Giornata di follia e delirio social...
Credo che oggi sia successo qualcosa di estrema gravità: nella scuola secondaria superiore dove insegno, a Macerata, c’erano pochissime alunne e alunni in classe. Strano, visto che oggi era prevista l’assemblea di istituto per la presentazione delle liste dei candidati come rappresentanti d’istituto. Nelle classi che ho avuto modo di vedere c’era sì e no un quarto dei ragazzi e delle ragazze. Dove sono gli altri? “A casa”, mi hanno risposto. “I genitori hanno paura a mandarci a scuola”. Resto basito. “Sui social girano messaggi minatori di orde di maranza che oggi a Macerata, Ancona e Jesi spaccheranno tutto e stupreranno le ragazze come hanno fatto a Milano”. Non so se ridere o piangere. I maranza? Gli stupri? Le vetrine di Milano? A Macerata?!? Qualcun altro dice che sono solo fake news, altri parlano di amici in Lombardia che dicono non sia mai successo nulla, altri di brutti ceffi nei pullman che seminano panico. Non ho parole. Ecco perché stamattina ho notato presidi di polizia, carabinieri e finanza fuori da alcune scuole. Evito ogni polemica, provo a restare calmo, accendo computer e proiettore, avvio il video dell’assemblea d’istituto che, ci hanno informato ieri in tarda giornata, non sarà più in aula magna ma on line in aula. Passa un collega a vedere quanti sono i presenti in aula. Faccio un giro nel registro elettronico e in effetti in molte classi non c’è quasi nessuno.
Maranza. Di questo termine so poco o niente, ricordo di averne chiesto ai miei alunni e alunne anni fa. Da quanto ne ho capito così vengono definiti, soprattutto nelle grandi città italiane, i figli di immigrati magrebini di bassa estrazione sociale e contesto culturale svantaggiato, che si atteggiano a bulli (in branco, ovviamente) e che si vestono con abbigliamento di alta moda, tarocco o rubato nei negozi. Coatti italiani di seconda generazione. I poveri che si atteggiano a ricchi, celebrando i marchi dell’alta moda. Gli esclusi dal sistema che si uniscono per servire il sistema che li esclude. Un grande classico. O magari non ho capito bene io, non so. “Maranza” è, avevo poi visto sempre anni fa in rete, termine creato in Lombardia come mix di “marocchino” e “zanza”, cioè teppistello, bulletto, tamarro di origine magrebina. Scopro oggi che c’è anche una pagina Wikipedia dedicata. Di questi maranza a Macerata non mi pare di averne mai visti, il primo gruppetto mi balzò all’occhio più di tre anni fa durante una visita fuori la Reggia di Caserta.
Tuttavia ancora non mi è chiaro cosa c’entrino i maranza longobardi con le proteste studentesche in giro per l’Italia e, soprattutto, le minacce di saccheggio e distruzione nel nostro territorio in questa banalissima mattinata di un caldo ottobre maceratese. Scopro poi che per oggi, anche a Macerata, era prevista una manifestazione indetta dalla Rete degli studenti medi per reclamare migliori condizioni per le scuole della provincia, cui hanno aderito anche ANPI e CGIL. Strano che non ne avessi saputo nulla, sto indubbiamente perdendo colpi. Non credo però che tutta questa popolazione studentesca abbia partecipato a una manifestazione, alcune alunne che nelle prime ore sono state alla manifestazione mi hanno confermato che non ci fosse poi così tanta gente. Resta il fatto che un numero importante di genitori oggi abbia deciso di non mandare i propri figli e figlie a scuola per paura di disordini, violenze e stupri (?!?!) in città, collegati o meno alla manifestazione organizzata dagli studenti, ma (fonte social) promossi dai maranza sul modello milanese. Frutto di un “clima di terrore e di paura iniziato ieri”, come detto da uno studente candidato rappresentante d’istituto, e dirigenti scolastici sotto pressione che corrono ai ripari.
Ministro, prefetto, dirigenti dell’Ufficio Scolastico Provinciale, genitori: dove sono i miei studenti e le mie studentesse?!? Perché le nostre aule sono quasi vuote? Per dei video brutali girati on line? Per un delirio social? Ripeto, per me il fatto che le scuole siano vuote per una minaccia di ipotetici maranza spaccavetrine milanesi sembra davvero assurdo e preoccupante. Mi riporta alla mente quando, negli anni ’80 e ’90, anche nella nostra provincialissima Macerata, dalle cabine telefoniche si chiamava la mattina presto la questura per millantare la presenza di una bomba nella scuola x, frequentata dal nostro miglior amico che voleva saltare un compito in classe. Ma quella era una ragazzata. Qui situazione e contesto mi sembrano un tantino diversi. Il risultato, purtroppo e però, è stato lo stesso: le aule vuote.
Alle ore 12 era tutto tranquillo. La manifestazione si è conclusa serenemente e i manifestanti sono tornati a casa. Gli Unni non sono scesi nel capoluogo marchigiano. Ora sta agli studiosi di scienze politiche, della comunicazione, scienziati sociali e dei "media studies" a fare le loro indagini e condividere i risultati delle loro analisi su quanto successo oggi.
In estrema sintesi: la Rete degli studenti medi indice a Macerata per giovedì 22 ottobre una manifestazione pacifica per denunciare problematiche scolastiche, si uniscono anche ANPI e CGIL. Cavalcando l’onda dei violenti disordini scoppiati ad opera degli studenti in Francia e in altre grandi città italiane, qualcuno sui social fa girare video osceni e minaccia che in questa occasione verrà messa a ferro e fuoco la città, trucidate persone, stuprate donne. I genitori si allarmano, chiamano le caserme di polizia e i dirigenti scolastici, temono il rischio sia reale e lasciano tantissimi alunni e alunne a casa, una minoranza entra in classe, una minoranza ancora più raccolta va alla manifestazione. Io mi trovo le aule vuote, casco dal pero, mi informo, resto incredulo, sconcertato e preoccupato. Buona giornata.
Ulteriori informazioni:
“Scuola, presidio degli studenti a Macerata il 22 ottobre: "Vogliamo condizioni migliori"”
https://picchionews.it/scuola-e-universita/scuola-presidio-degli-studenti-a-macerata-il-22-ottobre-vogliamo-condizioni-migliori
“Messaggi allarmanti nelle chat degli studenti: presidi delle forze dell’ordine a Macerata”
https://www.cronachejunior.it/2026/10/21/messaggi-allarmanti-nelle-chat-degli-studenti-presidi-delle-forze-dellordine-a-macerata/
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