Tuesday, November 18, 2025

一代 Se venticinque anni son pochi...

L’attrice cinese 赵涛 Zhao Tao è per il regista (e marito) 贾樟柯 Jia Zhangke quello che Giulietta Masina è stata per Federico Fellini. Una drammatica storia d’amore, un viaggio nel tempo, il tempo di una generazione, dai primi anni del 2000 a 大同 Datong, nel nord cinese, una sigaretta dopo l’altra nel freddo gelido della Repubblica post-maoista ma non troppo. “Sembrano mongoli” e fumano talmente tanto che “riesco a sentire il fumo in sala”, come ha commentato la mia Giulietta Masina. Vero. Il nero delle miniere dello 山西 Shanxi, misto al sangue di ex tribù nomadi, uomini grandi e fieri, di grappa e tabacco, di “soviet ed elettrificazione”: Stalin vive, viva Stalin! Per poi tuffarsi più a sud, verso il profitto facile e l’ “arricchirsi è glorioso”, nei pressi della 三峡大坝 Diga delle tre gole nel Fiume azzurro, tra le metropoli di 重庆 Chongqing e 武汉 Wuhan, tra funzionari corrotti e gang criminali, prostituzione e decadenza dei costumi sul modello del neoliberismo occidentale. Infine giù, nell’estremo sud, a 珠海 Zhuhai, per un assaggio di contemporaneità nella Cina post-Covid di tecnologia, robot e giovane delirante fermento da social media. Ma poiché, come recita l’antica saggezza cinese 落叶归根 “le foglie che cadono tornano alle radici”, sul finale si ritorna in una Datong cambiata, ammodernata e lucente, nel rapido tempo di una generazione. E di una drammatica storia d’amore.

风流一代 “Generazione romantica” (2024), di 贾樟柯 Jia Zhangke

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