu, un’altra doccia (due in un solo giorno, staro‘ diventando un borghese anch’io!?),stazione dei treni compriamo sei biglietti per Lanzhou (direzione Turkestan cinese, 19 ore di treno senza posto a sedere!! Vai che e‘ tranqua!), torniamo in bici (ne ho trovata una in universita’ e me ne sono appropriato, era di qualche italiano che conoscevo), giro per i grattacieli e i megastore di Pechino, ci becchiamo con gli altri, giro nei dintorni della Citta‘ Proibita e nei vicoletti di arrosticini, panini al vapore e biciclette。 Ilarita’ e sfrontatezza, birre e foto, a cena in una bettola, mangiato e bevuto come maiali, Ianna sfida a braccio di ferro un ciccione cinese, andiamo a finire la sbronza in un locale all‘aperto nel quartiere degli studenti stranieri, ribecco vecchie amicizie, il cuore batte sempre piu’ forte, a mezzanotte al grido di ”all‘attacco“ rotoliamo fino a casa di Ianna, sveniamo sfiniti tutti e sei nel divano。 Tanto e’ tranqua。
Zabe zabe za。。。un giorno per riprenderci, il pomeriggio di nuovo in stazione,provviste in spalla, io Ale Stefano Yu Ianna Viola e la mia chitarra cinese (viola anch‘essa)。 Se I cinesi sono un miliardo e trecento milioni allora almeno un miliardo di questi erano nel treno per Lanzhou。。。 spazio neanche per sputare in terra, pieno strapieno, ognuno si arrangia come puo’,personalmente a birre e grappette fino a svenire sopra ad un bambino che per meta‘ dormiva sotto un sedile。 Evvai。 Dopo ben 19 ore arriviamo a Lanzhou, giro per la citta’ e subito prendiamo un treno di altre 17 ore per Dunhuang (provincia del Gansu,estremo nord)。Stavolta il treno e‘ semivuoto e dormiamo nei sedili o spaparanzati per terra。 Mattino e finalmente Dunhuang!Deserto terroso, distese di arbusti e montagne varie all’orizzonte, pulmino fino alle famose (si fa per dire) grotte di Dunhuang, leggendaria tappa della Via della Seta, dove mercanti e fedeli di religione manichea prima e buddhista e musulmana dopo si fermavano per pregare e costruire statue e pitture all‘interno di alcune grotte (piu’ di settecento!)per diversi secoli, fino a quando gli imperialisti inglesi, francesi, russi,giapponesi e americani nei primi trenta anni del secolo scorso (Stein e Pelliot in primis)sono venuti in Asia Centrale in cerca di civilta‘ scomparse e han depredato tutto quello che potevano。 I cinesi non ci sono rimasti bene, ma ottant‘anni fa ancora non lo sapevano。 Finito il tour lasciamo le grotte per la citta’,prendiamo il primo bus a lunga percorrenza per Turfan (altra meta storica),solo altre ventidue ore in pullman con lettini dove se devi pisciare ti attacchi e aspetti fino alla prossima sosta (ognuna ogni 6 ore circa)。A Turfan (Turkestan cinese, Xinjiang centrale, provincia al nord del Tibet e a sud della Russia,est di Pakistan e repubbliche ex sovietiche)finalmente ci fermiano e prendiamo una stanza in hotel a 2 euro e 50 a testa。Affittiamo anche un pulmino con autista, che per 6 euro a testa ci scarrozza tutto il giorno tra antiche citta‘ sepolte dal deserto,valli d’uva, villaggi in oasi verdi,moschee。。。descriverle sarebbe un‘impresa e in questo internet point la tensione e’ alta (virus nella penna usb di Stefano, forse abbiamo perso tutte le foto。。。)ma tanto per capirci:il Xinjiang e‘ ufficialmente Cina, ma in pratica e’ una grossa regione autonoma grande tre volte la Francia, abitata principalmente dall‘etnia uigur, una sorta di turcomanni, che hanno tratti somatici, lingua, abitudini, cucina e religione che con la Cina non hanno nulla a che vedere (un po’ come il Tibet)。Sembra di stare in Afghanistan, ma con le scritte in cinese oltre che in arabo (o persiano?)。 Atmosfera calma e surreale, carne di pecora e pane arabo, calcolando che siamo in Cina mi sembra di stare in qualche paese del Mediterraneo。 Il mattino dopo prendiamo un pullman per Urumqi (capitale del Xinjiang)e dopo tre ore di sonno siamo alla stazione。 Con romanticismo e malinconia decidiamo di divederci:mentre eravamo nel deserto di Turfan a Yu e‘ venuto in mente di rendere il viaggio ancora piu’ pazzesco: Tibet!Non sappiamo ancora se sia possibile, come arrivarci (treno da Golmud con la nuovissima ferrovia piu‘ alta del mondo?!)e se ci sia bisogno di permessi e visti particolari。。。 ma l’idea ci ha preso di brutto e siamo intenzionati ad andare (come la vedete Mosca-Pechino-Kashgar-Lhasa!?!?!?), ma Ianna e Viola devono stare a Pechino per il 18 agosto, dunque devono saltare Kashgar e la Via della Seta。 Partono per la stazione dei treni e cercheranno di raggiungere Golmud。 Io Ale Stefano Yu e la chitarra invece prendiamo un bus di 22 ore per Kashgar。
E a Kasghar siamo adesso。 Kasghar e‘ una terrosa citta’ di 250。000 e passa anime, incastrata tra il deserto del Taklamakan a destra e i monti del Pamir a sinistra。 Il Tagikistan e il Pakistan non sono molti distanti da qui。 Inutile dire che di cinese ha solo il centro della citta‘, pieno di banche, negozi, capitalismo e un’enorme statua di Mao。 La citta‘ vecchia invece e’ spettacolare, botteghe di artigiani, carretti trainati da asini, una grande moschea del XVesimo secolo,angurie, fichi,uva, il mercato di bestiame piu‘ grande d’Asia。。。molti ma non troppi i turisti e/o viaggiatori stranieri (niente a che vedere con la Thailandia ovviamente!)e molte le escursioni organizzate per andare in bici, moto, auto, cammello o cavallo nei dintorni della citta‘, tra deserti e montagne, laghi ed oasi e,per chi ne ha la possibilita‘, svalicare in Pakistan,Kazakistan, Afghanistan, Kirghizistan,Tagikistan,Tibet。。。uno dei posti piu’ affascinanti che io abbia mai visto insomma。 Abbiamo affittato una topaia con 4 letti (1 euro a cinquanta a testa per notte), domani partiamo per un tour in montagna (in bus semplice, il portafoglio comincia a piangere)e dopodomani ci spariamo il mercato del bestiame per poi partire per Hotan (deserto del Taklamakan, Via della Seta Meridionale)e da li‘ con molta speranza e altrettana fortuna contiamo di raggiungere Golmud con mezzi improvvisati in 4-5 giorni e da li’ potenzialmente Lhasa。。。
Presto per parlarne。。。 avrei mille miliardi di altre cose da dire ma il tempo e‘ tiranno e comunque vi aggiornero’ presto。
Gente, il morale delle truppe e‘ alto, Lhasa sara’ nostra e zabe zabe za a parte tanto e‘ tranqua。。。“。。。sei borghese, ARRENDITI!!”
Oi Oi
Daniele Yu Stefano Ale

1 Comments:

At 12:58 PM, Anonymous Ant said...

Daniè ma do cazzo stai ahahahah

^.^

Scopate na pecora da parte mia :)
Ti amo puttanella viziosa

 

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