Saturday, November 26, 2011

Whiskey in the Jar: la domenica, la pioggia ed il mal di testa

La domenica non è il giorno del Signore. È il giorno del demonio. La domenica è opera del demonio.
Nella maggior parte dei casi la domenica inizia con un pesantissimo mal di testa.
A volte mi sembra che questa città (al pari di ogni ltra città nel mondo) non abbia un cazzo da dire, nulla da offire. Nulla, a parte il consumismo.
Quindi normalmente sono uscito, malgrado la pioggia. Ho portato con me il mal di testa e qualche denaro. Non ho una bella cera. Avrei potuto farmi una doccia prima di uscie. E la barba. Già, avrei potuto.
Non sapendo cosa fare né dove andare sono entrato in uno di quei fast food americani. Ho ordinato anelli di cipolle fritti. Che posto da falliti è il fast food americano. Da famiglia infelice. Gli anelli sono finiti in fretta. Di nuovo in strada, di nuovo sotto la pioggia. La disperazione era tale che sono andato in libreria. Ed ho comprato un libro. Un libro di un autore italiano. In inglese. Sono un cretino, lo so. Sono andato a leggere il libro al Fred Zeppelin, il mio pub preferito a Cork, dopo il Rock. Al pub mi sento al sicuro. Seduto ad un angolo, in disparte, lontano dagli altri, una Hoegaarden di fronte. Hoegaarden. Che cazzo di nome per una birra…

Di Pechino mi mancano soprattutto due cose:
- il costo della vita
- fumare due pacchetti di sigarette al giorno

Oggi mi mancano soprattutto due cose:
- parlare di pittura con Ruggio
- fare le coccole a Giorgia, una tipa di Ostia che mi ha fatto da fidanzata per qualche settimana, una decina di anni fa

Finché c’è musica, finché c’è whiskey…

“I’ll probably die old and alone”

Questo post è dedicato a Nicola “Palluttì” Pallotto, il Lucio Dalla de noantri.
E a quella donna marocchina ammazzata a martellate dal marito.

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