Wednesday, July 01, 2015

A questo primo di luglio.




Luglio che bello incontrarti in una giornata come quelle. Quelle passate allo sportello per una domanda di disoccupazione. Compagno Stalin, compagno Ferretti, che fine hanno fatto il piano quinquennale e la stabilità? Qui i big si vendono le partite e si fanno pubblicità sulle prime pagine con due gendarmi alle spalle. Domando: quanto costa una doppietta in trasferta? Al viaggio d’estate. Al viaggio da solo. Allo schiaffo dell’altra sera. Ai quasi mille chilometri di sola andata. A quel giorno in prefettura. Al tramonto, per fortuna. Ai chissenefrega. Ad Henry Kissinger. Alle ragazze che discutono in piedi sul marciapiede fuori dal cinema il senso del film appena visto. All’ottavo mese del decimo anno di gravidanza. A quel marocchino che passa la notte in auto. A quell’italiano che passa la notte in panchina. A quella foto in giallo e nero. Alla tua invidiabile capacità di rassicurarmi. Alla tua inqualificabile condotta a scuola. Per aver scambiato il mio pollice sinistro con una fetta di salame. Ai 57 chilometri che dividono Torino da Asti. Alla tipa che fuma alla stazione. Non sono etero ma per te potrei fare un’eccezione. Interessante come la fotosintesi. L’autunno paranebbia. Torrenti gelati tra le valli che gridano NoTAV. La chiesa valdese. Il cerbiatto campione di salto agli ostacoli. Clamoroso il tomino. Il concerto ska-reggae da qualche parte tra i boschi delle Alpi e gli spinelli a tutto manco fossero fumogeni in curva durante il derby. Occhio raga questa spinge. Accomodante verso l’uscita. Con la crisi si può stringere amicizia, l’importante è non abbattersi alle prime difficoltà. Come nel matrimonio. “Così è la vita!” elevato a quotidiano inno motivazionale. Finisci un corso per iniziarne un altro, sbrighi una scocciatura per trovartene altre dieci all’uscio. Che fare! Dei mille modi per essere infelici, dei mille modi per inseguire la felicità. La sfortuna di piacere al piacere e la condanna a rincorrerlo. Per fortuna il mare, le colline e i monti; per fortuna i laghi, i boschi e le campagne. Quelle giornate in cui hai occasione di ricordare allo Stato che no, non sei un bravo ragazzo. Quelle giornate perse a rimuginarci sopra. A pensare a come pelare la gatta, a quale Azzeccagarbugli portare due capponi. Quelle giornate che se fuori c’è il sole almeno non puoi sentirti peggio. Quelle giornate di nessuna noia, nessuna paranoia, solo angoscia allo stato puro. La burocrazia è un mare di lame dove devi nuotare adagio per non morire affettato, dove devi nuotare adagio per non morire annegato. Il burocrate è l’uomo di mezza età con lo sguardo meccanico e stanco, senza alcuna espressione. Suscita in te una serie di domande sempre uguali: ma come ci sono finito in un questo gomitolo di guai? Alle volte alle tre di notte i gatti impazziscono...
Caro primo di luglio, una cosa soltanto: se il volo era immaginario, come mai lo schianto tanto forte?

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