Saturday, August 22, 2026

Pratica di autonomia...

“Prima ancora di inventare un nuovo sound e una nuova estetica, il punk ha infatti trasformato il modo stesso di fare musica. Non tanto sul palco quanto dietro le quinte: nella produzione, nella distribuzione, nell’organizzazione dei concerti, nella circolazione delle idee. Il Do It Yourself e il pauperismo tecnologico vengono ben prima delle creste, dei tre-accordi-per-tre-minuti e dell’irruenza performativa. Registrare dischi fuori dal circuito delle major, fondare etichette indipendenti, stampare fanzine, occupare spazi, significava soprattutto redistribuire il diritto di produrre cultura. […] La domanda, però, è rimasta la stessa: è ancora possibile creare cultura senza limitarsi a riprodurre ciò che il mercato considera già desiderabile? È qui che il punk torna contemporaneo. Non come genere musicale, né come repertorio di simboli ormai addomesticati, ma come pratica di autonomia.”

Fonte:
https://ilmanifesto.it/976-2026-cosa-resta-del-punk-tra-reliquie-territori-mutazioni

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