Thursday, February 19, 2009

Un uomo coraggioso


Camerino è un paese di settemila anime, a una quarantina di chilometri da Macerata, in direzione dell'Appennino. E' "famosa" per la sua antichissima università (una delle prime in Europa). Tra gli abitanti della provincia di Macerata è famosa per la Festa della Spada, che ricorre a metà maggio e non è un festival di eroinomani ma una rievocazione storica dove si balla, si canta, si beve e si fa all'amore fino alla mattina seguente. Nonostante l'esiguo numero di abitanti, la città ha un carcere, due teatri, diversi musei. E un tribunale.


In questo tribunale lavorava il giudice Luigi Tosti, finito tempo fa nella cronaca nazionale perché si rifiutò (e rifiuta tuttora) di tenere udienze con il crocifisso presente in aula. Il suo discorso è molto semplice: "O me o i crocifissi in aula!". A lui sembra assurdo che nel ventunesimo secolo siano ancora presenti nei tribunali, sotto (o sopra) la scritta "La legge è uguale per tutti" questi grossi e inquietanti pezzi di legno con su appesa la statua di un tizio nudo e sanguinante. Tutt'altro che un portafortuna. Il crocifisso ha un ben preciso riferimento religioso e si riferisce ad una religione ben precisa, quella cristiana. Discrimina. Come si può pretendere di giudicare allo stesso modo un italiano e uno straniero, un cattolico e un musulmano, un prete e un anarchico se sul muro c'è appeso il crocifisso?! E' una sorta di "vietato l'ingresso ai cani e agli ebrei". Va tolto!


Io, come il giudice Tosti, penso che non sia giusto. Penso che il crocifisso dovrebbe sparire dai luoghi pubblici. Penso che l'Italia, se stato laico di fatto e non solo di nome, dovrebbe esser "scrocifissa". Ricordo che con i compagni di liceo già in secondo superiore cominciammo a bruciare e far saltare i crocifissi della nostra scuola dalla finestra; il piano era perfetto: spezzavamo il legno, bruciavamo il pupazzo di plastica e lanciavamo tutto dalla finestra, mentre qualcunaltro andava a rubare un crocifisso da qualche altra aula. Risultato, la nostra aula aveva sempre il crocifisso, ma in un mesetto saremmo riusciti a "liberare" tutta la scuola dal quel fastidioso simbolo religioso. Il piano era perfetto. Peccato che si accorsero del nostro "atto di teppismo" non molto tempo dopo, e ciò a causa dei troppi pezzi di legno, braccia e gambe e altri resti dei crocifissi lanciati dalla finestra e presenti nel cortile fuori la scuola... Ci difendemmo col classico "non siamo stati noi!", non credo c'abbiamo creduto, ma si limitarono a farci pulire il cortile e ci imposero la presenza del crocifisso in classe, a subirsi le lezioni di latino e chimica con noi...


Poi ogni tanto qualche buona notizia la regalano anche i quotidiani italiani: il giudice Tosti è stato assolto dalla Cassazione perché il reato a lui contestato di aver impedito le udienze semplicemente "non sussiste". Certo, la sua battaglia continua, perché non può ancora riprendere il suo lavoro, la sua professione. Ma una battaglia è stata vinta. Grazie Luigi Tosti, uomo coraggioso...



"Quanti cristi inchiodati a una sedia o a un letto la gente scavalca,per inchinarsi a un cristo di legno. Quanti sacrifici dimenticati, per ricordarne uno. Se mi facessero entrare in una chiesa, griderei: smettete di guardare quell’altare vuoto. Adoratevi l’un l’altro" Stefano Benni

3 Comments:

At 7:40 AM, Blogger 旷必野 said...

La battaglia per i crocifissi mi ha sempre lasciato abbastanza freddo... sono convinto che in Italia si combatta troppo per simboli e principi, e troppo poco per cose concrete. Il nemico non è il cristo negli edifici statali, ma semmai la Chiesa cattolica che lo strumentalizza. A me il crocifisso piace, perché mi ricorda che, pur essendo tantrista, ho avuto un'educazione cristiana. Pur vivendo in Cina, dell'Italia mi piace il fatto che la gente aiuta il prossimo, anche quando non è religiosa, mentre qui il prossimo è uno sconosciuto da ignorare il più delle volte. Rispetto il Cristo storico e quello simbolico, i valori cristiani su cui la nostra civilità è fondata, anche se non vado in chiesa per pregare.

Se invece di lamentarci d'una statuina di legno cominciassimo a protestare per il fatto che su tutti i TG nazionali IL PAPA COMMENTA TUTTI I GIORNI L'OPERATO DELLO STATO ITALIANO, magari qualcosa cambierebbe. Viva Cristo, a fuoco il Vaticano!

 
At 8:34 AM, Blogger Massaccesi Daniele said...

secondo me sono faccie della stessa medaglia: il "simbolino" del crocifisso e' proselitismo, perche' ce l'hai ovunque e non te ne rendi conto, un po' come in italia oggi si e' cattolici senza sapere di esserlo.
la "nostra civilta'" e' fondata su tante cose, tanti valori, di cui quelli cristiani sono importanti ma non fondamentali (nella costituzion europea non c'e' riferimento al cristianesimo).
e' semplicemente ora di finersela di continuare a battezzare i nostri figli o educarli al cristianesimo solo per moda, per far contenti i nonni o per paura marocchini che lavorano in italia...
abbiate il coraggio di essere liberi e scegliere per voi, da soli.
il problema non e' che il papa commenta la politica italiana, il problema e' che il potere lo trasmette su tutti i canali e i quotidiani. commentare la politica italiana lo faccio anche io tutti i giorni, ma non vado su raiuno, resto in questo blog.
fuoco al crocifisso, fuoco al vaticano!

 
At 8:38 AM, Blogger Massaccesi Daniele said...

(correzione al commento di sopra)

secondo me sono facce della stessa medaglia: il "simbolino" del crocifisso e' proselitismo, perche' ce l'hai ovunque e non te ne rendi conto, un po' come in italia oggi si e' cattolici senza sapere di esserlo.
la "nostra civilta'" e' fondata su tante cose, tanti valori, di cui quelli cristiani sono importanti ma non fondamentali (nella costituzione europea non c'e' riferimento al cristianesimo).
e' semplicemente ora di finersela di continuare a battezzare i nostri figli o educarli al cristianesimo solo per moda, per far contenti i nonni o per paura dei marocchini che lavorano in italia...
abbiate il coraggio di essere liberi e scegliere per voi, da soli.
il problema non e' che il papa commenta la politica italiana, il problema e' che il potere lo trasmette su tutti i canali e i quotidiani. commentare la politica italiana lo faccio anche io tutti i giorni, ma non vado su raiuno, resto in questo blog.
fuoco al crocifisso, fuoco al vaticano!

 

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